Terremoto 1997, dodici milioni ai comuni

Per il finanziamento delle fasce ‘n’ per il completamento dei piani di recupero

Terremoto 1997, dodici milioni ai comuni
Palazzo Donini

Terremoto 1997, dodici milioni ai comuni

Una ulteriore “spinta” al completamento della ricostruzione è stata decisa dalla Giunta regionale che, su proposta della presidente Catiuscia Marini, ha assegnato ai Comuni interessati quasi dodici milioni di euro per il finanziamento degli interventi di ripristino post sisma degli edifici compresi nelle U.M.I. di fascia “n” dei P.I.R. Il finanziamento potrà essere utilizzato per il ripristino post sisma di singoli edifici compresi nelle U.M.I. di fascia “n”, ossia prive delle priorità previste in quanto non abitate al momento del sisma, dei soli P.I.R. nel cui ambito territoriale risultano, al 31 dicembre 2015, almeno 15 residenti o almeno 5 attività produttive.

“La fascia “n” – ha spiegato la presidente Marini – non aveva trovato sino ad ora un’organica fonte di finanziamento ma il ripristino degli immobili danneggiati dal sisma compresi in questa fascia ha un’indubbia importanza strategica ai fini della conclusione del processo di ricostruzione se si considera che, attualmente, all’interno dei nuclei oggetto dei 188 P.I.R. approvati dalla Giunta regionale, queste U.M.I. rappresentano, una volta finanziate le fasce prioritarie, gli unici agglomerati immobiliari non riparati. Proprio in virtù dello stato attuale della ricostruzione, decisamente avviata alla conclusione, oggi si concretizzano i presupposti economici per poter programmare il finanziamento, almeno in parte, di tali interventi”. La Giunta regionale, già nello scorso mese di aprile aveva espressamente destinato al ripristino delle U.M.I. di fascia “n” il finanziamento di euro 11.854.230,77. La limitatezza delle risorse disponibili, a fronte di un fabbisogno economico stimato in circa 360 milioni di euro, rende inattuabile il finanziamento in toto delle U.M.I. e impone la definizione di criteri restrittivi per l’assegnazione dei relativi finanziamenti ai Comuni, per l’individuazione degli immobili interessati dal beneficio in argomento e, infine, per la quantificazione del contributo concedibile. L’obiettivo ultimo è quello di “completare il recupero edilizio, architettonico, sociale ed economico dei centri oggetto dei programmi integrati di recupero compatibilmente, come detto, con le attuali disponibilità finanziarie”. Questi criteri consentono di considerare, seppur indirettamente, l’effettivo fabbisogno finanziario di ciascun comune in relazione agli interventi e di assicurare ai finanziamenti in questione, sulla base dei dati comunicati dalle amministrazioni interessate, una certa rilevanza sociale ed economica.

Non sono interessati dal provvedimento gli immobili compresi nelle fasce “n” all’interno dei P.I.R. già riparati o in corso di riparazione a spese del proprietario poiché, dovendo tener conto dell’esiguità delle risorse disponibili, il rimborso delle somme anticipate per lavori già eseguiti o in corso di esecuzione non risulta funzionale al recupero dei centri oggetto dei P.I.R. quanto la realizzazione di nuovi interventi di recupero. Considerate rispettivamente la limitatezza dei fondi a disposizione ed evidenti ragioni di coerenza, si ritiene di escludere dal contributo gli interventi relativi ad edifici in cui il proprietario al momento del sisma o i suoi aventi causa hanno ottenuto un contributo per la riparazione dei danni a seguito degli eventi sismici del 1997 e successivi o sono stati dichiarati decaduti dal relativo beneficio.

Ancora riguardo all’individuazione degli immobili oggetto del finanziamento mediante la definizione di criteri di prelazione di taluni rispetto ad altri, si ritiene di dover privilegiare gli edifici il cui ripristino determini il completamento del P.I.R., poiché consente il recupero completo dell’intera zona interessata dal Programma. Ulteriori criteri per l’individuazione degli immobili interessati dal finanziamento derivano dalla destinazione dell’immobile, abitativa o produttiva, e dalle condizioni particolarmente gravi dell’edificio, anche in relazione allo stato dei luoghi: si ritiene così di dover preferire, il fabbricato oggetto di ordinanza di sgombero, specie quando le condizioni di instabilità pregiudichino o mettano in pericolo l’utilizzo di immobili adiacenti ristrutturati o la circolazione stradale e pedonale sulla pubblica via, e l’immobile oggetto di opere di messa in sicurezza, in particolare quando queste ostacolino o rendano difficoltosi in modo sensibile la circolazione stradale o pedonale sulla pubblica via o l’utilizzo di fabbricati adiacenti già ripristinati a seguito del sisma. È riconosciuta una preferenza ai soggetti che si impegnano a realizzare anche le finiture esterne ed interne dell’edificio, premiando maggiormente le prime allo scopo di assicurare il decoro dell’ambiente urbano, o a trasferire la propria residenza nell’edificio recuperato, entro 60 giorni dalla fine lavori e per un periodo minimo di due anni, o a stipulare un contratto di locazione a canone concordato per tre anni decorrenti dalla data della fine dei lavori. ga/segue

Entro 45 giorni dalla pubblicazione del presente atto i soggetti interessati potranno proporre la domanda di accesso al contributo. Entro i successivi 45 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, i Comuni, accerteranno la legittimazione degli istanti ed individueranno i soggetti che possono accedere al contributo.

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