Perugia, 09/02/2012 ore 09.43

Arte e cultura

DOMENICA 12 SETTEMBRE A MONTE DEL LAGO, MAGIONE (PG) CERIMONIA PREMIAZIONE XI EDIZIONE PREMIO VITTORIA AGANOOR POMPILJ

 
09/09/2010 ore 11.07

post M. Zingales UJ.com2.0 @ (UJ.com) MAGIONE - Il piccolo borgo di Monte del Lago, Magione (PG) apre domenica 12 settembre, ore 17.00, tutti i suoi tesori architettonici: Villa Aganoor Pompilj, Villa Schnabl, che ospitò a lungo il compositore Giacono Puccini, e la chiesa di Sant’Andrea; artistici: si potrà ammirare lo splendido affresco del XIV secolo e visitare la mostra “Vittoria Aganoor e Guido Pompilj. Un romantico e tragico amore di inizio Novecento”; ricettivi: la bella terrazza panoramica del ristorante Santino, per ospitare l’undicesima edizione del Premio letterario nazionale Vittoria Aganoor Pompilj. Manifestazione ormai consolidata nel calendario culturale regionale che, quest’anno, coincide con il Centenario della morte dei due coniugi, il deputato umbro Guido Pompilj e la poetessa di origini armene, Vittoria Aganoor, scomparsi ambedue nel 1910 e che, nella villa di famiglia sul lago che ospita la cerimonia di premiazione, trascorsero gli ultimi dieci anni della loro vita.

 

Alla giornata sarà presente il curatore del libro vincitore della prima sezione, riservata a pubblicazioni di carteggi e corrispondenze, “Una famiglia in guerra. Lettere e scritti (1939-1956) di P. e F. Calamandrei” edizioni Laterza, professor Alessandro Cesellato.
Interverranno Fabrizio Bracco, assessore alla Cultura della Regione Umbria, il Sindaco di Magione, Massimo Alunni Proietti, l’assessore alla cultura del Comune di Magione, Giacomo Chiodini. Per la seconda sezione, riservata a componimenti a tema, scritti in forma di lettera, sono state selezionate le lettere inviate da Paola Francesca Iozzi, da Montefalcone Appennino (FM), Michele Mattaioli da Magione e Giampiero Mirabassi da Perugia tra le cinquanta arrivate per questa edizione. Il vincitore della seconda sezione verrà reso noto il giorno della cerimonia di premiazione.

 

Alle ore 18.00 concerto dei Solisti di Perugia, presso la chiesa di Sant’Andrea, Il programma musicale, anche quest’anno è ispirato e dedicato alla affascinante figura della poetessa di origine armena, personaggio chiave della vita culturale italiana tra fine Ottocento e primo Novecento: verranno eseguite musiche di Puccini, Respighi e Grieg, tutti artisti contemporanei della Aganoor, appartenenti dunque allo stesso milieu culturale che la poetessa frequentò con grande vivacità intellettuale. È possibile cenare presso il ristorante panoramico Santino (Buffet di prodotti tipici con prenotazione obbligatoria € 10,00. Per prenotazioni  340 6804907 oppure email  info@lacasasullago.com).
Visite guidate alla villa appartenuta al critico musicale Riccardo Schnabl che vi ospitò frequentemente il compositore Giacomo Puccini.

 

CONCERTO I SOLISTI DI PERUGIA

L’orchestra da camera de “i Solisti di Perugia” si esibirà nell'ambito dell’XI° edizione del Premio letterario “Vittoria Aganoor Pompilj”. Il fortunato connubio tra la Poesia del Premio letterario e la Musica de “i Solisti di Perugia” caratterizza già da anni le diverse edizioni Premio, sempre con alto gradimento da parte del pubblico che ha così la possibilità di approfondire ulteriori aspetti della personalità di Vittoria Aganoor. Il programma musicale, infatti, è anche quest’anno ispirato e dedicato alla affascinante figura della poetessa di origine armena, personaggio chiave della vita culturale italiana tra fine Ottocento e primo Novecento: verranno eseguite musiche di Puccini, Respighi e Grieg, tutti artisti contemporanei della Aganoor, appartenenti dunque allo stesso milieu culturale che la poetessa frequentò con grande vivacità intellettuale.

