Usl Umbria 1, bilancio positivo e nuovi modelli organizzativi integrati

Grazie ad una importante revisione dell’assetto e dei processi organizzativi

Usl Umbria 1, bilancio positivo e nuovi modelli organizzativi integrati

PERUGIA – Più che positivo il bilancio di fine anno della USL Umbria 1 che, grazie ad una importante revisione dell’assetto e dei processi organizzativi basati sull’integrazione intra e inter-aziendale, ha aumentato le performance, l’offerta e la qualità delle prestazioni su tutto il territorio, mantenendo anche per l’esercizio 2017 l’equilibrio economico di gestione tra costi e ricavi, che sono stimati in circa 900milioni di euro. Questo è quanto emerso dai dati presentati questa mattina dal  direttore generale della USL Umbria 1 Andrea Casciari alla presenza della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e dell’Assessore regionale alla Salute, Coesione e Welfare Luca Barberini.

I risultati raggiunti e che andremo a consolidare il prossimo anno – ha spiegato il direttore generale Andrea Casciarisi fondano su un binomio imprescindibile di organizzazione-integrazione. Integrazione tra le due aree aziendali, quelle che erano l’Asl 1 e l’Ausl 2, per completare il processo di uniformazione e omogeneizzazione di tutti i percorsi amministrativi e sanitari e ottimizzare le risorse da investire. Integrazione tra gli ospedali della rete aziendale e con l’Azienda Ospedaliera di Perugia per aumentare l’offerta dei servizi in termini di quantità e qualità. E infine, integrazione tra ospedale e territorio attraverso elementi fortemente innovativi: innanzitutto l’attivazione della Centrale Operativa Territoriale (COT) per la presa in carico del paziente e la gestione informatizzata delle Dimissioni Protette finalizzate all’Assistenza Domiciliare Integrata o al trasferimento in strutture intermedie a media complessità assistenziale come RSA, RP e Hospice.

Si tratta di una nuova modalità organizzativa già attiva in via sperimentale nel Perugino dal 15 novembre scorso e che sarà estesa a tutto il territorio dell’Azienda. L’innovazione più importante riguarda poi l’attivazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali in tutti i Distretti, una nuova forma organizzativa dei medici di medicina generale, che nel corso del 2018 andrà a garantire la continuità dell’assistenza h 24 e 7 giorni su 7, in integrazione con la Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica)”.

Il processo di profonda riorganizzazione e integrazione interaziendale descritto dal Direttore Generale Andrea Casciari ha prodotto già nel 2017 importanti risultati, a partire dai numerosi percorsi integrati con l’Azienda Ospedaliera di Perugia (non soltanto l’unità integrata per lo scompenso cardiaco e le cardiopatie croniche ad Assisi, ma anche percorsi per la malattia renale cronica, le patologie reumatologiche e osteoporosi, l’alta specializzazione odontoiatrica, la gestione integrata del Sistema Emergenza-Urgenza 118, ecc.).

L’integrazione intra-aziendale ha portato, tra le altre cose, all’informatizzazione dell’assistenza protesica, all’attivazione della cartella clinica informatizzata, della telecardiologia tra ospedali dell’emergenza e ospedali di base, del CRES e della chirurgia per grandi obesi all’ospedale di Pantalla  e, soprattutto, del percorso di Breast Unit aziendale per le donne con tumore della mammella (circa 275 trattate nel 2017).

Grande impegno nel 2017 è stato inoltre dedicato sia al potenziamento delle cure palliative e dell’attività di Assistenza Domiciliare Integrata (+25% di accessi su tutto il territorio rispetto al 2016) sia al contenimento delle liste di attesa, con attivazione della presa in carico degli assistiti (36.804 prese in carico evase) e un aumento dell’offerta di specialistica ambulatoriale di oltre 5.600 prestazioni. Le rilevazioni al 15-11-2017 mostrano tempi di attesa conformi a quanto raccomandato per le singole priorità RAO, compreso il RAO P (programmato) dove l’unica criticità rimasta è relativa alla colonscopia fuori screening e per cui sussiste comunque la presa in carico.

Al processo di riorganizzazione in atto in tutta l’Azienda, si affianca un piano di investimenti per il biennio 2017/18 che complessivamente, tra immobili e tecnologie, sfiora i 52milioni di euro, di cui  11.572.000 relativi a lavori già ultimati e i restanti in corso di realizzazione o progettazione. I principali investimenti hanno riguardato la nuova Palazzina dedicata agli ambulatori e altri interventi strutturali e impiantistici all’ospedale di Città di Castello, l’acquisto del Palazzo della Salute di Bastia Umbra e la riqualificazione dell’Ospedale di Castiglione del Lago e della Casa della Salute di Città della Pieve. Sul 2018 incideranno in particolare gli interventi di adeguamento alla normativa antincendio (nella Casa della Salute di Marsciano, al Centro Musltiservizi di Todi, all’Ospedale di Umbertide, ecc.),  altri adeguamenti impiantistici ed edilizi (che interessano anche il Poliambulatorio Europa e le RSA Seppilli e S.Margherita a Perugia) e, soprattutto, i lavori già avviati per la Casa della Salute nel nuovo polo di Monteluce a Perugia e quelli in fase di progettazione per le nuove Case della Salute di Gubbio e Gualdo Tadino.

