Ricostruzione trasparente e di qualità post terremoto, Marini durante Assemblea Umbria

Il sisma del 24 agosto ha causato danni in Umbria soprattutto a Norcia, Preci, Cascia e Monteleone di Spoleto

Ricostruzione trasparente e di qualità post terremoto, Marini durante Assemblea Umbria

Ricostruzione trasparente e di qualità post terremoto, Marini durante Assemblea Umbria  “Il sisma del 24 agosto ha causato danni in Umbria soprattutto a Norcia, Preci, Cascia e Monteleone di Spoleto, anche se altri comuni hanno subito danni. Gli sfollati temporanei, in attesa delle verifiche della protezioni civile sulla agibilità degli edifici, sono 1069. I campi di tende verranno superati prima possibile e i circa 500 sfollati che stimiamo di dover supportare andranno in strutture ricettive, ricorreranno all’autonoma sistemazione o saranno ospitati nei moduli abitativi. Finita la fase della prima emergenza si passerà a quella della ricostruzione, che terrà conto anche delle seconde case e dovrà essere improntata a trasparenza delle imprese e degli studi coinvolti e qualità degli interventi”.

Questo in sintesi il quadro delineato dalla presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, aprendo questa mattina i lavori dell’Assemblea legislativa dell’Umbria dedicata alle conseguenze del sisma del 24 agosto scorso.

Dopo aver osservato un minuto di silenzio in memoria delle 295 vittime del terremoto, l’Aula di Palazzo Cesaroni ha ascoltato la relazione della presidente Marini, che ha spiegato come “solo con la fine dei rilievi della Protezione civile si potranno individuare i Comuni che rientrano nel cratere del sisma. Mille e sessantanove umbri hanno dovuto abbandonare le proprie case ma non si tratta di tutti edifici inagibili, dato che i sopralluoghi sono ancora in corso. Norcia è il comune più colpito, con edifici privati e pubblici lesionati. Ci sono poi Preci, Cascia e Monteleone di Spoleto. Ma danni si registrano anche in altri comuni limitrofi.

Siamo ancora nella fase dell’emergenza, che termina quando le persone potranno rientrare nelle case di proprietà. Il sistema di Protezione civile nazionale e regionale ha funzionato molto bene.

La stessa mattina del sisma, poco dopo l’individuazione dell’epicentro del sisma, la Protezione civile umbra è stata autosufficiente per non gravare sul sistema nazionale dell’emergenza, già pesantemente impegnato nel Lazio. C’è stata una collaborazione costante fin dalle prime ore tra sistema statale (prefettura, vigili del fuoco, forze dell’ordine) e sistema regionale di protezione civile (sindaci e strutture regionali).

I sindaci stanno facendo molto in questo periodo per assistere la popolazione mentre le strutture tecniche comunali si sono attivate da subito. A loro, al personale dipendente della protezione civile, si sono affiancati i volontari organizzati e formati, espressione di tanti gruppi di volontariato, in grado di gestire le varie fasi dell’emergenza. Volontari di cui abbiamo usufruito solo in parte (sono circa 3200 in Umbria) e che stanno prestando aiuto anche alle città del Lazio. Le associazioni di volontariato si sono dimostrate preziose nella formazione per affrontare le emergenze, mentre i Comuni hanno realizzato aree di protezione civile che oggi sono preziose per gestire l’insediamento dei primi campi per ospitare i moduli abitativi. Tutto questo ha permesso di assistere la popolazione fin dalle prime fasi.

Abbiamo sottoscritto un protocollo per la gestione della Protezione civile, questo ha permesso di attivare da subito il centro di protezione civile di Foligno con una modalità unitaria e condivisa insieme alla Prefettura, evitando ritardi burocratici e intervenendo in modo efficace. Il Consiglio dei ministri ha stanziato le risorse immediate per la gestione immediata dell’emergenza e ha scelto la modalità organizzativa basata sull’assistenza alla popolazione, messa in sicurezza degli edifici e al sostegno delle attività economiche colpite dal sisma. C’è poi una modalità nuova della gestione della fase emergenziale, con la nomina di un unico commissario per la ricostruzione che, affiancato dalle Regioni sta coordinando la ricostruzione.

Questo sisma, nonostante le vittime prodotte, ha colpito un’area limitata e con una densità di popolazione ridotta, pur interessando quattro regioni diverse. Il Governo dovrà definire un provvedimento quadro che delineerà le strategie di intervento per la messa in sicurezza dei centri urbani e del patrimonio artistico. Questi atti saranno concertati con le Regioni e la nostra esperienza verrà tenuta in considerazione. Le tende sono limitate ai primi giorni del post-sisma, dato che è già previsto di puntare sulla autonoma sistemazione (sostegno finanziario in affitto presso altre abitazioni: 600 euro mensili innalzabili in presenza di disabili) e su moduli abitabili provvisori in attesa della ricostruzione. A Norcia ci saranno due campi con moduli abitativi. Nella fase transitoria la popolazione verrà ricollocata in strutture ricettive e altre sistemazioni.

