Ailanto la pianta infestante, resiste a siccità e invade bordi delle strade

ALLA STRADA DEI LOGGI A PONTE SAN GIOVANNI E’ UN PROBLEMA

Ailanto la pianta infestante, resiste a siccità e invade bordi delle strade

Ailanto la pianta infestante, resiste a siccità e invade bordi delle strade

da Gino Goti
PONTE SAN GIOVANNI – E’ diventato un problema di sicurezza, ma anche di decoro provvedere a rendere visibile via dei Loggi da chi viene dalla superstrada. La prima segnalazione, alla Pro Ponte, riguardava le erbacce sull’aiuola spartitraffico, ora giunge per la rapida crescita della pianta infestante sul lato destro del raccordo con via dei Loggi, una strada molto transitata come entrata a Ponte San Giovanni ma anche per le abitazioni lungo questa direttrice, per le aziende, i negozi della zona industriale dei “Loggi” appunto.

Soltanto i camion, dall’alto delle loro cabine, hanno una buona visibilità dell’arteria, per ora salvo sviluppi in altezza dell’ailanto.

E, purtroppo, anche in questo caso nessuno provvede, forse dovendo risolvere il problema della competenza. Anche le segnalazioni per e-mail all’AFOR (Agenzia Forestale Regionale) tornano regolarmente indietro al mittente come indesiderate o come esaurimento della capienza dell’indirizzo. Quindi non resta che rimanere in “attesa” di qualche incidente importante (speriamo solo per i veicoli coinvolti) prima di vedere qualcuno a tagliare la barriera verde che impedisce una corretta visibilità.

 

Ailanthus altissima, in italiano ailanto o anche albero del paradiso, è una pianta decidua appartenente alla famiglia delle Simaroubaceae. È nativo della Cina nordoccidentale e centrale e di Taiwan ed è naturalizzato in Italia, altri paesi europei, negli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda. Diversamente da altri membri del genere Ailanthus, è infatti amante dei climi temperati anziché di quelli tropicali. L’albero cresce rapidamente ed è capace di raggiungere altezze di 15 m in 25 anni; da questa tendenza a diventare alto è derivato il nome “albero del paradiso”. È poco longevo, raramente superando i 50 anni di vita, sebbene la sua straordinaria capacità di generare polloni consenta alla pianta di replicare sé stessa per tempi assai più lunghi

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