Completamento del parco terapeutico del Monte Subasio

Lo chiede il consigliere regionale Carla Casciari (Pd), con una interrogazione all'Esecutivo di Palazzo Donini

Completamento del parco terapeutico del Monte Subasio PERUGIA – La Giunta regionale spieghi quale è lo stato d’avanzamento dei lavori sugli immobili di Torgiovannetti di Assisi e di Madonna di Colpernieri di Spello e quali sono le opere strutturali ancora da compiere per renderle pienamente utilizzabili, in attuazione del progetto del “Parco Terapeutico del Monte Subasio”. Lo chiede il consigliere regionale Carla Casciari (Pd), con una interrogazione all’Esecutivo di Palazzo Donini in cui domanda anche “quali passi sono stati compiuti per la strutturazione dei servizi delle persone con disabilità destinatarie delle strutture e quali azioni e quali tempi sono previsti per l’assegnazione alle Usl e la successiva aggiudicazione del servizio stesso ai futuri soggetti gestori. Che tipo di accoglienza si intende autorizzare nei due immobili, considerando che in parte il progetto vuole avere una valenza innovativa e sperimentale per i servizi alle persone con disabilità”.

 

Nell’atto ispettivo Casciari spiega che “i Parchi Terapeutici sono un progetto della Regione che propone un utilizzo innovativo dei Parchi dell’Umbria attraverso lo sviluppo di percorsi e di attività di eco-terapia, divenendo strumento terapeutico innovativo per il trattamento di varie patologie e disagi psichici e/o fisici. Il Parco del Subasio è stato individuato quale luogo ideale per la realizzazione di uno di questi Parchi come progetto pilota che preveda il trattamento di alcune patologie quali la malattie di Alzheimer, l’autismo, disabilità varie, riabilitazione post trauma, disagi psichici, etc, attraverso determinate forme di cura (ortoterapia, pet-therapy, fisioterapia, musicoterapia, aromaterapia, ippoterapia, ecc) con il coinvolgimento di Usl, cooperative sociali e associazionismo. Il progetto – aggiunge il consigliere – potrebbe indurre ad una valorizzazione turistica del Parco grazie alla realizzazione di percorsi benessere per gli accompagnatori dei pazienti, incentivando così anche la promozione di forme di turismo sostenibile”.

Carla Casciari sottolinea infine che “l’implementazione del progetto potrebbe accrescere le opportunità occupazionali per le persone disagiate, creare nuove figure socio-assistenziali specializzate in attività terapeutiche non convenzionali e, in particolare, contribuirebbe a realizzare un innovativo modello di riferimento terapeutico e riabilitativo a livello nazionale e internazionale. Inoltre verrebbe offerto un servizio di sollievo per le famiglie gravate dai compiti di cura dei propri cari per i quali la permanenza, anche per breve tempo, presso strutture attrezzate e sicure, ma comunque diverse e più stimolanti rispetto alle consuete attività, potrebbe rappresentare un significativo miglioramento del benessere fisico e psicologico”.

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