Appello Marini, M5s, no ad elemosine di Stato, restituire dignità alle persone

Improponibile è infatti pensare di erogare alle imprese appena il 20% di quanto perduto

Appello Marini, M5s, no ad elemosine di Stato, restituire dignità alle persone

Appello Marini, M5s, no ad elemosine di Stato, restituire dignità alle persone
Da Filippo Gallinella, Tiziana Ciprini, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S Camera dei Deputati – M5S Regione Umbria)
ROMA – L’appello di Catiuscia Marini al Governo sui danni indiretti post-sisma rappresenta un gesto necessario, se si vuole davvero salvare l’economia di questa Regione. E’ tuttavia decisamente finito il tempo delle elemosine.

Improponibile è infatti pensare di erogare alle imprese appena il 20% di quanto perduto, come suggerirebbe Catiuscia Marini: nel momento in cui le casse vuote delle banche amiche sono state riccamente rimpinguate di miliardi, nessuno si permetta di lasciare i cittadini a piedi, come purtroppo si tenta larvatamente di fare. Rifondere il 20% del differenziale costituirebbe una misura talmente inadeguata da comportare la fine delle speranze e la scomparsa del posto di lavoro di tantissimi occupati in tutti i settori.

Peraltro alla Camera, come M5S, avevamo già fatto approvare a fine 2016 un Ordine del Giorno teso proprio al rimborso dei danni indiretti, raccogliendo il grido di dolore di imprenditori del turismo. Tale OdG deve essere rispettato e non aggirato con iniziative simili. Anzi: l’obiettivo ora deve essere quello di estendere concretamente le relative provvidenze anche a industriali, artigiani, commercianti e professionisti che stiano subendo perdite economiche legate al sisma. In Regione siamo parimenti estremamente vigilanti, con numerose interrogazioni sulle gravi lacune della fase emergenziale tuttora in corso, nonché sulle incertezze della ricostruzione, priva di un modello chiaro e definito, nel rischio che, a fronte di future crisi sismiche, si registrino ancora estese inagibilità, pur avendo speso miliardi per riqualificare il patrimonio immobiliare esistente.

E’ venuto dunque il momento di sbloccare i fondi necessari per ripartire, senza ulteriori indugi ed evitando elemosine di Stato. Si operi, invece, con autentico rispetto della dignità della nostra gente, magari riuscendo a gestire in modo finalmente decente l’emergenza, rassicurando -con risorse certe- tutti i comparti in sofferenza.

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