 

La Suite “Aus Holberg Zeit” di Grieg è una suggestiva raccolta di danze nella quale il “fil rouge” della narrazione è costituito dalla memoria di Ludvig Holberg, drammaturgo e poeta danese cui Grieg dedicò la propria Suite, a suggello del sempre fertile ed opportuno legame che unisce la Musica alla Poesia. Respighi fu attivo nello stesso ambiente culturale e sociale romano cui il matrimonio con l’onorevole Guido Pompilj aveva dischiuso le porte alla Aganoor; la stessa sensibilità “fin de siècle” eppure fortemente protesa verso il futuro informa tanto le opere del compositore quanto i versi della poetessa. Infine Puccini, di cui “i Solisti” eseguiranno l’elegia “Crisantemi”; il famoso Puccini, grande amico di Guido Pompilj, e già all’epoca personaggio di primissimo piano della vita culturale italiana, assiduo frequentatore a Monte del Lago di Villa Schnabl, luogo eletto e carico di suggestioni sensuali e spirituali, punto di partenza per le indimenticabili battute di caccia nella natura lacustre.

 

PREMIO VITTORIA AGANOOR POMPILJ.

Il premio, che consta di due sezioni, vede riservata la prima “ad opere in lingua italiana nelle quali vengano pubblicati carteggi e/o corrispondenze epistolari di figure eminenti in ambito artistico, culturale, letterario o scientifico della società italiana. I carteggi e/o gli epistolari devono essere stati trascritti e curati seguendo rigorosi criteri filologici dichiarati dal curatore”. La giuria della prima sezione, composta da: Clara Sereni (scrittrice) presidente; Adriana Chemello (Docente di Letteratura Italiana all’Università di Padova); Claudia Minciotti (già docente di Storia del Risorgimento Università degli Studi di Perugia);Isabella Nardi (docente di Critica letteraria Università degli Studi di Perugia); Mino Lorusso (giornalista); Domenico Coletti (giornalista) Mario Squadroni (Soprintendente ai Beni archivistici dell’Umbria), ha assegnato il premio con la seguente motivazione:

 

«Si tratta di un pregevole lavoro di raccolta e studio di testi documentari (lettere, discorsi, esercizi vari di scrittura, tutti accuratamente annotati), attraverso i quali il curatore delinea la vicenda umana, privata e politica insieme, di Piero e Franco Calamandrei, noto giurista liberal-socialista l’uno, il padre, giovane gappista romano e poi dirigente del PCI l’altro, il figlio. Al centro del quadro Casellato pone appunto Franco (Il figlio comunista si intitola non a caso l’ampio saggio introduttivo) e il suo faticoso passaggio attraverso la "linea d’ombra" di una generazione e di una intera nazione, perché "l’antifascismo dei padri e quello dei figli continuano ad essere due cose diverse e non comunicanti". Come ben ricostruisce Castellato, con grande partecipazione e solidarietà intellettuale, Franco, schiacciato dalla figura pubblica paterna, dopo aver sperato in una totale palingenesi rivoluzionaria, si troverà a passare il resto della vita adulta  nell’ingranaggio della macchina del partito, spengendo illusioni e ambizioni giovanili, incapace di esorcizzare una volta per tutte l’ingombrante eredità paterna. L’edizione, ottimamente organizzata, è anche arricchita da un piccolo apparato iconografico di foto e disegni».

