Tamburi, Club Pallotta, “C’è accatonaggio e accattonaggio”

Giampiero Tamburi, Impianti sportivi comunali
gianpiero TAMBURI

Forse, sull’ordine del giorno presentato dal consigliere comunale della maggioranza Carmine Camicia, a parere nostro, bisognerebbe che si facesse un poco di chiarezza.

Prima di ogni altra cosa vorrei porre l’accento sulla questione di chi parla di una forma di razzismo: a parte che il termine corretto per questa questione dovrebbe essere quello di xenofobia, resta sempre il dubbio che chi lo pone in questi termini o non ha compreso appieno quello che sarebbe necessario fare o, cosa ancora più grave, “ciurla nel manico” cioè prende a motivo ciò per sparare a zero su gruppi di ideologia diversa dalla sua, strumentalizzando una questione che, invece, dovrebbe essere affrontata esclusivamente sotto il punto di vista del sociale: come del resto è compito di questo Comitato che sempre si è, ed è, posto al disopra di qualsiasi partito politica o di gruppi appartenenti a movimenti di qual si voglia ideologia di parte.

Scusate se sono così crudo nelle mie affermazioni a non saprei il quale altro modo esprimermi. Qui non si tratta di schedare chi fa accattonaggio o si adopera come lavavetri ai semafori: se si effettuasse questo tipo di procedura allora si che diventerebbe un’azione di violenza sociale contro queste persone e si dovrebbe parlare di vera xenofobia!

[box type=”shadow” align=”alignleft” ]Il vedere dove abitano, come si comportano e quale tipo di sostentamento economico hanno, dovrebbe rientrare negli interventi che il nostro Comune e le Forze dell’ordine dovrebbero effettuare in ambito ai provvedimenti per la famosa sicurezza nella nostra città. Il problema sta solamente nel regolamentarlo cioè emanare delle disposizioni che garantiscano una adeguata tutela a tutti: sia al cittadino che la subisce, sia a coloro che la esercitano.[/box]

Fino a che l’accattonaggio viene effettuato in una forma corretta, penso che nessuno abbia nulla da dire, come quando si incontrano queste persone accucciate in fondo alle scale mobili o al mercato settimanale ma, quando invece le vediamo impegnate nelle stesse attività con modi che rasentano il grave disturbo se non addirittura la violenza, allora non possiamo restare indifferenti e dobbiamo capire che va subito preso un serio provvedimento.

Domandatelo alle donne che cosa significa ai semafori venire disturbate in malo modo perché, pur avendo negato il lavaggio del vetro, si vedono dare pugni e calci alla propria auto perché vogliono a tutti i costi del denaro; oppure per strada, quei famosi venditori ambulanti di calzini e lacci di scarpe o altra merce, fermare i passanti, guarda caso sempre donne, agguantandoli per le braccia, perché magari vogliono venderti qualcosa contro la tua volontà.

Non è escluso che noi del Comitato “Club Pallotta Perugia” metteremo in atto un significativo e pacifico intervento nelle strade del centro per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo problema che, secondo noi, rientra in pieno in quei provvedimenti per la tutela dei diritti di tutti nel pretendere una città più a portata della gente e più sicura.

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