UNIVERSITA’, AL DIPARTIMENTO DI LETTERE LEZIONE CON LA MARINI E BRACCO

Catiuscia Marini
Catiuscia Marini
Catiuscia Marini

Convegno alla dipartimento di lettere con la presidente della Regione, Catiuscia Marini e l’assessore alla cultura, Fabrizio Bracco. Con questi incontri “vogliamo ampliare le conoscenze – ha spiegato il direttore del dipartimento Mario Tosti – affrontando i temi della ricerca e di Horizon 2020, ora quelli delle politiche per i beni culturali. Sono argomenti di stringente interesse universitario, sui quali al più presto metteremo a punto progetti improntati alla concretezza. Il convegno odierno con la presidente Marini – ha aggiunto – ha anche questo scopo”.

Giovanni De Santis, presidente del Consiglio intercorso di laurea in Beni e Attività Culturali, ha fornito un quadro della situazione didattica sul fronte dei beni culturali, che attualmente nell’Ateneo di Perugia vede attivati tre corsi di laurea: uno triennale e due magistrali. “Vorremmo poter dare indicazioni concrete, anche con prospettive di lavoro – ha sottolineato – ai nostri studenti e laureati. L’Umbria è una regione di modeste dimensioni territoriali (8.400 kmq circa) e con appena 800mila abitanti, ma con un ricchissimo patrimonio di beni artistici e culturali, che necessita di essere valorizzati e che molti non conoscono”.

L’assessore Bracco ha evidenziato le competenze dello Stato e delle Regioni in questa materia. “L’Umbria non si è limitata alla valorizzazione – ha detto Bracco – ma è intervenuta per garantire le attività dei teatri storici e anche per affrontare emergenze quali il crollo del muro di Amelia, sostituendosi allo Stato”.

La governatrice Catiuscia Marini in un’analisi complessiva del problema  ha sottolineato alcuni aspetti, tra i quali la necessità che l’Ateneo di Perugia e la Regione possano operare in stretta collaborazione, pur in ruoli distinti. “Non è solo questione di soldi – ha sottolineato – senza i quali tuttavia ben poco si può fare. Occorre una capacità organizzativa e programmatica per dare risposte che centrino gli obiettivi condivisi. L’Umbria nel settore dei beni culturali ha maturato importanti esperienze, come quella di aver creato, all’indomani del terremoto del 1997, un importante laboratorio di restauro delle opere d’arte con l’apporto fondamentale di alcuni chimici dell’Università di Perugia. Non ci siamo sottratti anche ad interventi di tutela, pur non spettando alla Regione ma allo Stato. E’ il caso del piano di recupero di Palazzo Cesi ad Acquasparta, concordando il programma con l’Ateneo perugino che è proprietario della struttura. La Regione Umbria – ha ricordato Marini – finanzia 450 assegni di ricerca, metà dei quali ad aziende, e la parte restante per sostenere ricercatori dell’ateneo impegnati in progetti universitari. Per il futuro – ha concluso – dovremo puntare ad utilizzare fondi europei: per gli investimenti in beni culturali facendo riferimento ai fondi strutturali; per le attività di formazione, invece, sarà possibile utilizzare i fondi sociali europei sia per corsi di aggiornamento che di formazione, questi dedicati ai giovani”.

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