Tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare!

da Giampiero Tamburi
Il 22 aprile, presso la sala dei Notari, nelle pieghe della “Giornata Mondiale della Terra”, sono state attribuite alle Associazioni che ne avevano fatto richiesta, quindici parchi pubblici della nostra città. Ciò rientrava nel progetto “ Adotta il Verde” che a suo tempo la nostra Amministrazione Comunale, adottò con delibera della Giunta (n. 76 del 1/04/2015, “ Progetto Adotta il Verde).
Al tavolo delle autorità sedevano una nutrita rappresentanza, tra cui il signor Sindaco, il vice Sindaco, un rappresentante della Gesenu ed altri.
L’unico rammarico, come Comitato “Club Pallotta Perugia” e “Movimento Popolare di Mediazione” è quello di aver notato la mancanza del segnaposto con scritto “il Cittadino” e non aver visto seduto, insieme alle alte cariche comunali, il rappresentante della collettività cittadina. Sarebbe stato un segno tangibile, da parte delle autorità del Comune, di riconoscerci come parte attiva nelle scelte della politica amministrativa che regola la vita della città, dando così un preciso segno della volontà di coinvolgerci non solo passivamente alle soluzioni dei problemi che ci sovrastano. Ma forse ancora le coscienze, di chi dovrebbe, non sono pronte ad accettare una simile crescita della democrazia.
Comunque, negli interventi che si sono succeduti prima della consegna simbolica delle quindici aree verdi, con relativo kit da giardinaggio composto da una pala, un rastrello ed altri attrezzi vari per la pulizia (!), è stato ampiamente enfatizzato che “…non sarà un modo per sostituirsi agli interventi di routine del Comune ma piuttosto per dare una mano là dove l’amministrazione pubblica e la Gesenu non ce la fanno ad arrivare, come la pulizia quotidiana delle cartacce ed un presidio per il corretto uso del parco…”.
Sinceramente, a noi, non sembra proprio che sia in questi termini!
Secondo l’avviso pubblico per l’assegnazione (che si può leggere o scaricare dal sito del Comune a questo indirizzo: http://www.comune.perugia.it/resources/bandi/areeverdi/Avviso.pdf ) le cose possono sembrare molto diverse.
Messo da una parte l’aspetto poetico della faccenda la realtà è di ben altra natura.
Come si legge chiaramente e testualmente al 3° punto del suddetto avviso pubblico: “ …all’Associazione affidataria si chiede di svolgere le seguenti attività, a propria cura e spese (!)
– vigilanza e controllo dell’aria verde;
– svuotamento dei cestini;
– operazioni minimali di pulizia, quali ripulitura di carte, plastiche e immondizia in genere (ndr. Che in soldoni vuol dire ripulire tutto il parco dagli escrementi degli animali e umani, comprese siringhe ecc…);
– pulizia delle fontane là dove presenti;
– attività di gestione e pulizia dei servizi igenici, ove presenti;
– sono altresì ammesse attività di sfalcio e/o di manutenzione ordinaria dell’area quali opere di piccola manutenzione di tavoli e panchine in legno consistenti in ripulitura, impregnamento e verniciatura”.
E per tutto ciò il Comune ha stanziato la somma totale di 6.000 (seimila) euro, ripartiti a somme annue che vanno da un minimo di 300 euro per superfici fino a 1000 mq a 700 euro per quelle che superano i 10.001 mq. Tutto regolare anche dal punto di vista legale perché al punto 6° così recita l’avviso: “ …gli affidamenti avvengono mediante sottoscrizione della Convenzione il cui schema costituisce l’allegato A al presente avviso nel rispetto dei criteri sopra definiti, per una durata triennale”.
Onore alle Associazioni che si prendono sopra le spalle questa responsabilità nei confronti della città e vanno a cuor leggera a fare questi lavori. C’è comunque qualche Associazione (come per esempio l’Ass. FilosofiAmo con nota apparsa sul Corriere dell’Umbria del 21 c.m.) che ancora non si è dichiarata di assumere tale responsabilità senza valutarla molto bene e vuole ancora incontri con i responsabili per determinare, con maggior precisione, i termini della Convenzione che il Comune offre. Il che vuol dire; piena coscienza e consapevolezza nell’obbligo i essere presenti come cittadini ma di non subire passivamente condizioni che sembrano abbastanza inique per chi dovrà impegnarsi in questa impresa sociale.

Giampiero Tamburi
per il Comitato Pallotta Perugia
e “Movimento Popolare di Mediazione”

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