Aborti, Barberini, in Umbria 66 per cento ginecologi è obiettore

L’interruzione volontaria di gravidanza in Umbria viene garantita in 12 strutture pubbliche

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Aborti, Barberini, in Umbria 66 per cento ginecologi è obiettore PERUGIA – “In Umbria quasi il 66 per cento dei ginecologi si è dichiarato obiettore, contro un dato nazionale del 71 per cento. L’interruzione volontaria di gravidanza viene garantita in 12 strutture pubbliche, la qualità e la quantità delle strutture e la qualità delle prestazioni è sicuramente idonea a garantire questo servizio in tutto il territorio”: l’assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini, ha risposto così a un’interrogazione a  di Attilio Solinas, Carla Casciari (Pd) e Silvano Rometti (Ps) che avevano sollevato il problema di “garantire un numero adeguato di ginecologi non obiettori in tutte le strutture sanitarie regionali al fine di assicurare il servizio di interruzione volontaria della gravidanza nel rispetto della legge ‘194/1978’” dopo alcune criticità emerse nell’ospedale di Foligno.

Nella sua risposta l’assessore Luca Barberini ha spiegato che “nel presidio ospedaliero di Foligno, per una serie di circostanze del tutto fortuite, gli unici due medici ginecologi obiettori non hanno potuto garantire il servizio ivg (interruzioni volontarie di gravidanza)in due sedute. Ma in quelle giornate non c’era alcuna attività programmata, quindi non c’è stato alcun trasferimento di pazienti in altre strutture. Nel frattempo la situazione è stata immediatamente risolta con il distacco di ginecologi provenienti da altri presidi”.

Barberini ha anche fornito un quadro generale sulle ivg in Umbria, evidenziando un calo: ” Nel 2016 sono state 1295, con un calo che si registra ormai da cinque anni, un calo sempre piuttosto marcato, se pensiamo che nel 2013 sono state 1666, nel 2014, 1479, nel 2015 1365, quindi c’è un calo che si verifica in tutte le nostre strutture. Dai dati regionali emerge che il ricorso alla 194 è in diminuzione, visto che il tasso di abortività (che è il rapporto tra le ivg ogni mille nati) è diminuito negli ultimi due anni del 6,6 per cento. In Umbria quasi il 66 per cento dei ginecologi si è dichiarato obiettore contro un dato nazionale del 71 per cento.

L’interruzione volontaria di gravidanza nella nostra regione viene garantita in 12 strutture pubbliche, e questo rappresenta un elemento di diffusione e copertura territoriale assolutamente significativo. Inoltre valutando le ivg settimanali a carico di ciascun ginecologo non obiettore, a livello nazionale ogni non obiettore ne effettua mediamente 1.6 a settimana, mentre in Umbria è di 1.04. Quindi le strutture operano in maniera adeguata in tutto il territorio regionale, e garantiscono il servizio. Nella nostra regione la qualità e la quantità delle strutture, e la qualità delle prestazioni è sicuramente idonea a garantire questo servizio in tutto il territorio”.

Nella replica Solinas ha parlato di una “risposta esauriente dell’assessore. È necessario però attivare la delibera che consente l’uso della pillola per l’interruzione volontaria della gravidanza che è uno strumento meno traumatico per la donna. In Umbria questo è attivo solo a Orvieto per mancanza di informazione di medici e donne”.

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