Bilancio regione , Carbonari (M5S), è libro degli incubi

Umbria ultima regione ad approvare il bilancio di previsione

Rifiuti, M5s, “Chiudere definitivamente il sito di Sant'Orsola"

MARIA GRAZIA CARBONARI-M5S (RELAZIONE DI MINORANZA n.2): “QUESTO BILANCIO NON È UN LIBRO DEI SOGNI, MA DEGLI INCUBI. VOTEREMO CONTRO. Questo è un bilancio che arriva tardi. E non è il primo anno. Abbiamo fatto una piccola verifica di quello che è successo nelle altre Regioni e noi siamo gli ultimi ad approvare il bilancio di previsione. È un fatto grave perché noi consiglieri ci siamo trovati ad avere questi documenti negli ultimi quindici giorni, ad analizzare un insieme di carte complesso con troppo poco tempo. E non è arrivato uno schema dettagliato delle spese.

Tutto questo cambierà perché appena approvato questo bilancio cominceremo a sollecitare gli uffici per rispettare tutte le prossime scadenze. Questo bilancio più che un documento contabile a me sembra un libro degli incubi perché la quantità complessiva di entrate e di spese previste nel 2017 e 2018 si riduce notevolmente.

Ho chiesto anche come era stato predisposto però ci hanno detto che non era dato saperlo perché al Consiglio ci vanno solo le missioni e programmi. Allora ragioneremo su questi, e chiederemo appena possibile il dettaglio della ripartizione in capitoli di spesa. Intanto la missione 1: servizi istituzionali e di gestione, assorbe circa il 16 per cento di tutte le spese delle missioni da 1 a 19.

Una percentuale circa tripla rispetto a Marche e Lombardia. Le previsioni di competenza della missione 1 dal 2016 al 2018 restano sostanzialmente invariate, non abbiamo nessun calo. Le altre missioni invece sì. Le spese per ordine pubblico e sicurezza calano del 20 per cento nonostante l’aumento della criminalità nella nostra regione, definito allarmante dallo stesso presidente della Sezione penale in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario. Per istruzione e diritto di studio nell’arco 2016-2018 si passa da 28 a 20 milioni. Per la tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali c’è una riduzione dell’80 per cento passando da 20,3 a 4,5 milioni di euro. Politiche giovanili, sport e tempo libero passano da poco meno di 1 milione a 55 mila euro, con una riduzione del 95 per cento.

Il turismo, su cui si dovrebbe basare la nostra economia, è ridotto dell’80 per cento, da 10,5 a 2,8 milioni di euro. L’edilizia abitativa del 99 per cento, passando da 30 milioni a 300 mila euro. La tutela del territorio e ambiente è quasi azzerata con un calo del 90 per cento, passando da 62,2 a 7,3 milioni di euro. I trasporti passano da 162 a 106 milioni. Le politiche per il sociale e la famiglia vengono quasi dimezzate.

Il Sia, che sembra una brutta copia del nostro reddito di cittadinanza, offre nemmeno tre euro al giorno per i poveri, una cifra indegna. Cala di tanti milioni di euro, seppure in minore percentuale rispetto ad altre missioni, la Tutela della salute, da 1809 milioni di euro a 1648.

Calo enorme anche per Politiche per il lavoro e formazione professionale, da 50 a 17 milioni di euro, e per Energia e diversificazione delle fonti energetiche, da 8 a 3,3 milioni. Si tratta di settori fondamentali per i bisogni primari dei cittadini (casa, salute, istruzione, sussistenza, ambiente), nonché settori che rappresentano un investimento nel capitale umano, nell’economia, nella salute dei cittadini e nel territorio. L’Umbria è una Regione povera di risorse e la nostra ricchezza consiste nelle persone, nell’arte e nel territorio.

Questi sono tanto elogiati a parole dalla presidente, quanto abbandonati nei fatti, con una rinuncia o incapacità della Regione a soddisfare i bisogni dei cittadini ed erogare servizi basilari. Ci viene ossessivamente detto che l’Umbria è una Regione virtuosa, affermazione smentita dallo stesso articolo 5 di questo bilancio, che autorizzerebbe la Giunta ad indebitarsi per ben 202 milioni di euro nel 2016 per far fronte ad effettive esigenze di cassa. Gli oneri finanziari già assorbono enormi risorse, 589 mila euro solo nel 2016, e la Giunta vorrebbe continuare ad aumentare il debito pubblico regionale, senza specifiche visioni di investimenti in grado di ripagare questo debito e renderlo sostenibile. Bisogna anche stare attenti al rischio di aumento del differenziale negativo dei derivati. In questo bilancio ci sono ampissimi spazi di risparmio ed efficientamento, che potrebbero liberare risorse da impiegare per questi scopi.

La Regione è forte con i deboli e debole con i forti. Non si toccati i concessionari delle acque minerali, che si arricchiscono con le risorse pubbliche, pagandole spiccioli. Così come con lo sfruttamento dell’energia idroelettrica. Pagano i cittadini, con una tassazione già alta e con un taglio drastico dei servizi a tutti i livelli. Non mancano invece sprechi e operazioni economicamente ingiustificate per la Regione, come l’acquisto per 7,5 milioni di euro di immobili dal disastrato Consorzio TNS.

La Regione e le sue partecipate non riscuotono i propri crediti, come ad esempio da Roma TPL. La Regione concede immobili a titolo gratuito o con canoni fuori mercato in molti casi. Mantiene inspiegabilmente alcune partecipate, come Umbraflor, non per preservare posti di lavoro dei dipendenti, ma per metterci a capo un ex sindaco. Spende cifre enormi in consulenze esterne, invece che per assunzioni con regolare concorso. La stessa procedura di approvazione di questo bilancio è stata impropria, dato che si è fatto tutto in forte ritardo, con informazioni superficiali e talvolta incomplete. Gli emendamenti che presentiamo hanno la funzione di dare un contributo concreto.

Si tratta di proposte di buon senso. La situazione è grave, questo bilancio lo attesta. La stessa Giunta che lo nega a parole, lo ammette con i numeri. La nostra Regione sta progressivamente morendo, giorno dopo giorno, ed è nostro dovere tentare di fermare il declino e invertirlo con tutti i mezzi che la legge ci concede”.

Bilancio regione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*