Uil Fpl e Csa Rsu Comune di Perugia criticano gestione servizi educativi

Emessa una nota sulla vicenda Piccolo Carro
Emessa una nota sulla vicenda Piccolo Carro

“Diciamo no a una latente privatizzazione che riduce il ruolo pubblico di Comune e città” – “Difendere e rafforzare il modello che ha reso la città punto di riferimento in Italia”

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – “La percezione diffusa e le scelte messe in campo in questi mesi ci preoccupano e ci obbligano a un costante monitoraggio. Appare evidente come l’amministrazione si indirizzi verso una latente privatizzazione del servizio riducendo costantemente il ruolo pubblico, del Comune e della città, favorendo processi di esternalizzazione. Gli atti di programmazione di questi mesi, le risultanze della commissione spending review, i dati di bilancio e le scelte di esternalizzazione del servizio mensa vanno tutte in questa direzione. A tutto questo noi diciamo no”. È quanto affermano Cristiano Mezzasoma, segretario aziendale Uil Fpl del Comune di Perugia, Fabio Campagnacci e Margherita Ambrosi del Coordinamento sindacale autonomo della Rsu del Comune di Perugia in merito alla situazione dei servizi educativi comunali perugini.

Il modello Perugia. “Perugia – proseguono Mezzasoma, Campagnacci e Ambrosi – ha una storia relativa ai propri modelli educativi e scolastici di grande successo. I suoi asili nido e le sue scuole dell’infanzia sono stati un punto d’eccellenza che ha caratterizzato la città come innovativa e moderna, vero punto di riferimento in Umbria e in Italia per la qualità del servizio. Tutto ciò è stato possibile grazie, soprattutto, allo straordinario contributo che tutti i lavoratori del Comune, dalle maestre alle bidelle, dalle cuoche agli amministrativi, hanno dato a un servizio così strategico per la qualità della vita dei nostri bambini e delle famiglie perugine. È fondamentale che tale modello sia difeso e rafforzato, che non si arretri”.

Il ruolo del pubblico. “Riteniamo che il Comune, e più in generale il pubblico – commentano ancora i tre sindacalisti –, abbia forza e capacità per continuare a gestire direttamente il servizio, valorizzando maggiormente le risorse umane che vi operano. Chiediamo al Comune risposte chiare e definitive in merito”.

La vicenda delle educatrici precarie. “In questo quadro preoccupante – ricordano Mezzasoma, Campagnacci e Ambrosi – si inserisce drammaticamente la vicenda che coinvolge le educatrici che lavorano in forma non stabile, ma continuativamente da anni, per il Comune di Perugia. La scadenza della graduatoria e il non espletamento del nuovo concorso creano una situazione di incertezza e preoccupazione per il futuro delle lavoratrici e del servizio. Anche su questo chiediamo all’amministrazione immediate risposte”. “Le troppe vicende aperte – concludono – impongono una rinnovata determinazione per affrontare i nodi strategici per il Comune e i lavoratori. Non bastano le sterili rassicurazioni che poi producono atti che favoriscono inaccettabili processi di esternalizzazione e privatizzazioni”.

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