Agricoltura biologica, Liberati M5s: “Il bando fantasma delle regione Umbria”

Liberati (M5s): "Valzer di contributi a pioggia, senza reale programmazione"

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Andrea Liberati

Agricoltura biologica, Liberati M5s: “Il bando fantasma delle regione Umbria”

“Il Movimento 5 Stelle in Regione ha acceso un faro sulle risorse destinate all’agricoltura, a partire dall’ultimo ‘bando-fantasma’ per il sostegno al biologico. Al riguardo, i fondi vengono infatti disciplinati da una determina dirigenziale datata 8 giugno, con immediata scadenza il 15 dello stesso mese, tra meno di una settimana. Tempi troppo stretti che non consentono nemmeno la doverosa pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione; e, quando ciò avverrà, il prossimo 16 giugno, sarà già troppo tardi: bando scaduto”. Lo afferma il capogruppo del Movimento 5 stelle dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Andrea Liberati, che sull’argomento annuncia anche un’interrogazione.

“L’Umbria – chiede Liberati – è davvero interessata a sviluppare il biologico oppure si limita a un compitino pieno di errori? E le associazioni non dicono nulla? La lettura del bando, e gli stessi ridicoli termini previsti, illustrano molto chiaramente gli intenti dell’esecutivo regionale: la Regione, partita in ritardo, si appresta a dare soldi a pioggia, senza alcuna progettualità, con gli agricoltori costretti ad aderire al bando ‘sulla fiducia’, in quanto i tecnici non avranno nemmeno tempo di esporre loro i requisiti. La Giunta Marini non vuole pratiche consapevoli da parte degli imprenditori agricoli: si limita a mere dazioni di denaro dal sapore clientelare, senza alcun orizzonte serio per l’agricoltura umbra”.

“Consta poi – prosegue – che gli uffici siano in difficoltà, con domande dell’anno scorso la cui istruttoria sullo stesso tema non è stata ancora conclusa, con erogazioni di soli anticipi. Se questa è la situazione, perché la Regione procede in tal modo? E’ semplice: per fare numeri, rispondendo, senza alcuna reale convinzione, alla spinta che arriva dall’Europa per il biologico. Ma così i fondi sono volti a integrare il reddito, anziché tesi ad accrescere la redditività, divenendo semplici prebende senza costrutto”. “Nel bando – aggiunge – è classificato quale ‘ortiva’ il tabacco ‘biologico’ (esiste?), paragonato dunque a pomodoro, peperone, melanzana, zucca, cocomero, melone. Ma qualsiasi docente di Agraria respinge questa equivalenza, giacché il tabacco è una pianta industriale e non un’orticola. Pianta, peraltro, i cui costi sociali sono enormi e che dunque di ‘biologico’ ha ben poco.

Il punto è che, a fronte del monopolio delle multinazionali del tabacco, che ormai fanno il prezzo (molto basso), gli agricoltori tabacchicoli vivono enormi difficoltà: ebbene, negli ultimi 20 anni c’erano i soldi per cambiare le cose, ma la Regione non ha mai impiegato questi fondi per agevolare una sapiente conversione, aiutando i piccoli a evolvere variando le produzioni, magari costruendo cooperative di commercializzazione della frutta finalmente prive delle consuete intrusioni della politica e delle associazioni. E’ stato preferito lo status quo. Oggi (anche) i contadini che coltivano il tabacco sono strozzati dall’industria di settore e fanno la fame: a poco o nulla servirà erogare loro contributi a pioggia, oltretutto sulla base di una classificazione agronomica assurda, con risorse appena sufficienti a compensare le spese di coltivazione”. “Una Regione che attua simili misure – conclude Liberati – non desidera la libertà e la dignità delle persone, ma asseconda soltanto lo sfruttamento illimitato dei lavoratori. Degli esseri umani. Di donne e uomini esausti cui questa cattiva politica ha persino la spudoratezza di chiedere il voto. Per questo faremo una nuova interrogazione”.

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