Umbria Mobilità, per la Cisal Umbria: ripercussioni sui cittadini

Per il segretario Vincenzo Filice è necessario l’intervento del governo: “Chi di dove faccia sapere pubblicamente a quanto ammontano i crediti ed i debiti di UM”

Umbria Mobilità, per la Cisal Umbria: ripercussioni sui cittadini

Umbria Mobilità, per la Cisal Umbria: ripercussioni sui cittadini

“La visita della guardia di finanza, collegata agli anni precedenti, a Umbria mobilità ci mette in apprensione per quanto riguarda le ricadute economiche che sicuramente ci saranno sui cittadini umbri. Non vogliamo entrare nel merito dell’inchiesta, non è competenza del sindacato, ma come Cisal siamo estremamente preoccupati sia per i lavoratori delle ditte fornitrici che da molto tempo avanzano quanto dovuto, sia per i cittadini umbri che saranno costretti a colmare le eventuali voragini create nel lungo tempo”.

A dirlo Vincenzo Filice, segretario generale Cisal Umbria, che aggiunge: “È necessario, che chi di dovere, faccia sapere pubblicamente a quanto ammontano i crediti ed i debiti complessivi di Umbria mobilità in base agli ultimi dati, considerando che i crediti verso Atac di Roma e Roma capitale non sono esigibili nel breve periodo e forse anche nel lungo periodo, considerando che, nonostante le sentenze favorevoli e gli accordi scritti presi, non si riesca comunque a riscuotere quanto dovuto”.

“Per quanto riguarda, invece, i debiti verso i fornitori e le banche – prosegue il segretario regionale – , gli enti proprietari devono trovare una soluzione per i pagamenti molto onerosi, ma le domande, a questo punto, sono spontanee: la Regione, che ha approvato il bilancio 2016, ha provveduto a mettere in conto questi soldi? Cosa che avrebbero dovuto fare anche gli altri enti pubblici nei loro bilanci in conclusione, ma qualcuno lo ha fatto? Ora con quale euri si pensa di poter far fronte ai pagamenti? Si cercherà, quindi, di mettere mano ai portafogli dei cittadini con tasse sempre più pesanti?”. “Per scongiurare questo – conclude Filice -, è necessario che il governo intervenga, mettendo i soldi e salvando così la situazione di Roma e dell’Umbria, ma sarà fatto? Ai posteri l’ardua sentenza”.

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