Rosetti M5S: Distillerie Di Lorenzo, fermare l’arroganza e tutelare i cittadini

Per l’avvocato Zetti la posizione del comune non è cambiata rispetto agli atti che sono stati fatti in passato.

M5S piazzale abusivo sulle sponde del Tevere, Comune Perugia demolisca
Cristina Rosetti

Rosetti M5S: Distillerie Di Lorenzo, fermare l’arroganza e tutelare i cittadini –  Tiene banco in Comune la vicenda delle Distillerie Di Lorenzo dove la capogruppo M5S Rosetti ha chiesto di verificare la legittimità dell’operato dell’amministrazione per l’inerzia seguita alla sentenza del Consiglio di Stato, che, oltre a confermare l’abusivismo perpetrato dall’azienda, stabiliva la necessità della demolizione e autorizzava il Comune a dare esecuzione al giudicato, così come le eventuali responsabilità al riguardo dei dirigenti e dei tecnici del Comune.

“La situazione da porre all’attenzione –ha detto Rosetti, nell’illustrazione dell’atto- è il perchè le distillerie, in questi anni, abbiano proceduto sempre a realizzare opere senza averne titoli abilitativi, con un’arroganza che non è più tollerabile.”

Presente in V Commissione l’avvocato Zetti, dell’Avvocatura dell’ente, che ha ribadito che la posizione del comune non è cambiata rispetto agli atti che sono stati fati in passato, ovvero l’ordinanza di rispristino del piazzale e il diniego del condono per l’opera, sulle quali si è pronunciato già il Tar (e per la prima anche il Consiglio di Stato).

“Siamo in attesa della sentenza del consiglio di stato sul condono –ha spiegato Zetti- che stiamo sollecitando da tempo. Il 23 marzo scorso è stata presentata l’istanza di fissazione dell’udienza da parte della stessa azienda che dovrebbe vedere l’udienza stessa fissata entro un anno da quella data. Quindi nel giro di un anno e mezzo all’incirca si dovrebbe arrivare alla sentenza.”

L’Arch. Asfalti, dirigente dell’ente, ha ribadito che dal 2000 ad oggi, la posizione dell’ente è stata sempre di coerenza tecnica nel far rispettare le norme, dapprima chiedendo di ripristinare il piazzale di 6.000 mq, a cui poi ha fatto seguito un ulteriore ampliamento di 800 mq, quindi negando il condono richiesto dall’azienda, la quale peraltro, in tutti i casi, ha fatto ricorso al Tar e al Consiglio di Stato.
“La sentenza ci sarà tra pochi mesi –ha precisato- e non possiamo fare adesso un’ordinanza per imporre il ripristino, con tutto ciò che questo comporterebbe in termini di costi, con il rischio di esporre l’ente ad un danno economico in caso di sentenza definitiva del Consiglio di Stato contraria, anche se fino ad ora sia il Tar che lo stesso Consiglio di stato ci hanno dato ragione.”
Alfalti ha anche confermato che era stata avviata una conferenza di servizi per la messa in sicurezza della presa di adduzione e di rilascio dell’impianto, che però attualmente è sospesa per il parere negativo della regione che ha chiesto ulteriori chiarimenti e che lo scorso agosto gli uffici hanno provveduto ad effettuare un ulteriore sopralluogo presso le Distillerie in relazione ad una Scia (l’ultima delle tre presentate nel 2013) che non è stata ritenuta procedibile dalla Regione in quanto richiede la procedura di VIA. Ad oggi la VIA non è stata ancora presentata; per questo il Comune sta procedendo con gli atti conseguenti che, a breve, verranno formalizzati.

Nel dibattito sono intervenuti anche il consigliere di F.I. Tracchegiani, a ribadire la necessità di considerare anche l’occupazione che l’azienda offre a molte persone della zona, la capogruppo di Crea Perugia Angela Leonardi che ha invitato a non strumentalizzare le legittime esigenze degli abitanti della zona a fini politici e il capogruppo del PD Mencaroni che, con riferimento a quanto detto dai membri del comitato ha ricordato come più volte siano state fatte iniziative di verifica e sollecitazione per tenere sotto controllo l’attività delle distillerie. Mencaroni ha anche invitato a mettere al centro dell’intera vicenda la salute pubblica e la tutela dell’ambiente.
Per la consigliera Rosetti è necessario procedere ad ulteriori approfondimenti in relazione a quanto emerso nel corso del dibattito e delle audizioni.

“Ritengo che sugli abusi ampiamente accertati (es. realizzazione del piazzale) dalla Magistratura Amministrativa –ha detto- il Comune avrebbe dovuto procedere da tempo, pretendendo le demolizioni conseguenti. Al contrario si è consentito il permanere dell’illegittimità, procrastinando i tempi”.

Secondo il capogruppo le Distillerie hanno inciso pesantemente sull’area protetta (fiume Tevere), realizzando opere come se fosse cosa loro. Ciò è inammissibile e, per questo, va restituito equilibrio. Quindi il Comune deve dare un segnale forte, eseguendo le ordinanze di demolizione, totalmente legittime.  “Va fermata l’arroganza per tutelare una volta per tutte i cittadini che, in casi simili, vengono immediatamente sanzionati”.
Ulteriore punto affrontato dalla consigliera: “trovo assurdo che l’assessorato competente abbia barattato la legalità con presunte realizzazioni da parte delle Distillerie di opere pubbliche, cacciando di fatto i comitati dal tavolo di confronto”. La consigliera Leonardi ha evidenziato che Rosetti, pur non avendo preso parte al tavolo citato, ha tuttavia fatto affermazioni importanti. Per questo ha chiesto di audire il vice sindaco Barelli su quanto detto da Rosetti. A questo punto la Commissione ha rinviato la questione per procedere agli approfondimenti citati.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*