Villa Umbra, seminario su determinanti sociali e disuguaglianze in salute

Qual’è il potenziale di salute che si può guadagnare controllando le disuguaglianze?: è il tema che ha aperto il seminario sui determinanti sociali di salute che si è tenuto a Villa Umbra. Il seminario, organizzato dalla Regione Umbria e dalla Scuola umbra di amministrazione pubblica in previsione alla definizione del Piano regionale di prevenzione per ridurre le disuguaglianze, si è proposto di raccogliere le evidenze scientifiche relative agli effetti sulla salute da parte di più fattori, come l’istruzione, il lavoro e lo stato sociale.

“Si tratta di fattori – ha spiegato Emilio Duca, direttore regionale alla salute – che sottolineano come tutti gli interventi per ridurre le disuguaglianza sono elementi che contribuiscono a migliorare la salute e la qualità della vita dei cittadini. Questo è il principio alla base del lavoro che stiamo portando avanti nel Piano regionale di prevenzione che dovrebbe essere approvato entro il prossimo maggio”.

Secondo quanto detto nel seminario, numerosi studi dimostrano che cittadini in condizioni di svantaggio sociale si ammalano di più, guariscono di meno, perdono autosufficienza, sono meno soddisfatti della propria salute e muoiono prima. Gli indicatori migliorano con il risalire della scala sociale, secondo quella che viene chiamata la legge del “gradiente” sociale. La salute va vista dunque come bene sociale su cui agiscono i determinanti del benessere. La sua tutela non dipende solo dal servizio sanitario – è stato detto, ma anche dalle politiche che possono avere un impatto sulla distribuzione dei determinanti.

Inoltre le disuguaglianze di salute rappresentano un freno allo sviluppo sociale ed economico poiché costituisco un fattore di inefficienza poiché presuppongono l’uscita precoce di individui altrimenti produttivi dal mercato del lavoro, determinano un maggior costo a carico del servizio sanitario, delle politiche assistenziali e del welfare, e sono motivo di minore coesione sociale.

Anche in Italia, dunque, i determinanti sociali sono una delle spiegazioni più importanti delle variazioni di salute nella popolazione e rappresentano un bersaglio importante per guadagnare salute, migliorare il capitale umano del Paese e diminuire la pressione sul fabbisogno di assistenza.

Al seminario hanno partecipato circa cento tra dirigenti e responsabili delle Direzioni aziendali, Direttori dei dipartimenti di prevenzione e dei dipartimenti medico-chirurgici, Direttori di distretto, rappresentanti della Direzione regionale salute e medici dei servizi medici dei dipartimenti di prevenzione.

Sono stati approfonditi i determinanti che intervengono per avere guadagni più significativi per la popolazione o per suoi specifici sottogruppi, la tipologia di politiche e interventi da privilegiare, l’approccio da preferire, quali settori istituzionali sono principalmente responsabili, chi deve fare che cosa, cosa insegnano le rassegne dei Paesi che per primi hanno affrontato il contrasto alle disuguaglianze di salute.

I lavori della giornata sono stati aperti da Donatella Giaimo, Dirigente servizio Prevenzione, sanità veterinaria e sicurezza alimentare della Regione Umbria, sono seguiti gli interventi di Giuseppe Costa, professore di epidemiologia e sanità pubblica – Università degli studi di Torino, sul tema “L’equità nella salute in Italia, secondo rapporto sulle disuguaglianze sociali in sanità”; Paola Casucci, responsabile servizio sistema informativo, Regione Umbria; Alessandro Vestrelli, direttore servizio programmazione e sviluppo della rete dei servizi sociali e integrazione socio sanitaria, Regione Umbria; Arnaldo Pierleoni e Margherita Giannoni – rappresentanti Spinn Off “Ship-In motion srls”.

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