Per la seconda sezione la giuria composta da: Vittoria Bartolucci (poetessa), Patrizia Ciminati (Associazione La Valigia Blu: destinazione poesia), Francesco Girolmoni (Biblioteca Comunale “Vittoria Aganoor Pompilj”), Giuseppina Marcantoni (responsabile Ufficio Cultura del Comune di Magione), Luigina Miccio (giornalista), Giacinto Olivelli (Associazione Villa Aganoor Pompilj) ha selezionato tre lettere inviate da Paola Francesca Iozzi, da Montefalcone Appennino (FM), Michele Mattaioli da Magione e Giampiero Mirabassi da Perugia tra le cinquanta arrivate per questa edizione. Domenica 12, giorno della cerimonia di premiazione, verrà reso noto il nome del vincitore. La seconda sezione è riservata a componimenti inediti sotto forma di lettera, su un tema stabilito annualmente. Il tema dell’edizione 2010 è "... e ancora ho gli occhi e l'anima pieni di quegli orizzonti meravigliosi". La frase è tratta da una lettera di Vittoria Aganoor inviata all'amica Marina Baroni, (15/05/1901) a seguito di un suo viaggio in Umbria.

 

Il Premio, nato per rendere omaggio alla poetessa veneta Vittoria Aganoor, che dopo il matrimonio con il deputato perugino Giudo Pompilj, avvenuto nel 1901, si trasferì in Umbria trascorrendo molto tempo nella villa di proprietà del marito a Monte del Lago, è uno dei pochi premio in Italia ad essere dedicato esclusivamente a corrispondenze, carteggi ed epistole. Una scelta dettata, da una parte, dalla volontà di recuperare e salvare un tipo di scrittura che, con gli attuali strumenti di comunicazione, rischia di scomparire; dall’altra, di valorizzare il lavoro fatto da studiosi che si occupano di carteggi ed epistolari, strumenti fondamentali per la ricostruzione e la conoscenza di avvenimenti storici ed artistici raccontati, quasi sempre, da chi li ha direttamente vissuti.



SCHEDA DEL LIBRO E DEL CURATORE

ALESSANDRO CASELLATO

Ricercatore in storia contemporanea, è condirettore dell'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana e coordinatore della redazione della rivista "Venetica". E' membro della Giunta dell'Associazione Italiana di Storia Orale. Collabora con "Belfagor". A Ca' Foscari insegna Storia dell'Italia contemporanea e Storia orale. Si occupa dei rapporti tra storia, soggettività e memoria. Ha curato e studiato diverse "fonti dell'io" (diari, lettere, memorie, scritte e orali) pubblicando sul tema vari saggi in riviste e volumi collettivi. Tra le sue pubblicazioni: Una "piccola Russia". Un quartiere popolare di Treviso tra fine Ottocento e secondo dopoguerra, Verona, 1998; I sestieri popolari, in Storia di Venezia. L'Ottocento e il Novecento, a cura di Stuart J. Woolf e Mario Isnenghi, Roma 2002; United Colors of Noaltri. Localismi e globalizzazione nel Veneto contemporaneo, Treviso 2003 (con Livio Vanzetto); Giuseppe Gaddi. Storia di un rivoluzionario disciplinato, Verona, 2004; i saggi introduttivi ai volumi Piero Calamandrei, Zona di guerra. Lettere, scritti e discorsi (1915-1924), Roma-Bari, 2006, e Piero e Franco Calamandrei, Una famiglia in guerra. Lettere e scritti (1939-1956), Roma-Bari 2008; Operai in croce. Inchiesta sul lavoro malato, "Venetica", n. 18, 2008 (curato insieme a Gilda Zazzara). Sta lavorando a un'inchiesta su culture, valori ed espressioni politiche degli operai in Veneto e a un progetto di ricerca sulla storia della famiglia Cervi (quella dei sette fratelli uccisi nel 1943).


SCHEDA LIBRO

Piero, il giurista liberal-socialista che era stato amico dei fratelli Rosselli e che battezzerà la Costituzione repubblicana. Franco, il gappista che aveva comandato il gruppo di fuoco di via Rasella e che diventerà un dirigente del Pci. Sembra una storia ispirata alla continuità dei sentimenti e delle memorie, tra generazioni diverse, all'interno di una delle famiglie protagoniste dell'Italia del Novecento. Invece è una storia di incomprensioni, lacerazioni, sofferenze, vicenda privata che diventa vicenda politica, specchio ideale di un conflitto tra generazioni che ha plasmato la sofferta transizione dal regime alla Repubblica. Questa è la storia raccontata da Una famiglia in guerra, così come emerge da un'ampia selezione di documenti inediti. Le parole di Piero e Franco Calamandrei scrivono e descrivono pagine decisive per l'Italia, dal comunismo 'esistenziale' della guerra partigiana alla difesa degli ideali della Resistenza nel dopoguerra, dalla crisi del '56 al disciplinamento delle coscienze attuato all'interno del Pci.

