Bellezza e Qualità, c’era Cucinelli all’incontro con il PD

La cultura è, per Cucinelli, “il nutrimento della nostra civiltà

Bellezza e Qualità, c'era Cucinelli all'incontro con il PD

“Viviamo nel più bel posto al mondo. Custodiamolo”. Parte da qui  l’impegno per fare di “Bellezza e qualità” leve su cui costruire il futuro. Ne è convinto Brunello Cucinelli, ospite, insieme a Catiuscia Marini e a rappresentanti del mondo della cultura, dell’impresa e delle istituzioni, dell’iniziativa organizzata dal Pd Umbria nella splendida cornice della Villa del Colle del Cardinale di Perugia. A fare gli onori di casa il segretario regionale dei Democratici Giacomo Leonelli. “Bellezza e qualità – ha sottolineato – sono il dna dell’Umbria. Vogliamo, ora, che diventino il cuore di una visione strategica per il futuro” e “vogliamo che l’Umbria sia la prima regione a dotarsi di una legge sulla bellezza e la qualità e a fare di questi concetti il cardine delle sue politiche di sviluppo”. Sul tavolo il Pd ha messo alcuni spunti su cui aprire una partecipazione ampia e serrata con i protagonisti del mondo economico e culturale, per arrivare, entro la fine dell’anno, a un testo organico e complessivo.

Quattro i macrotemi su cui si muove e sarà declinata la proposta dei democratici: riqualificazione, promozione, paesaggio e cultura. “Con la riqualificazione vogliamo provare ad intercettare le nuove domande del mercato e valorizzare gli aspetti unici della nostra regione, ad esempio investendo nei borghi meno noti e incentivando la riqualificazione delle aree industriali dismesse perché diventino attratto di risorse private; attraverso la promozione intendiamo confezionare il nostro migliore biglietto da visita per attrarre anche mercati emergenti, incentivando l’adeguamento delle strutture ricettive e la produzione di materiale divulgativo multilingue, intercettando le esigenze del turismo per famiglie attraverso proposte innovative e coinvolgenti, come, ad esempio, la realizzazione di parchi tematici attinenti al territorio; bellezza e qualità, poi, passano necessariamente dalla tutela del paesaggio che deve anche essere valorizzato attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali che per prime sono consapevoli che solo un territorio difeso nella sua vocazione originaria può essere fattore di sviluppo; bellezza e qualità, infine, dovranno sempre più essere legate alla cultura, attraverso approcci innovativi per la promozione culturale.

Le nostre biblioteche e i nostri musei dovranno essere luoghi di conoscenza del territorio e sempre più connessi tra loro, luoghi in cui incentivare e sperimentare nuove forme di accesso con particolare attenzione a giovani e giovanissimi”. “Abbiamo la percezione che un’epoca si stia chiudendo e che stia iniziando una nuova fase. La crisi, negli anni 2008-2014, ha aggredito pesantemente l’Umbria, ma ora molti indicatori ci dicono che si sta cambiando pagina. Ora saremo impegnati affinché l’Umbria – ha concluso Leonelli – decida di investire su sé stessa. In questo, il Pd ha il dovere di mettersi a disposizione delle migliori energie del territorio, sulle nostre spalle abbiamo una grande responsabilità: abbiamo deciso di scegliere questi temi, sapendo che si tratta di un percorso ambizioso ma abbiamo le carte in regola per riuscirci”.

La cultura è, per Cucinelli, “il nutrimento della nostra civiltà”. Da qui la necessità di assumere bellezza e qualità a cuore della strategia per il futuro dell’Umbria. “Noi umbri siamo speciali – ha sottolineato Cucinelli – abbiamo un alto tasso di spiritualità, di silenzio, di verità. Siamo un popolo con un alto tasso di tolleranza e di misticità, che affascina tutti. Viviamo in luoghi speciali dove siamo stati molto bravi a sostenere il genius loci” e “le nostre terre sono rimaste sofisticate, belle”. Cucinelli ha lanciato il grande tema, a lui caro, della riqualificazione delle periferie: “Abbiamo restaurato i nostri luoghi bene, ma siamo in difficoltà con le periferie. Non è mia intenzione ridiscutere ciò che è stato fatto, ma insieme possiamo riprogettare la città che viva con la sua periferia, che ha una dignità più forte del centro storico; la periferia è più vera, perché non tornare a progettarla?”. E allora: “chi presenta il progetto deve presentare un progetto che fa parte del territorio, deve ascoltare il territorio, curare la bellezza, che non vuol dire non essere contemporanei”. Ma non solo: ciascuno deve fare la sua parte: “Vorrei che insieme richiamassimo noi stessi alla bellezza dei nostri luoghi, delle nostre città. E’ dovere di chi governa curare in particolare la bellezza” e alla bellezza è legata la prosperità, ma bisogna anche “tornare alla responsabilità e all’estetica di ognuno”. Poi c’è da curare l’impresa, “investendo nel manufatto a tutto tondo” e “da restituire dignità morale ed economica al lavoro”.

“Lo stimolo che vogliamo dare – ha sottolineato la presidente Marini – è assumere la qualità e la bellezza come cifra dell’azione di governo e di amministrazione, cifra dell’azione di imprenditoria, cifra della sensibilità civile e civica, cifra della modernizzazione e di nuova occupazione. E’ una sfida molto impegnativa, è un cambiamento importante che non si traduce solo nelle leggi: serve, sì, innovazione legislativa, ma una buona legge non è tale se non trova un humus di impegno, condivisione e sensibilità. Cose coraggiose le possiamo fare, sul tema della riqualificazione e della periferie, sul paesaggio, la cosa più irriproducibile in assoluto che abbiamo e che rende la nostra terra unica, riconoscibile, differente”.

Una legge che si occupi di questi temi ha, evidentemente, bisogno di un “percorso di convincimento, di condivisione, di un patto coi cittadini in cui coraggiosamente proviamo a offrire  nuove opportunità di sviluppo a partire dalle modalità con cui usiamo il territorio regionale, il suo paesaggio, il costruito e il nuovo che vogliamo mettere in campo”. C’è bisogno, dunque, di innovare strumenti legislativi e gestionali sul patrimonio culturale”. La presidente Marini raccoglie, quindi, le sollecitazioni di Cucinelli, sottolineando come l’Umbria può “essere una regione della manifattura bella e del lavoro di qualità che ci fa riscoprire la dignità”. “Ci assumiamo un impegno: per vincere questa scommessa non basta una legge o uno strumento legislativo, dobbiamo stimolare una coscienza civica”. Il Pd avrà il suo ruolo: “vuole essere anche luogo di confronto, partecipazione e discussione”. “Se questa scommessa la vinciamo – ha concluso la presidente – la vinciamo per la nostra comunità, per lasciare un segno un po’ migliore rispetto a quello che abbiamo trovato”.

Nel corso dell’iniziativa hanno portato il proprio contributo: Antonio Luna, presidente dei Borghi più belli d’Italia, Marzio Presciutti Cinti, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Achille Roselletti, di Sistema Museo, Clelia Cini, giovani Cia, Stefania Proietti, sindaco di Assisi, Simona Meloni, vice sindaco di Piegaro, Michela Sciurpa, giovane imprenditrice. L’iniziativa ha rappresentato l’occasione per una visita guidata alla Villa del Colle del Cardinale. Un nuovo appuntamento di approfondimento dei temi lanciati in occasione dell’evento sarà organizzato nell’ambito della festa nazionale della cultura del Pd, in programma a settembre a Perugia.

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