Perugia, 09/02/2012 ore 09.12

Cronaca

UMBERTIDE RICORDA LE 17 VITTIME DELLA RAPPRESAGLIA NAZISTA

 
24/06/2010 ore 19.55

post C. Pappone @ (UJ.com) UMBERTIDE - Domenica 27 giugno Umbertide ricorda le vittime della rappresaglia nazista: 17 vittime innocenti vennero barbaramente uccise dai tedeschi a Serra Partucci il 24 giugno 1944 (Natale Centovalli, Domenico Cernic, Bruno Ciribilli, Giuseppe Radicchi, Mario Radicchi) e a Penetola di Niccone il 28 (Antonio Avorio, Carlo Avorio, Renato Avorio, Milena Nencioni Bernacchi, Canzio Forni, Ezio Forni, Edoardo Forni, Guido Luchetti, Conforto Nencioni, Eufemia Nencioni, Ferruccio Nencioni, Erminia Renzini). Domenica mattina sarà celebrata la Messa alle ore 9 a Serra e deposte corone di alloro nei cippi che ricordano i caduti. La deposizione delle corone avverrà alle 9.45 a Serra e alle 10.15 a Penetola. Il sindaco Giampiero Giulietti sarà presente alla Messa che sarà celebrata a Serra ed alle deposizioni delle corone nei due luoghi dell’eccidio. A Serra le vittime caddero per fucilazione dell’esercito tedesco. A Penetola di Niccone i tragici fatti avvennero nella casa di "Bendino", dove abitavano le famiglie Avorio e Luchetti.

 

L'eccidio di Penetola è una delle pagine più orrende e drammatiche che Umbertide e l'intera Umbria ricordino. Dodici persone inermi, tra cui sei ragazzi dagli 8 ai 21 anni e tre donne, furono barbaramente trucidati in un casolare da un furia insensata e inumana. Ma dopo 65 anni c'è stato finalmente un indagato per la strage degli innocenti di Penetola di Niccone. La Procura militare di Monaco di Baviera ha iscritto nel registro degli indagati il sottotenente Bürger, che nel giugno 1944 comandava le truppe tedesche di stanza nella valle del Niccone. Bürger è ancora in vita. Dalla Germania è già giunta la richiesta di rogatoria internazionale. In questi 65 anni un vero e proprio muro di gomma si è alzato su quella strage, sepolta dalle mille incongruenze. Oggi con 65 anni di ritardo sono iniziate indagini serie sui fatti di Penetola, ma sulla strada della verità molte prove potrebbero essere state cancellate, impedendo di sapere il perché 12 persone oneste, moralmente integre, assolutamente scevre da ogni legame politico furono arse vive e fucilate. Sui fatti di Penetola Giovanni Bottaccioli ha scritto il libro “Penetola: non tutti i morti muoiono”, edito anche in ristampa ad opera del Comune di Umbertide.

 

A Bottaccioli la famiglia Avorio ha quest'anno consegnato una targa ricordo con su inciso: “Per aver permesso alla memoria del dolore di pochi di essere valore etico e democratico del futuro di molti”. Il sindaco Giampiero Giulietti, che domenica pronuncerà il discorso ufficiale, ricorda Penetola come uno dei delitti più spietati commessi in Umbria: “La sua efferatezza supera di gran lunga tutti i gravi fatti di rappresaglia compiuti nelle nostre zone. Ma a tutt'oggi restano ancora troppi misteri inquietanti sulle vere identità degli esecutori. Accanto al dovere di tenere viva la memoria di questa strage, corre l'obbligo di far ardere il fuoco della verità”.


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