Indice

Introduzione. Il figlio comunista di Alessandro Casellato -Nota ai testi - PARTE PRIMA Lettere - Piero, Ada e Franco (1939-1944) - Franco, Teresa, Piero e Ada (1944-1956) - PARTE SECONDA Scritti - Storie naturali. Meditazioni di Piero Calamandrei - Generazioni. Discorsi di Piero Calamandrei - Congedi. Racconti di Franco Calamandrei - Disciplina. Esercizi di Franco Calamandrei.


I PERSONAGGI

Vittoria Aganoor,
nasce a Padova il 26 maggio 1855, discendente da un antica e nobile famiglia di origine armena. Nel 1900 pubblica la sua prima raccolta di poesie “Leggenda Eterna” che verrà definito da Benedetto Croce il più bel canzoniere d’amore scritto da una donna. Il 28 novembre 1901 sposa a Napoli il deputo perugino Guido Pompilj e si trasferisce in Umbria. In breve tempo entra a far parte di istituzioni pubbliche, di educazione scolastica, ma, soprattutto, prosegue quella fitta corrispondenza con alcuni dei più importanti intellettuali del suo tempo che ci permettono oggi di conoscere ed approfondire quel periodo storico.
Gli impegni in società, legati alla sua vita perugina, sono intervallati da lunghi periodi nella villa di proprietà del marito a Monte del Lago.

 

Nel 1908 pubblica “Nuove Liriche” dedicata all’amato marito dove sono raccolte le poesie dedicate al Trasimeno. La poesia di Vittoria Aganoor (1855 – 1910) trovò nel piccolo borgo di Monte del Lago il luogo ideale per la sua ispirazione poetica. Suo marito fece costruire anche un giardino pensile con uno splendido albero di magnolia, ancora esistente, proprio per permettere alla sua amata consorte di poter scrivere indisturbata. Nel 1910, fra il 7 e l’8 maggio, dopo breve ma gravissima malattia, Vittoria Aganoor muore in una clinica privata di Roma e, poche ore più tardi, in una stanza attigua della stessa clinica l’innamoratissimo marito si suicida con un colpo di rivoltella.

Guido Pompilj
La persona del deputato Guido Pompilj (che fu deputato del primo Collegio di Perugia, sottosegretario di Stato al Ministero delle Finanze, al Ministero degli Affari esteri e per due volte eletto plenipotenziario all’Aja per il Congresso della Pace, nel 1899 e nel 1907) rimane legata al salvataggio del lago Trasimeno dal progetto di prosciugamento attraverso il Consorzio di Bonifica del Trasimeno nato nel 1875. Non solo con la costruzione dell’emissario di San Savino riuscì a controllare il livello delle acque del Trasimeno ma “si preoccupò di commissionare la produzione di una sorta di iconografia del Trasimeno, non limitandosi quindi nella salvaguardia fisica del lago, ma aggiungendo a questa una serie di fotografie che ne avrebbero veicolato l’immagine affidata ad esposizioni e cartoline postali agendo sull’immaginario collettivo dell’epoca e producendo le premesse per quel sentimento turistico che sarebbe poi divenuto la base per lo sviluppo economico di questo settore nell’area lacustre”. Per far ciò si affidò, senza badare a spese, alla più nota famiglia di fotografi fiorentini, i fratelli Alinari. Sconvolto per la tragica scomparsa della moglie si uccise poche ore dopo il suo decesso.


