SICUREZZA, BOCCI, “VINCEREMO QUESTA BATTAGLIA”

Profughi in Umbria, sottosegretario Bocci: "Regione afflusso tra i più bassi in Italia"
Sottosegretario on. Gianpiero Bocci

bocci 2“Lotta determinata e aggressiva alla criminalità”, queste le parole del Sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci nel rinnovare l’impegno riguardante la battaglia intrapresa dallo Stato per l’Umbria e Perugia sul fronte sicurezza. Dati alla mano, ha illustrato l’efficacia del percorso intrapreso e cosa ci sia ancora da fare. Dalle rilevazioni del Viminale fra tutte spicca il – 15.8% rispetto al 2012 a Perugia in fatto di reati riguardanti gli stupefacenti. Bocci ha sottolineato l’importanza del legame cittadini-forze dell’ordine, anche se “la sicurezza passa principalmente per lo Stato” e, ha precisato, “Eravamo in una situazione abbastanza problematica, oggi abbiamo iniziato a vedere un bel po’ di luce, cominciamo a mettere la testa fuori. Riconoscendo che c’è un problema.

I problemi si risolvono non negandoli, come successo per un periodo troppo lungo in cui ci siamo preoccupati di mostrare una certa immagine. Se non si prova ad individuarli, primo o poi esplodono.”. Sul versante delitti, “Si registra un trend crescente, ma in linea con il dato nazionale – ha detto il sottosegretario – . Il dato più preoccupante è quello dei furti in abitazione, che rispetto al 2012 si attesta su un +24.2%. è un tipo di delitto che fino a poco tempo fa non faceva notizia, ma è il più odioso perché va a violare lo spazio più importante per una famiglia. Su questo dato bisogna concentrare la massima attenzione”. “Sui reati per stupefacenti, va detto che la situazione di Perugia è sicuramente complessa. Ma è anche vero che la battaglia sta iniziando a dare frutti concreti, visibili, sotto gli occhi dei cittadini. Grazie allo straordinario lavoro delle Forze dell’ordine, la città non è più quella di un anno fa – ha proseguito Bocci-. E a Terni si è alzato il livello della vita e della sicurezza.

Questo anche grazie al lavoro del Prefetto e del Questore recentemente nominati. Su Perugia dobbiamo intervenire in maniera più forte, e le recenti nomine anche qui del Prefetto e del Questore vanno in questo senso, perché c’è un tessuto che va aggredito con maggior intensità”. C’è poi “tanto da fare” sulla clandestinità come “manovalanza per una serie di crimini dallo spaccio, ai furti, alla prostituzione”, considerando che “oltre il 40% dei delitti scoperti in Umbria è stato purtroppo commesso da stranieri”. “E’ un’amarezza – ha dichiarato Bocci – , perché voglio essere ancorato a quello spirito francescano e d’accoglienza dell’Umbria, ma questi sono i dati”. E per eliminare questa manovalanza, ha affermato il sottosegretario, “Più che la galera, bisogna procedere sul versante dei rimpatri e delle espulsioni. Nonostante il grande sforzo di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, a Perugia ci sono ancora troppe presenze non alla luce del sole. Intendiamoci, nemmeno lontanamente qualcuno può e deve mettere in discussione i valori dell’ospitalità e dell’integrazione che fanno parte della storia di questa città e di questa Regione. Ma servono parole chiare: ognuno deve dimostrare la propria identità e le ragioni della propria presenza. Il principio sacrosanto è che accanto a ogni diritto c’è un dovere”.

Questi strumenti “hanno permesso nel secondo semestre 2013 di dare una botta seria allo spaccio” e dai primi 2 mesi e mezzo del 2014 arrivano “segnali incoraggianti” per una serie di “operazioni che hanno fermato bande organizzate per fare furti. C’è stato un salto di qualità nell’azione investigativa. Questo è il risultato di un lavoro sempre più intenso fra magistrati e Forze dell’ordine, a cui dovremmo dire grazie ogni mattina”. “Il ministero dell’Interno ha confermato la disponibilità a mezzi straordinari, dal volo aereo ad altre forme – ha continuato Bocci- senza dimenticare che il Viminale ha posto la priorità Perugia per quanto riguarda la disponibilità di posti ai Centri di Identificazione ed espulsione. Registro con piacere il rapporto stretto fra Polizia Penitenziaria e Questura, così che per quanto riguarda gli individui considerati socialmente pericolosi la prima informa la seconda della prossima scarcerazione e la Questura prepara i documenti per il rimpatrio appena vengono scarcerati. Bisogna dire che, sul fronte controllo degli arrivi, con la Tunisia c’è un accordo che regge. Che costa parecchio allo Stato ma che continua a stare in piedi e di cui Perugia non può che trarne giovamento”. Anche chi consapevolmente fornisce appoggio a questi fenomeni di criminalità va combattuto: “Bisogna colpire chi da in nero le abitazioni, i locali dove vivono buona parte di queste persone –ha detto Bocci – . Vanno combattute tutte le forme di connivenza, e controllati anche gli esercizi commerciali. Ce ne sono troppi che sono troppe volte caratterizzati da presenze che si ripetono. Veri e propri rifugi. Va usata la mano pesante. Se è il luogo dove si ritrovano presenze che si dimostrino essere pesanti, quegli esercizi vanno chiusi. Non ci può essere tolleranza”.

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1 Commento

  1. Che si faccia distinzione tra delinquenza per spaccio di droga o furti in abitazioni che, molto spesso, finiscono anche per procurare danni alle persone che si trovano malauguratamente in casa quando vengono a violentarla, per chi subisce molta differenza non la fa.
    L’aumento del 24,2% dal 2012 ad oggi non è poco e se continuiamo di questo passo, chissà dove andremo a finire.
    Ci viene detto che il comune di Perugia è quello che maggiormente, rispetto a Terni, ha subito violazioni di domicilio per furti, aumentati del 56,3%, quelli con destrezza 18,4%, rapine in banca e alle auto +3,1% mentre sono calati quelli in strada e gli scippi e, raggiunto il meno 15,8% sui reati legati allo spaccio di droga.
    Da questi dati seppur significativi, per certi punti di vista, che vanno verso un miglioramento sicuro per quanto riguarda il narcotraffico e lo spaccio, non si può fare a meno di notare un aspetto altrettanto importante nel quadro della criminalità urbana. I furti in abitazioni, aumentati di più del cinquanta per cento e quelli, altrettanto significativi, effettuati con destrezza, vogliono indicarci che chi si dedica a queste pratiche è più specializzato e più organizzato che in passato, con ciò, evidenziando che la criminalità organizzata sta prendendo il posto di chi commetteva i reati in modo improvvisato come mezzo per procurarsi il denaro occorrente per la dose o per altro. Queste nuove organizzazioni fanno bene il loro lavoro e sanno dove colpire con maggior efficienza e minor rischio per loro.
    Se è vero che il risultato raggiunto è per il lavoro sempre più intenso delle forze dell’ordine, non dobbiamo dimenticarci da chi, veramente, è venuto l’impulso per iniziare a cambiare una situazione che, arrivata a livelli veramente intollerabili, faceva ed ancora fa percepire al resto degli italiani Perugia come terra di confine.
    Al di là del cambio dei vertici delle Istituzioni Statali che c’è stato, quello che veramente a dato una svolta significativa, sono stati i cittadini che con le loro Associazioni e Comitati, hanno saputo significare e denunciare il disagio di una situazione che più non poteva peggiorare. Ricordiamo, prima fra tutte, l’assemblea cittadina “Perugia muore” del 2 Settembre 2013 in piazza Grimana.

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