Frecciarossa, Fiorini, Lega, diventi prospettiva di sviluppo

Fiorini: "Ben venga l’alta velocità, non però come costosa propaganda a vantaggio del solo capoluogo di regione"

Frecciarossa, Fiorini, Lega, diventi prospettiva di sviluppo

Frecciarossa, Fiorini, Lega, diventi prospettiva di sviluppo

PERUGIA – “Ben venga l’alta velocità, non però come costosa propaganda a vantaggio del solo capoluogo di regione, con evidenti rischi di fallimento che farebbero nuovamente ricadere l’Umbria indietro nel tempo, ma in una prospettiva di miglioramento e sviluppo complessivo del sistema di trasporto regionale e in una dimensione di servizio dell’intera comunità regionale”. L’intervento è del capogruppo Lega Umbria, Emanuele Fiorini che prosegue: “Come nella migliore tradizione del PD, gli spot prevalgono sulla sostanza delle cose. Roboante l’annuncio dalla presidente della Regione Catiuscia Marini e dall’assessore ai trasporti Giuseppe Chianella: si andrà da Perugia a Milano in 3 ore e 17 minuti a partire dai primi giorni di febbraio.

Poi giù a snocciolare cifre e auspici. Peccato che si sia taciuto su alcuni aspetti essenziali della questione, tipo: quanto costerà alla Regione l’arretramento del Frecciarossa da Arezzo a Perugia? Da quale capitolo di spesa verranno i fondi?

C’è una idea di sistema regionale di trasporti che sia realmente funzionale allo sviluppo del territorio, efficacemente integrato con le altre modalità di spostamento, interconnesso con le regioni confinanti e vantaggioso per i cittadini? Perché se è vero che l’alta velocità è un’opportunità che deve essere colta per la nostra Regione – prosegue – è altrettanto vero che questa iniziativa sembra prescindere dalla effettiva condizione sociale, economica e geografica dell’Umbria ed essere modellata a solo vantaggio del capoluogo.

Si delineano rosee aspettative per i turisti e per i passeggeri di “business” e ci si dimentica che l’Umbria è terra anche di pendolari, lavoratori e studenti che ogni giorno affrontano le difficoltà di viaggi dai tempi incerti, su carrozze vecchie, tra ritardi e malfunzionamenti.

Quante volte abbiamo sentito che non ci sono soldi per l’ammodernamento del materiale rotabile, per investimenti in infrastrutture, per il rinnovo della carta tutto treno, per l’istituzione di altri treni per i pendolari?

Ci si preoccupa della durata della corsa tra Perugia e Milano, perché si avranno finalmente tempi moderni, in linea con le aspettative dei viaggiatori più esigenti e non ci si cura del fatto che per andare da un capoluogo di provincia all’altro ci possono volere anche due ore. Ci si vanta – insiste l’esponente leghista – di aver fatto un grande passo per far uscire l’Umbria dall’isolamento, quando la corsa ottenuta è evidentemente un misero contentino, con orari improponibili e logistica irrazionale (addirittura non ci sono collegamenti di sorta per Perugia in quelle ore), che lascia scoperta la maggior parte del territorio regionale e rischia di aumentare il divario tra le varie realtà, tra chi ha e chi non ha perché non gli è stato mai elargito o non ha più perché gli è stato strappato.

Sembra banale, ma forse occorre ricordare alla Presidente e ai suoi assessori che, in un’ottica di sano regionalismo basato su principi di solidarietà e sussidiarietà, il compito principale di una amministrazione che ha a cuore il benessere di tutti i suoi cittadini è quello di operare per il riequilibrio tra i territori meno sviluppati o più arretrati e gli altri, e non per accentuarne le disparità e le diseguaglianze.

È quello di mediare tra gli interessi e non amplificare in modo arrogante le contrapposizioni tra aree di serie A e aree di serie B, tra lavoratori business e pendolari, tra turisti e lavoratori/studenti, tra cittadini e cittadini.

Dopo anni di silenzio e sudditanza alla Giunta regionale, la voce che si è levata solo oggi dai banchi della maggioranza del Comune di Terni per chiedere umilmente delle misere spiegazioni, col cappello in mano e dopo che i buoi sono abbondantemente usciti dalla stalla, è tardiva, arrendevole, fintamente campanilista, e assolutamente inutile. Ma, come sempre, quando si tratta dell’amministrazione ternana la farsa degrada nel grottesco”.

 

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