Raccolta differenziata in Umbria, per Fiorini e Mancini, obiettivi falliti

Disattese le previsioni, il fallimento è triplice: Giunta e maggioranza devono prendersi le proprie responsabilità

Raccolta differenziata in Umbria, per Fiorini e Mancini, obiettivi falliti

Raccolta differenziata in Umbria, per Fiorini e Mancini, obiettivi falliti

PERUGIA – “La relazione della clausola valutativa predisposta dagli Uffici competenti dell’Assemblea legislativa sul tema della gestione integrata dei rifiuti è l’ennesima riprova di quanto la Lega Nord Umbria va affermando in anni di battaglie, evidenziando le criticità e le gravi inadempienze del sistema di gestione rifiuti umbro”. E’ il commento dei consiglieri regionali Lega Nord Umbria, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini:

“Secondo il documento, infatti, la percentuale di raccolta differenziata raggiunta dalla nostra regione si attesta al 57,7% alla fine del 2016: una cifra che, non solo è ben al di sotto da quanto previsto dal piano rifiuti 2009 che prevedeva il valore del 65% da raggiungere entro il 2012, ma che risulta essere addirittura inferiore da quanto previsto dalle successive delibere che hanno fissato nuovi parametri da raggiungere e cioè il 65% entro la fine del 2015 e poi, ancora, del 60% entro il 2016. Un triplice fallimento, insomma.

Nella stessa relazione – proseguono i leghisti – viene evidenziato come “in nessuno dei 4 ambiti è stato raggiunto l’obiettivo di raccolta differenziata previsto dalla legge” e che risultano “carenti le informazioni sulle azioni volte alla riduzione della produzione di rifiuti, al riciclo e all’eventuale recupero energetico”.

Viene messa in evidenza, in pratica, una triste realtà: quella che potrebbe essere una vera occasione di sviluppo economico e occupazionale per la regione Umbria nel settore della green economy e riutilizzo del materiale, non si è ancora realizzata a causa di una politica in continuo affanno e poco lungimirante su questo tema.

Infine, secondo gli uffici dell’Assemblea regionale, dalla relazione della Giunta manca totalmente la parte relativa alla bonifica delle aree inquinate. Apprendiamo con sconcerto, tra l’altro, che la stessa relazione doveva avere cadenza annuale, ma dal 2009 ad oggi è la prima volta che l’Assemblea Legislativa la riceve.

In previsione della prossima seduta in Seconda commissione, chiederemo i bilanci dei quattro ambiti territoriali regionali (ex Ati ora assorbiti da Auri): ci sembra inverosimile, infatti, che famiglie e imprese si ritrovino a pagare cifre esorbitanti e spesso insostenibili (in certi casi di molto superiori rispetto al passato) nonostante la riduzione della produzione rifiuti e l’aumento, seppur minimo, della percentuale di raccolta differenziata. E’ evidente che qualcosa non funziona, ma a pagare non possono essere sempre i cittadini”.

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