Arte e cultura
Si conclude la rassegna Perugia Arti Contemporanee
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(UJ.com) PERUGIA - Domenica 4 ottobre, con il secondo appuntamento di :Cromatismi, si conclude la manifestazione PAC - Perugia Arti Contemporanee con una serata dedicata alla club music affidata alle sapienti note di uno dei dee-jay più famosi d’Italia, Daniele Baldelli.
Un precursore che ha iniziato quando ancora non esistevano i mixer e le cuffie, quando ancora i proprietari dei locali imponeva la scaletta e i brani lenti si alternavano agli “shake”. Baldelli, che dalle 21.30 sonorizzerà la Sala Cannoniera della Rocca Paolina, ha definito i contorni di uno stile di dj set che non aveva e non ha epigoni, dove i generi musicali si fondono e i dischi possono essere suonati a velocità diverse da quelle concepite dagli autori. Storico resident della Baia degli Angeli (1977/78) e il Cosmic (dal 1979 al 1984), armato dei suoi piatti Technics SP-15, batteria elettronica Korg, sintetizzatore
Yamaha e l'inseparabile equalizzatore Teac, Daniele Baldelli inizia una sperimentazione totale mescolando insieme funky, reggae, jazz, fusion, brasil, dub, etno, tribale. Il tutto abbondantemente accompagnato da musica elettronica e da una predilezione maniacale per il mixaggio. Anni d’oro che coincisero con la nascita dell’incredibile fenomeno chiamato AFRO e poi, più recentemente, COSMIC SOUND che Daniele Baldelli esprimeva quando suonava il Bolero di Ravel sovrapponendolo a un brano degli Africa Djolè, oppure un pezzo sperimentale di Steve Reich sul quale mixava un canto Malinke della Nuova Guinea, unendo ai T-Connection Moebious e Rodelius, scoprendo nell'album Izitso
l'unico brano ipnotico-tribale di Cat Steven, estraendo l'Africa nei Depeche Mode, suonandoli a 33 giri o viceversa facendo diventare musica una voce reggae suonata a 45 giri, eseguendo insieme una batucada con Kraftwerk, usando gli effetti elettronici di un sintetizzatore per sovrapporli a brani di Miram Makeba, Jorge Ben o Fela Kuti. Questo è Daniele Baldelli, un magistrale giocoliere sonoro, che ha fatto della ricerca musicale e tecnica il suo punto di forza. Una serata, quindi, dedicata alla Club culture, una scelta insolita e affatto scontata, per un festival di cultura contemporanea italiano, che apre una finestra sul fenomeno del clubbing, del quale si prendono più spesso in considerazione gli aspetti
di costume che non l'influenza culturale vera e propria. I Cromatismi sono procedimenti stilistici musicali che utilizzano alterazioni semitonali di una scala diatonica, ma sono definiti così anche i difetti della percezione neurologica che causano la visione alterata di luci colorate. Grazie a Michele Coletti aka m:ck, si assisterà a “un evento nell’evento” dove l’aspetto sonoro e visuale si amalgamerà con l’ambiente circostante e con il pubblico, avvolto da una manto di sonorità e bagliori.





