Capitale della Cultura, mancata trasparenza sul milione di euro

Anche il comune di assisi chiede chiarezza

Capitale della Cultura, mancata trasparenza sul milione di euro

Ieri il Consiglio comunale di Assisi ha approvato all’unanimità la mozione (che alleghiamo al presente comunicato) a primo firmatario Federico Masciolini, con cui si impegna il Sindaco Proietti e la sua Giunta ad attivare tutti i canali politico-amministrativi di più alto livello e a mettere in campo tutte le iniziative per ottenere il coinvolgimento della Città di Assisi nella realizzazione del progetto avanzato con la Città di Perugia all’interno della candidatura a Capitale europea della Cultura 2019 e la conseguente ripartizione delle risorse a ciò destinate dal MIBACT, il quale ha assegnato 1 milione di euro per realizzare i progetti inseriti nel dossier di candidatura.

Con la mozione approvata si chiede che, nel rispetto del principio di leale collaborazione, la Città di Perugia riconosca alla Città di Assisi il ruolo (e relative risorse) che le spetta per aver contribuito al rafforzamento della candidatura a Capitale europea della Cultura 2019.

Quello che è stato approvato ieri dal Consiglio comunale di Assisi è in linea con ciò che noi sosteniamo da tempo con le nostre proposte per portare avanti una gestione trasparente, condivisa e partecipata dell’ingente contributo arrivato dal Ministero.
Avevamo, infatti, presentato un ordine del giorno su “trasparenza, condivisione e partecipazione sull’utilizzo del milione di euro ottenuto con il titolo di Capitale italiana della Cultura” (a firma Tommaso Bori, Diego Mencaroni, Alessandra Vezzosi e Sarah Bistocchi), in cui sottolineavamo come la Fondazione Perugiassisi 2019 avesse sviluppato una serie di progetti, iniziative ed eventi culturali: la natura stessa della candidatura risiedeva nel cambiamento della situazione esistente con proposte innovative in cui l’innovazione era il collante di tutti gli ambiti d’interesse. La qualità del dossier ha permesso alle città di Perugia e di Assisi di essere inserite tra le città finaliste per l’assegnazione dell’ambito titolo europeo e della notevole somma stanziata.

Ma il Comune di Perugia, nonostante le nostre sollecitazioni, per la scelta delle iniziative e dei progetti da finanziare, non ha portato avanti nessun percorso di partecipazione, trasparenza e condivisione. Ha optato, invece, per una selezione basata unicamente su decisioni discrezionali, non pubblicizzate, senza coinvolgimento né della cittadinanza né della città, azzerando in tal modo il dossier con cui è stato ottenuto il finanziamento, che è stato addirittura riscritto senza alcun contatto con i soggetti (enti, istituzioni, organizzazioni, fondazioni ed associazioni) che hanno promosso la candidatura ed ottenuto il titolo di Capitale Italiana della Cultura. L’impiego del contributo erogato dal Ministero non avrebbe dovuto essere deciso senza neppure partecipare le scelte ed i criteri tra gli aderenti alla Fondazione, tra cui il Comune di Assisi, gli estensori del dossier vincitore e delle progettualità correlate.

Le nostre proposte sono state, purtroppo, respinte, impedendo un confronto su questa importante problematica e sulla necessità che questi fondi siano utilizzati come occasione di sviluppo e non consumati trasformandoli in un’occasione persa. A queste nostre richieste mai ascoltate, oggi si aggiungono anche quelle del Comune di Assisi, che dichiara, inoltre, un atteggiamento di totale chiusura da parte della Giunta di Perugia, che rischia di gravare in maniera rilevante sulle molte sinergie, attivate ed attivabili in futuro, tra le due Città, oltre che sui rapporti di collaborazione che si spera possano continuare a vedere Perugia ed Assisi protagoniste nel panorama turistico-culturale della nostra Regione e del nostro Paese.

Abbiamo già depositato la mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Assisi, per portarla in Commissione Controllo e Garanzia. In quella sede abbiamo già presentato una richiesta di attivazione per verificare la regolarità della destinazione e gestione del contributo, così da garantire un impiego trasparente e tracciabile, in linea con i dettami ministeriali, con il dossier di candidatura e nel rispetto dei vari enti e soci che hanno contribuito al riconoscimento del titolo di Capitale italiana della Cultura. Aspettiamo ora una risposta da parte del Sindaco Romizi e della sua Giunta.

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