A Perugia un Orto sociale per stare insieme

Orto San Pietro 1-1Un orto condiviso nel cuore di Perugia. Si chiama Orto San Pietro ed è il progetto dell’Associazione Borgo Bello e del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali (DSA3) dell’Università di Perugia. Un’iniziativa che nasce a seguito della precedente esperienza dei due soggetti promotori, condivisa con l’Umbra institute, culminata con l’inaugurazione del community garden di via Fiorenzuola (traversa di Corso Cavour), che ha avuto il merito di ridare alla città uno spazio, prima di allora, lasciato a se stesso. Dopo il protocollo d’intesa firmato a giungo, nelle scorse settimana è cominciato il “lavoro vero proprio nei campi”. Studenti di Agraria e residenti del Borgo sono alle prese con cavoli, insalate di ogni tipo, radicchio, ma anche finocchi e zucche. La partecipazione al progetto – come spiegano da Borgo Bello – è aperta a tutti, studenti, perugini abitanti del Borgo e non. Questa è un’iniziativa di socialità che consente ai tanti pensionati del quartiere (non mancano però residenti anche più giovani) di stare all’aria aperta, di fare movimento fisico, di apprendere e scambiarsi conoscenze circa la stagionalità, le coltivazioni, le proprietà degli ortaggi, i trucchi e i “segreti” dell’orto. Infatti al progetto partecipano attivamente anche gli studenti dell’Università che hanno modo di fare, è il caso di dirlo, “esperienza sul campo”. Lo spazio adibito ad orto è di circa 400 mq e si trova all’interno di Agraria, in uno degli spazi più belli e suggestivi di Perugia. Ed è molto interessante osservare questa mini fattoria, una vera e propria azienda agraria della socialità, dove ogni giorno giovani e meno giovani sono impegnati con il semenzaio, la piantumazione, la zappatura e infine la raccolta. I provetti ortolani seguono infatti tutte le fasi del processo, dal seme all’ortaggio. E proprio in questi giorni i soci di Borgo Bello stanno coltivando i semi dei fiori che poi in estate serviranno a realizzare le decorazioni per l’ormai celebre infiorata del Corpus Domini. Tra i partner del progetto, coordinato da David Grohmann, ricercatore del DSA3, dove insegna progettazione delle aree verdi con elementi di disegno, e da Gianluca Millucci per conto dell’associazione Borgo Bello, figurano anche la Sementi Rosi e Bavicchi Garden. Come spiega Orfero Ambrosi, presidente dell’associazione Borgo Bello: “grazie alla disponibilità e alla sensibilità dell’Università abbiamo dato nuova vita ad uno spazio bellissimo. Le signore, i signori e i giovani si danno da fare tutti i giorni ai piedi del suggestivo campanile di San Pietro. Si tratta di un’esperienza che arricchisce i partecipanti: gli anziani hanno modo di stare all’aria aperta e di confrontarsi con i giovani studenti, che apprendono da loro vecchi usi e modi di fare del tempo che fu. Inoltre il progetto ha anche una funzione di solidarietà. Parte del raccolto viene portato a casa dai soci e una buona parte distribuito tra le famiglie meno abbienti del quartiere”. Come spiega David Grohmann: “c’è molto che l’Università potrebbe fare per migliorare la vita delle comunità in cui si trova a operare. Le esperienze di OrtoBello e degli orti di S. Pietro, pur rappresentando solo i primi passi di un cammino che speriamo di poter percorrere ancora a lungo, ci dimostrano che è possibile trovare degli spazi di confronto e di lavoro condivisi, che accrescono la qualità della nostra vita, del nostro ambiente e del nostro lavoro quotidiano”.

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