“I risultati conseguiti dall’Usl Umbria 1 testimoniano come la sanità pubblica in Umbria riesca negli anni a garantire a tutti i cittadini i livelli essenziali di assistenza, coniugando governance istituzionale, finanziaria ed organizzativa, con la capacità di innovare, quindi non rinunciando ad una visione strategica per dare nuove risposte ai nuovi bisogni della comunità”: lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo stamani a Perugia, insieme all’assessore alla Salute, Coesione sociale e Welfare, Luca Barberini, all’incontro di presentazione del bilancio dell’Usl Umbria 1.

La presidente  nel corso del suo intervento, dopo aver ricordato che nel 2018 ricorrono i 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione e i 40 dall’istituzione del Servizio sanitario nazionale, “che ha contribuito a rendere i cittadini effettivamente uguali”,  ha evidenziato che “queste ricorrenze ci dovranno porre l’interrogativo, se l’Umbria ha adempiuto in pieno a questo compito”.

“L’Umbria – ha detto la presidente – in termine di efficienza in sanità ha raggiunto ottimi risultati, pur mantenendo la spesa sanitaria sotto controllo. Ciò trova una chiara dimostrazione nel fatto che la maggioranza dei cittadini umbri si curano nelle strutture regionali e questo – ha aggiunto- è il miglior test”.

E i risultati col segno + raggiunti “sono certificati – spiega la presidente –  nel corso delle riunioni dei tavoli nazionali che guardano agli adempimenti delle regioni in modo capillare e con una valutazione attenta di molti parametri”.

Dopo aver ringraziato tutti i dipendenti del Servizio sanitario regionale, che “con gli oltre 12 mila figure professionali è la più grande unità produttiva della regione, impegnata nella cura del bene essenziale, com’è appunto la salute”, la presidente ha detto che “ci aspettano molte sfide per il futuro, tra le quali  quella di stare nelle reti aperte della ricerca con le università.  Dovremo reggere inoltre la sfida dell’integrazione tra Regioni – ha detto –  penso, oltre all’elisoccorso, al 112 tra Umbria e Marche, che ci impone di fare passaggi concreti per gestire insieme un servizio delicato e fondamentale nel sistema della sicurezza e dell’emergenza non solo nazionale”.

“In questo contesto è importante il salto generazionale che vale anche nella sanità, e credo che l’università in dovrà anche ripensare al numero chiuso, visto il salto generazionale ci sta impoverendo di professionalità mediche”.

“Ringrazio l’ Usl 1 – ha concluso Marini –  perché concorre anche con una grande capacità di sperimentazione e innovazione ai risultati positivi raggiunti dall’Umbria che, si conferma tra le Regioni benchmark cioè di riferimento per la definizione dei criteri di qualità dei servizi erogati, appropriatezza ed efficienza ai fini della determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario”.

Per l’assessore Barberini “gli ottimi risultati raggiunti grazie ad un lavoro di squadra, non sono affatto scontati per una Regione di piccole dimensione come l’Umbria e ci permettono di guardare con ottimismo al futuro. L’Usl Umbria 1 – ha precisato –  ha sperimentato nuovi modelli organizzativi che hanno permesso una stretta collaborazione interaziendale con l’Ospedale, nonché l’integrazione tra ospedale e territorio. Ciò dimostra che tra Usl e Ospedale non c’è conflitto, ma al contrario, è stato fatto un lavoro in grande collaborazione che, anche nell’ottica della riqualificazione dei servizi, punta a migliorare la qualità, sperimentando un nuovo modello con una presenza diffusa di servizi, che non lascia indietro nessun territorio”.

L’assessore ha aggiunto che “stiamo vivendo un momento complesso con investimenti sempre più ridotti per la sanità. Malgrado ciò, l’Umbria non è stata mai obbligata a un piano di rientro della spesa e ciò costituisce un motivo di orgoglio, perché testimonia una buona programmazione di base”. Restando in tema di risorse e investimenti, Barberini ha ricordato che “molti degli investimenti effettuati dall’Usl 1, sono stati realizzati sotto forma di cofinanziamento aziendale”.

Concludendo l’assessore Barberini ha ricordato che la Regione ha avviato il percorso che porterà alla stesura del Piano nuovo sanitario regionale “per il quale – ha detto – chiedo la partecipazione di tutta la comunità e dei professionisti che operano nella sanità. Il Piano punta ad un’innovazione vera e l’ascolto in questa fase – che pensiamo di chiudere nei primi sei mesi del 2018, per poi arrivare all’approvazione entro la fine del prossimo anno – è fondamentale”.

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