Vinti “8 milioni e mezzo di euro dalla Regione per il sostegno all’affitto”

Criminalità organizzata in Umbria, Vinti: "Avevamo ragione noi"

“La questione della casa, in tutta Europa e quindi anche in Umbria, con la crisi che morde i lavoratori e le classi sociali più deboli, ha assunto una dimensione strutturale”. E’ quanto ha affermato l’assessore regionale alle politiche abitative Stefano Vinti, illustrando le iniziative intraprese dalla Giunta Regionale per garantire il diritto alla casa alla famiglie umbre.

“La relazione “perdita del lavoro – perdita della casa” si è fatta sempre più stringente, lo testimoniano i 1200 sfratti all’anno che investono l’Umbria, di cui il 90% sono causati da una morosità incolpevole dell’inquilino e cioè da tutti coloro che hanno subito un licenziamento, o sono in cassa integrazione, e quindi con una riduzione significativa del reddito familiare disponibile e che si trovano nell’impossibilità di far fronte agli impegni contrattuali assunti con il proprietario dell’alloggio, e sono sottoposti a procedure di sfratto. Queste famiglie, ha proseguito l’assessore, essendo fuori dal mercato della locazione, in prevalenza si rivolgono ai comuni per accedere alle graduatorie che permettono l’assegnazione dell’alloggio pubblico.

Data la carenza delle case popolari disponibili, aumentano le difficoltà nel dare una risposta adeguata, mentre continua la guerra tra poveri, alimentata irresponsabilmente da forze razziste, xenofobe e neofasciste. La Giunta regionale, oltre che aumentare lo stock di alloggi popolari, ha sottolineato Vinti, ha messo in atto una politica di prevenzione degli sfratti, emanando cinque bandi di “sostegno all’affitto”, per categorie particolarmente a rischio: nuclei familiari numerosi; nuclei familiari composti da una sola persona; nuclei familiari di anziani; nuclei familiari monoparentali; nuclei familiari che hanno avuto una riduzione del reddito di almeno il 40%.
Il sostegno economico è consistito in un contributo mensile, fino ad un massimo di 200 euro al mese, per 36 mesi o, in alcuni casi, in un incentivo pari alla caparra, fino ad un massimo di 200 euro.

Si è ritenuto, altresì, necessario intervenire nei confronti di ulteriori situazioni di grave disagio, determinate dal forte incremento dei provvedimenti di sfratto per “morosità incolpevole”, ossia causata da sopravvenuti problemi economici.

A tal fine, ha spiegato l’assessore, la Giunta regionale ha realizzato due interventi, entrambi gestiti dall’Ater Umbria: il primo per i proprietari che intendevano mettere a disposizione gli alloggi da locare a canone concordato ed il secondo per i nuclei familiari in possesso di provvedimento di sfratto per morosità incolpevole, che avevano la necessità di reperire un’altra idonea sistemazione alloggiativa.

A questa prima iniziativa, nel 2014, ha fatto seguito un nuovo bando rivolto alle famiglie oggetto di intimazione di sfratto per morosità incolpevole che, con la disponibilità dei proprietari, hanno potuto continuare ad usufruire dell’alloggio in locazione in cui abitavano, evitando di incorrere in ulteriori spese derivanti dal rilascio forzoso dell’immobile”.

“Per quanto riguarda il sostegno all’affitto, ha dichiarato l’assessore Vinti, è proseguito l’intervento di integrazione al reddito per le famiglie che risiedono in alloggi in locazione e che sono costrette a sostenere canoni troppo onerosi rispetto al reddito percepito. Le risorse destinate a tale finalità confluiscono in un fondo attivo dal 1999, alimentato dallo Stato e cofinanziato dalla Regione e dai Comuni. Tuttavia, negli ultimi anni, le risorse statali sono state, drasticamente ridotte, fino a scomparire, colpevolmente, del tutto nel 2012. Soltanto nel 2014 è ripreso, sebbene in misura esigua, il trasferimento di risorse da parte del Governo centrale.

Nell’arco di questa legislatura regionale, ha concluso Vinti, la Giunta regionale, ha investito con risorse del proprio bilancio, per il “sostegno all’affitto”, 8.390.443 euro. Una somma di tutto rilievo, considerando i tagli feroci a cui è stato sottoposto il bilancio della Regione Umbria, che indica con chiarezza l’impegno profuso per garantire a tutti il diritto alla casa, pur nella consapevolezza che sono state sostenute solo una parte delle famiglie che ne avrebbero diritto. Per questo è urgente, da parte del governo centrale, un nuovo indirizzo nelle politiche abitative, in modo da rendere reale il diritto alla casa”.

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