RSU Provincia di Perugia, incontro con i dipendenti dei settori di lavoro

La RSU della Provincia di Perugia ha previsto per il giorno mercoledì 24 Giugno dalle ore 10 presso la sala riunioni del Centro per l’Impiego di Perugia, un incontro con i dipendenti dei settori Lavoro, Politiche Attive e Formazione Professionale nell’ambito di un serie di assemblee tematiche che vedranno coinvolti anche altri settori con riferimento al processo di riallocazione del personale delle Province. La RSU denuncia la grave situazione che si sta determinando, in considerazione della già drammatica vicenda innescata dalla Legge Delrio, a seguito dell’approvazione del decreto enti locali che trasferisce, sembra temporaneamente, alle Regioni, anziché come inizialmente previsto all’Agenzia Nazionale, il personale dei servizi per l’ impiego senza prevedere una adeguata copertura finanziaria, lasciando la definizione delle funzioni su scala regionale ad una convenzione tra Ministero del Lavoro e Regione; allo stesso tempo non è ancora chiara quale sia la destinazione del personale impiegato nella formazione professionale. I servizi per il lavoro e la formazione professionale della Provincia di Perugia, pur con un numero di dipendenti inadeguato rispetto al carico di utenza, da anni si fanno quotidianamente carico di un ingente numero di disoccupati, delle crisi aziendali e della gestione delle politiche attive per migliaia di percettori di ammortizzatori sociali, di servizi ad aziende e soggetti privati, proponendo offerte di lavoro, attività formative e servizi di inserimento a numerosi utenti tra i quali anche disabili e categorie protette. Gli stessi servizi si sono distinti a livello nazionale nella presa in carico e nelle attività di gestione delle politiche attive ed orientamento relative al Programma Garanzia Giovani. Tali competenze, proprio nel momento in cui è lo stesso decreto legislativo sulle politiche attive del lavoro ad aumentarne le funzioni, rischia di essere perduto se non verranno date dal Governo e dalla Regione risposte concrete di garanzia di mantenimento dei servizi che vedono impiegati, oltre al personale di ruolo, anche 50 precari che svolgono da anni funzioni fondamentali. Esiste un rischio concreto che servizi pubblici necessari vengano smantellati a vantaggio di finanziamenti per i privati. La RSU chiede, pertanto, che venga tempestivamente fatta chiarezza da parte di Governo e Regione sul mantenimento del ruolo pubblico dei servizi per il lavoro, sui trasferimenti dei dipendenti a tempo indeterminato e a tempo determinato chiedendo garanzia dei livelli occupazionali da parte della nuova Giunta Regionale appena insediata. Si chiede di dare continuità all’ordine del giorno che il precedente Consiglio Regionale aveva votato quasi all’unanimità circa l’istituzione dell’Agenzia Regionale per il Lavoro dove far confluire formazione professionale e servizi per l’impiego delle due province. La legge regionale sul riordino istituzionale recentemente approvata prevede infatti che “Le funzioni regionali relative alle politiche attive del lavoro e alla formazione professionale sono riallocate nella Regione ed esercitate dalla medesima secondo le leggi statali e regionali di settore” e che il trasferimento di tali “funzioni e del personale che le esercita, deve essere effettuata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore delle riforme di settore”. La non più sostenibile situazione finanziaria della Provincia, dopo i tagli attuati dal Governo, invita a velocizzare i tempi: esiste il rischio concreto che non sia possibile garantire la continuità dei servizi nel caso in cui vengano meno la retribuzione dei dipendenti e la proroga dei contratti dei precari necessari per lo svolgimento delle attività, i quali scadranno, per l’ennesima volta, alla fine dell’anno e potrebbero non essere rinnovati se non verranno presi in carico dal soggetto subentrante in un quadro di progressiva stabilizzazione. Nel caso in cui non ci fossero risposte adeguate, i lavoratori sono pronti ad azioni di mobilitazione che potrebbero portare anche alla sospensione dell’erogazione dei servizi.

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