Urla il vento infuria la bufera, consiglio Comunale a Perugia tutti accusano tutti!

Bilancio Previsione, Giunta Perugia fiscalità giusta e rilancio investimenti
Palazzo dei Priori

da Giampiero Tamburi
PERUGIA – La palla rimbalza da una parte all’altra!
Nella sala del Consiglio Comunale tutti accusano tutti!
L’opposizione attacca e accusa!
La maggioranza si difende e organizza il contrattacco!
Per placare gli animi e riportare un poco di pace si tenta addirittura di addossare la colpa ai vari Governi Nazionali che si sono succeduti (non che siano immuni da colpe ma addirittura di averla tutta no!).
Si ritorna sopra la compagna elettorale passata (addirittura con tanto di volantini dell’epoca) e si colpevolizza la coalizione di centro-destra, quella dell’attuale Sindaco, che non ha messo in atto quello che aveva promesso e cioè: via la tassa di soggiorno; , tosap, imu, ecc. Ma per quanto ci possiamo ricordare anche la coalizione di centro-sinistra aveva promesso, subito dopo l’insediamento del Consiglio, di fare una politica che avrebbe guardato più agli interessi della città che alla politica di parte, per non fare un ostruzionismo deleterio e per facilitare il buon esito della soluzione dei problemi! La sta mantenendo questa promessa?
Una domanda noi cittadini abbiamo l’obbligo di farcela: ma siamo sicuri che questa gente, tanto della maggioranza che dell’opposizione, sia idonea a sopportare le responsabilità che noi, con il nostro voto, gli abbiamo attribuito? O forse è meglio meditarci sopra e vedere di cambiare la situazione?
Fanno “casino” per il bilancio consuntivo del 2014 figuriamoci quello che succederà con quello preventivo del 2015!
Poi ci si domanda perché il partito dell’astensionismo considera l’andare a votare una pratica inutile. Forse perché sente che la democrazia è ormai solo procedura di palazzo, e non più “cura” della polis. Il pensiero che viene il mente è che se la democrazia rappresentativa non rappresenta più perché non risolve i problemi della nostra vita quotidiana, per cui è chiaro che il voto non serve e quindi ci asteniamo. Bisogna guardare innanzitutto dentro questo drammatico abisso che divide la politica dalla società se vogliamo, in qualche modo, risollevare le sorti di questo nostro disgraziato Paese da una situazione di precarietà che ci attanaglia da tutte le parti. Siamo stufi di sentire le buone novelle che la crisi sta per finire ed il giorno dopo scopriamo che, per andare avanti, sono costretti a rincarare la dose aumentando tasse e le imposte contemporaneamente alla riduzione dei servizi essenziali.

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