Intitolata a Raffaello Silvestrini della rotatoria presso l’ospedale di Perugia

Si è tenuta questa mattina la cerimonia di intitolazione della rotonda

Intitolata a Raffaello Silvestrini della rotatoria presso l’ospedale di Perugia

Intitolata a Raffaello Silvestrini della rotatoria presso l’ospedale di Perugia

PERUGIA – Si è tenuta questa mattina la cerimonia di intitolazione della rotonda presso l’ospedale perugino -all’angolo con Via Trancanelli- a Raffaello Silvestrini, alla presenza, tra gli altri, del presidente della commissione toponomastica cittadina, l’assessore Dramane Wagué e del consigliere Camicia, in qualità di vicepresidente.

Entrambi hanno messo in evidenza, nel corso dei loro interventi durante la cerimonia, il lavoro e la volontà della commissione toponomastica di dare un’identità precisa e coerente alle diverse aree della città. “Tutte le scelte della commissione sono partecipate dai cittadini, anche attraverso le associazioni del territorio -ha detto l’assessore Wagué- sono loro a proporre le intitolazioni stesse, con motivazioni significative che sia la commissione toponomastica che la giunta poi condividono.”

Per il consigliere Camicia l’intitolazione di oggi porta a compimento un percorso coerente che ha visto l’intitolazione, nella stessa area vicina all’Ospedale perugino, della via a Vittorio Trancanelli e della rotatoria a San Giuseppe Moscati.

“Trancanelli, Moscati e ora Silvestrini sono tre uomini, tre medici, che hanno dato tanto a Perugia e questo è il nostro modo di tributare loro la nostra gratitudine. L’ospedale -ha aggiunto- anche se ha cambiato nome, resta sempre “il Silvestrini”.”

Alla cerimonia ha partecipato anche Padre Bruno Ottavi per la benedizione di rito. Raffaello Silvestrini divenne nel 1906 ordinario di patologia speciale medica e clinica medica dell’Università di Perugia e primario del reparto di medicina dell’ospedale perugino. Fu anche rettore dell’ateneo del capoluogo umbro dal 1914 al 1916, nonché ufficiale medico sul fronte dell’Isonzo nella Prima guerra mondiale, dove comandò per parecchi mesi il 245º ospedale da campo.

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