I LUOGHI
MONTE DEL LAGO

Monte del Lago è un piccolo borgo le cui origini risalgono al Medioevo  vi regnano la pace e la tranquillità e, data anche l'altezza, il panorama spettacolare sul lago Trasimeno che si gode da lassù. Salendo lungo una ripida strada si incontrano le mura medievali che circondano per intero il centro storico, che è fatto di stradine e vicoli stretti che terminano sul panorama del lago. La pianta del paese è a forma di ventaglio e posta in pendenza, in quanto le strade scendono gradualmente verso le sponde del lago.
All'interno si trovano la Chiesa di Sant'Andrea, con pregevoli affreschi del XV sec., e le due ville: quella che fu proprietà dei coniugi Guido Pompilj e Vittoria Aganoor.

VILLA AGANOOR POMPILJ
Il luogo più rappresentativo della vita di Vittoria Aganoor e Guido Pompilj è sicuramente la villa padronale di Monte del Lago. Attualmente di proprietà della famiglia Mazzi-Olivelli-Palombaro la villa fu edificata intorno alla metà del XIX secolo da Giuseppe Pompilj padre di Guido, e per la sua posizione dominante sulla sponda orientale del lago Trasimeno è detta anche “Villa Alta”. Strutturata in diverse unità, la villa è caratterizzata da una pianta rettangolare irregolare e si divide in tre corpi con diverse altezze. La parte centrale, la più alta, domina il complesso con una torre corredata di terrazza panoramica, più in basso il terrazzo detto "della poetessa".

RICCARDO SCHNABL E VILLA SCHNABL

Riccardo Schnabl Rossi, (Perugia 1872-Roma 1955), amico intimo di Giacomo Puccini, che soggiornò frequentante in questa villa, visse dietro le quinte dei grandi teatri europei, musicofilo ed amico di tanti celebri compositori per i quali si adoperò costantemente al punto tale da essere definito da Bruno Barilli  “l’arcangelo internazionale dei grandi musicisti”. Tra i due personaggi intercorse un notevole carteggio che abbraccia gli anni 1899-1924. È il periodo di Tosca, Madama Butterfly, La Fanciulla del West, La Rondine, del Trittico e di Turandot. Le lettere, testimoniano il sorgere di un'amicizia, raccontano con vivacità il lavoro del compositore e la vita privata, musicisti e cantanti, direttori d'orchestra e teatri.

 

La villa di Schnabl è situata ai margini dell’abitato di Monte del Lago, sulla sponda orientale del Trasimeno, la sua posizione elevata offre un magnifico panorama sul lago.
Attualmente la villa è a pianta rettangolare, si eleva per tre piani più un sottotetto, con il prospetto principale contenente uno scalone esterno a doppia rampa, dotato di un massiccio portico che sorregge una terrazza panoramica affacciata sul lago. Il portico fu realizzato all’inizio del Novecento, contemporaneamente all’ampliamento del doppio scalone, già presente nella prima metà dell’Ottocento. Oltre alla realizzazione del portico, con gli interventi del Novecento si è ampliato e trasformato il casino in forme liberty, determinando il nuovo disegno della facciata.

 

Nello stesso periodo anche lo spazio esterno viene completamente riorganizzato, con la  realizzazione di un terrazzamento, per la creazione del giardino sul versante orientale. Viene inglobata l’antica strada ottenendo lo spazio necessario alla realizzazione di una grande aiuola ovale, all’interno della quale vengono sistemati esemplari di palme, diverse specie esotiche e rarità botaniche che, grazie all’amenità del luogo, ben si sono ambientate, diventando un elemento tipico di questo giardino. Vengono aperti nuovi ingressi per consentire un più agevole raggiungimento sia del paese, situato a monte, che del Lago, a valle; a quest’ultimo si accede anche attraverso un passaggio segreto sotterraneo. Viene inoltre impiantato un parco a monte del giardino, nella parte più scoscesa, attraversato da ripidi vialetti. L’attuale impianto è il risultato di interventi di trasformazione realizzati su un preesistente casino di proprietà dei baroni Danzetta, acquistato nel 1886 dal conte Baglioni Oddi e nel 1898 diventato di proprietà di Riccardo Schnabl Rossi, musicofilo, che ospitò spesso nella villa Puccini, come pure Mascagni e Giordano.


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