Anziani Umbria, Squarta, regione investa su assistenza

L'Umbria con 221mila ultra 65enni su 891mila residenti, è una delle regioni italiane con il più elevato indice di vecchiaia

Anziani Umbria, Squarta, regione investa su assistenza. “La Regione deve creare le condizioni per offrire risorse appropriate in termini di prevenzione, cura e assistenza agli anziani, coordinando un’azione integrata tra territorio, strutture sanitarie e servizi sociali”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Squarta.

“L’Umbria – spiega Squarta – con 221mila ultra 65enni su 891mila residenti, è una delle regioni italiane con il più elevato indice di vecchiaia. Secondo un recente studio dell’Audit Geriatria gli ultra80enni nel breve periodo rappresentano la popolazione a più elevata velocità di crescita in termini percentuali ed è perciò necessario adeguare i modelli di salute alle necessità di una popolazione nuova nel panorama dei servizi. È necessario favorire la crescita dell’occupazione per l’assistenza alle fasce deboli mediante competenze professionali che rendano organico il funzionamento ma anche omogenea la presenza dei servizi nel territorio”.

“In Umbria – continua il capogruppo di Fratelli d’Italia – esistono pochissimi ambulatori geriatrici e non è ancora prevista la figura del geriatra di territorio che possa svolgere attività nel gruppo di valutazione multidisciplinare a domicilio. In più non è stato ancora prodotto il percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la demenza, una delle malattie più frequenti in età avanzata. Tutti gli anziani devono avere gli stessi trattamenti e le medesime opportunità di cura. Troppi, ancora, incontrano difficoltà per curarsi in quanto il servizio pubblico garantisce solo liste d’attesa lunghissime. Spesso i malati non hanno possibilità economiche per affrontare visite private e rinunciano alle cure, con rischi imprevedibili per la loro stessa vita”.

Per Squarta “figure professionali esperte, anche al pronto soccorso, aiuterebbero a valutare meglio le condizioni dei pazienti ed evitare ricoveri impropri. Secondo i dati ufficiali soltanto all’ospedale di Perugia, nel 2015, sono stati ricoverati 2.698 anziani tra i 70 e i 74 anni, 3.565 tra i 75 e i 79 anni, 7.578 ultra80enni, 327 in più rispetto al 2014. Siamo sicuri che le nostre strutture di degenza siano pronte ad accogliere questa speciale tipologia di malati? Bisogna investire sull’assistenza domiciliare integrata per cure mediche, infermieristiche e riabilitative a casa degli anziani. La Regione – conclude – non può assistere inerme a questo passaggio culturale ma, tra le altre cose, deve darsi da fare per abbreviare i tempi di fornitura di presidi fisioterapici”.

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