A Castelluccio di Norcia sono state già smontate le tende e verranno usate le strutture già agibili. Per gli agricoltori che hanno allevamenti sono previsti moduli abitativi a ridosso dell’abitazione, per dare continuità al lavoro e agli allevamenti. Le verifiche sugli edifici, pubblici e private, sono iniziate. Si inizia dalla verifica di quelle agibili e lievemente danneggiate, per far rientrare gli sfollati. Si procede poi con le opere di messa in sicurezza delle case agibili collocate però in zone ‘rosse’, dove ci sono edifici gravemente danneggiati. Non è ancora chiaro quanti saranno coloro che avranno le case completamente inagibili, ma si stima che si tratterà di meno di 500 persone.

Ma questo potrà essere definito solo a sopralluoghi completati. Il patrimonio storico artistico dell’Umbria è stato colpito in modo importante: Abbazia di S.Eutizio, Duomo e mura di Norcia, porta di accesso a Norcia. Avrà tutta l’attenzione necessaria nella fase ricostruttiva, da parte nostra e del Governo nazionale. In Umbria non ci sono stati ferite e vittime perché c’è stata un’opera dell’uomo positivamente messa in atto nel corso degli anni. Dal sisma del 1979 ad oggi sono state fatte cose importanti con una ricostruzione accurata e integrata, e con la messa in sicurezza di centri abitati e patrimonio storico.

Il patrimonio edilizio scolastico così come quello ospedaliero è stato oggetto di ristrutturazioni anche dal punto di vista sismico. La nostra ricostruzione è andata oltre, prevedendo, già nel 1980, norme specifiche per le costruzioni in area sismica. In pratica Comuni umbri (91 su 92) hanno la micro-zonizzazione sismica, significa che da quasi 15 anni i Piani regolatori devono tenerne conto. A Norcia abbiamo una sola scuola lesionata e gli studenti saranno ospitati in un modulo scolastico temporaneo. Si tratta comunque di un edificio lesionato ma che non avrebbe prodotto danni ad eventuali studenti presenti al momento del sisma.

Le strutture hanno dunque retto, in una sorta di collaudo estremo, alle scosse del sisma, una delle quali ha avuto epicentro proprio sotto Norcia. Si pone il tema delle seconde case: alcuni degli elementi di insicurezza e danno si concentrano su di esse, quelle che dopo il 1997 non sono state ristrutturate. Le seconde case devono essere incentivate, ma anche ‘obbligate’ ad essere parte della ricostruzione. Castelluccio di Norcia oggi è zona rossa proprio per le seconde case che non erano state messe in sicurezza. Vista la limitazione dei centri abitati coinvolti dovremo innovare la ricostruzione, integrando la sicurezza dell’insieme degli edifici, mettendo insicurezza tutto il tessuto urbano.

Sono stati SOSPESI I PAGAMENTI DI BOLLETTE, TASSE IMPOSTE. Servono sostegni al sistema economico produttivi, alle aziende dell’agro alimentare (che non hanno subito gravi danni) e al filone turistico ricettivo, che subisce il contraccolpo pur avendo tutte le strutture pienamente sicure e funzionanti. Esse subiscono l’effetto paura che colpisce Norcia e la Valnerina, ma anche l’intera regione, anche per la sovraesposizione mediatica che l’Umbria ha. Gli operatori e i turisti stranieri difficilmente riescono a capire che solo Norcia è stata colpita e non tutta l’Umbria. Servono azioni mirate per rimettere in moto la macchina produttiva e turistica.

Presenteremo delle proposte già oggi al Tavolo nazionale convocato a Palazzo Chigi. Una parte dei provvedimenti riguarderà il sistema degli ammortizzatori sociali, che riguarderanno l’intera regione, dato che gli effetti negativi sul turismo riguarderanno l’intera Umbria. Le Assemblee legislative, coordinate tra loro, dovranno occuparsi dei provvedimenti attuativi, che dovranno essere omogenei, ma tenere conto anche delle rispettive specificità.

Sul patrimonio storico–artistico, l’esperienza positiva dell’Umbria con la legge regionale 32 sui beni culturali andrà tenuta presente. Nei prossimi giorni incontreremo la parte delle imprese e dei tecnici che saranno coinvolti nel sistema della ricostruzione. Nel 1997 facemmo scuola con il Durc. L’Emilia ha fatto scuola con le ‘white list’ delle imprese anche per la ricostruzione privata. Oggi dovremo puntare su trasparenza e qualità delle imprese coinvolte, sia per gli interventi pubblici che per quelli privati.

Dovranno esserci anche dei limiti, evitando che studi professionali si accaparrino tutti i lavori, a discapito della qualità degli interventi. Il sistema nazionale della Protezione civile ha aperto un conto corrente nazionale su cui sono arrivati oltre 14milioni di euro di donazioni. Queste risorse verranno ripartite alle quattro regioni per l’attuazione sia della ricostruzione sia per la gestione dell’emergenza. Anche nel conto corrente regionale ci sono state donazioni, siamo a circa 60mila euro con cui potremo contribuire ad interventi legati alla fase della ricostruzione, visto che la fase dell’emergenza la stiamo gestendo con le risorse pubbliche”.

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