Bilancio Minimetrò, Carla Spagnoli replica all’azienda

Non certo i privati né Umbria Mobilità, ma sempre il Comune di Perugia, quindi ancora una volta tutti noi!

Perugina, Spagnoli, l’ennesima occasione persa!
carla spagnoli

Bilancio Minimetrò, Carla Spagnoli replica all’azienda

da Carla Spagnoli (Presidente Movimento per Perugia)
Prendiamo atto della risposta della Minimetrò S.p.A. al nostro intervento e controreplichiamo punto per punto, con estrema chiarezza. La società dichiara di aver ricevuto dal Comune di Perugia un «corrispettivo annuo» di 7.900.000 euro più IVA. Ma questa cifra, comunque alta, corrisponde al solo Contratto di servizio! La Minimetrò dimentica di citare i «Corrispettivi Riallineamenti UP». Di che cosa si tratta, cari perugini? In pratica ogni anno la Minimetrò fa una previsione degli introiti che si aspetta dalla vendita dei biglietti UP (Unico Perugia), come le altre società di trasporto in Umbria. Se alla fine dell’anno gli introiti risultano minori di quelli previsti dalla stessa società, interviene il Comune che rimborsa, almeno in parte, la cifra mancante! Guarda caso, in questi anni la Minimetrò S.p.A ha sempre “toppato” con le previsioni: nel bilancio 2015, l’ultimo depositato alla Camera di Commercio, risulta che i «Corrispettivi Riallineamenti UP» ammontavano a 490.909 euro!

Se si va a guardare il bilancio 2013 risulta addirittura che la cifra rimborsata dal Comune per i biglietti invenduti è stata di ben 1.802.383 euro… Per carità, tutto questo è previsto dal Contratto di servizio e dagli accordi commerciali, ma perché i perugini dovrebbero mettere altri soldi per il minimetrò, oltre a quelli che già pagano? Perché devono rimborsare i biglietti invenduti? Ma soprattutto perché le stime previste vengono fatte dalla stessa società che poi ottiene i rimborsi? Facile chiudere così i bilanci in attivo…! Quanto poi al numero degli utenti che usufruiscono del “brucomela”, la Minimetrò non ha risposto, ma ci pensiamo noi a dare qualche dato: nel 2015, sempre secondo l’ultimo bilancio depositato, sono stati convalidati circa 2,6 milioni di ingressi, con un incremento del 3% rispetto al 2014.

Peccato però che il primo Piano Economico e Finanziario della Minimetrò S.p.A., approvato dal Comune nel lontano 2007, dava una previsione di ben 5.615.000 passeggeri. Quindi, nel 2015, si sono registrati tre milioni di accessi in meno rispetto alle previsioni originarie! Inoltre la società insiste nel ribadire la virtuosità della sua gestione, «distinta da altre società di trasporto pubblico locale che, nonostante i corrispettivi, generano in molti casi perdite». A parte il fatto che non abbiamo parlato di qualità della gestione né fatto paragoni con altri, ci sembra doveroso fare alcune domande: la realizzazione del Minimetrò è costata la bellezza di oltre 100 milioni di euro, pagati in parte dal Comune di Perugia ed il resto con finanziamenti pubblici dello Stato! I soci privati della Minimetrò Scarl, in base agli accordi, dovevano mettere 43 milioni di euro: questi soldi li hanno mai messi? I cittadini hanno pagato di tasca loro la costruzione del minimetrò, e continuano tuttora a pagare per mantenerlo: ma quanti perugini ne usufruiscono abitualmente? Quanti non l’hanno mai preso, o l’hanno preso solo una volta per curiosità (io)? Altra domanda: chi pagherà i mutui accesi per il minimetrò fino al 2037?

Non certo i privati né Umbria Mobilità, ma sempre il Comune di Perugia, quindi ancora una volta tutti noi!

Infine la Minimetrò S.p.A. «esclude ogni rapporto diretto con la Regione Umbria»: ne prendiamo atto, anche se negli anni fondi regionali per il minimetrò ne sono stati stanziati eccome; basta leggere articoli di giornale mai smentiti. Resta però la domanda di fondo: se la Regione non vuole più garantire i due milioni al Comune per il minimetrò, e il Comune non ne vuole sapere di stanziarli di tasca propria, che cosa succederà? Se, ipoteticamente, non arriveranno due milioni di euro, come potrà il bilancio 2017 della Minimetrò S.p.A. chiudere in attivo…?

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