Nestlè, trattata in Commissione interrogazione del consigliere Leonelli (Pd)

Un tavolo istituzionale è stato convocato dalla Presidente Marini per giovedì 15 giugno. Vi prenderanno parte tutti i soggetti interessati alla vicenda

Leonelli: Regolamento approvato ieri è uno strumento per rafforzare il Pd

Nestlè, trattata in Commissione interrogazione del consigliere Leonelli (Pd)

Nel corso della riunione odierna della Seconda Commissione di Palazzo Cesaroni, presieduta da Eros Brega, il dirigente regionale Luigi Rossetti ha risposto ad una interrogazione del consigliere regionale Giacomo Leonelli in merito all’annuncio di esuberi di personale per lo stabilimento di San Sisto da parte di Nestlè Perugina.

Nel suo atto, Leonelli chiedeva di conoscere le azioni che la Giunta intende intraprendere per tutelare i livelli occupazionali attuali, oltre a ribadire l’importanza del rispetto dell’accordo intercorso tra i sindacati e Nestlè nell’aprile dello scorso anno.

Leonelli ha tenuto a sottolineare l’importanza del tavolo istituzionale convocato nel frattempo dalla presidente Catiuscia Marini per il prossimo giovedì 15 giugno e al quale prenderanno parte tutti i soggetti interessati alla vicenda e che, quindi, chiederà all’Esecutivo di Palazzo Donini nuovi eventuali aggiornamenti attraverso un nuovo atto in Aula.

Nel 2016 – ha ricordato Leonelli – Nestlè presentava a Regione Umbria, Comune di Perugia e alle organizzazioni sindacali il proprio piano industriale che diventava operativo ad aprile. Prevedeva un investimento di 60milioni di euro nei successivi tre anni, destinati all’innovazione tecnologica di macchinari e strutture (15 milioni) e politiche di marketing di marchi e prodotti legati al cioccolato (45 milioni). Prevedeva anche la dismissione della produzione di alcuni marchi tra i quali ‘Ore Liete’ e ‘Rossana ‘senza però ricorrere, su questo, ad esuberi di personale e a decisioni unilaterali dell’azienda per tutta la durata del piano, quindi almeno fino al 2018, seppur fosse già chiara la necessità di dover ricorrere agli ammortizzatori sociali. Tale accordo era stato ratificato a larga maggioranza anche dai lavoratori”.

Luigi Rossetti, dopo aver ripercorso gli ultimi anni e le varie situazioni che hanno portato all’attuale vertenza, ha ricordato che “L’Azienda, dopo il primo settembre 2016 ha momentaneamente sospeso, anche in coerenza con il ciclo stagionale delle produzioni, l’utilizzazione degli ammortizzatori sociali, salvo poi, nel gennaio 2017 stipulare con le organizzazioni sindacali un nuovo accordo per il loro utilizzo che prevede 18 mesi di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione ed utilizzo di 15milioni di euro annunciati, spostando al 30 giugno 2018 il termine per la verifica del patto relativo all’attivazione della ristrutturazione del Piano di sviluppo. Era sembrato un percorso coerente con le premesse del Piano, che prevedeva anche investimenti dal punto di vista commerciale per 45milioni di euro. Poi, nello scorso mese di maggio, è emersa una posizione dell’azienda che ha evidenziato un probabile esubero strutturale di oltre 300 dipendenti per lo stabilimento di San Sisto. È sembrato ‘particolare’ che l’annuncio venisse fatto ad un anno di distanza dalla scadenza della cassa integrazione e rispetto all’attuazione del Piano industriale, che evidenziava un deciso miglioramento delle performance aziendali soprattutto in riferimento all’export del Bacio. Questa situazione attuale ha chiaramente destabilizzato anche le relazioni”.

Lo scorso 8 giugno è pervenuta alla Regione Umbria la richiesta di incontro per valutare congiuntamente con le organizzazione sindacali e con gli attori istituzionali lo stato dell’arte della vicenda.

L’azienda ha dichiarato la sua disponibilità, quindi la presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini ha convocato per giovedì 15 giugno alle 9.30 un incontro istituzionale presso la sede della Giunta a cui sono stati invitati le organizzazioni sindacali, le Rsu, il Comune di Perugia e l’azienda.

“L’incontro rappresenta – ha proseguito Rossetti – un‘occasione importante per avere un quadro più organico rispetto alla vicenda nel suo complesso. Si tratta tuttavia di una situazione non semplice da gestire anche dal punto di vista istituzionale, perché è evidente che una vertenza così importante, dal punto di vista occupazionale potrebbe richiedere, se non si trovassero rapidamente modalità di articolazione diversa rispetto agli esuberi, collocazione naturale nel contesto delle attività presiedute dal Ministero dello Sviluppo economico che tra l’altro, come struttura tecnica, su mandato della Giunta, abbiamo già sensibilizzato. Vertenze di questa portata trovano la loro sede naturale di risoluzione nel contesto nazionale. Il tavolo istituzionale regionale, con la presenza anche del Comune di Perugia è un luogo in cui è possibile esercitare attività utili ad una riduzione della tensione, ma la funzione della Regione, in questo caso, anche alla luce delle direttive amministrative che si è data, è strettamente di supporto”.

Nella replica, Leonelli ha definito “il quadro abbastanza chiaro con una situazione in itinere. Pertanto – ha ribadito – all’indomani dell’incontro istituzionale di giovedì 15 giugno, mi riservo di presentare ulteriori atti di approfondimento ulteriore della situazione”.

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