Regione: Consiglio; approvato rendiconto 2012

consiglio regionale umbria(umbriajournal.com) PERUGIA – Il Consiglio regionale ha approvato oggi, con 18 voti favorevoli e 7 contrari, il “Rendiconto generale dell’amministrazione della Regione Umbria per l’esercizio finanziario 2012”. L’atto, che indica i risultati finali della gestione finanziaria patrimoniale e economica svolta nell’anno finanziario e si compone del conto di bilancio, patrimoniale ed economico, è stato illustrato in Aula dal relatore di maggioranza, Damiano Stufara (Prc–Fds) CONTROLLI. “Questo atto – ha spiegato Stufara – arriva per la prima volta in Consiglio con la relazione obbligatoria del Collegio dei Revisori dei Conti, introdotta dalla legge regionale 24/2012 e con il giudizio di parificazione della Sezione regionale di controllo per l’Umbria della Corte dei Conti, previsto dalla legge 213/2012. Proprio dal giudizio della Corte dei conti risulta: il rispetto dei limiti di impegno e pagamento successivi provvedimenti di variazione, nonché le norme di contabilità stabilite, il mantenimento dei limiti regionali previsti per legge e il rispetto dei principi dell’equilibrio di bilancio. Considerazioni che rendono giustizia dell’oculatezza con cui la Regione Umbria ha gestito le proprie finanze in questi anni, nonostante le inedite difficoltà legate tanto alla riduzione delle risorse disponibili quanto al concorso alla riduzione del debito pubblico imposto dalle politiche governative di questi anni che inficiano il ruolo dell’Istituzione regionale in particolare nell’azione di contrasto alla crisi economica.

ENTRATE. Le entrate di competenza accertate alla chiusura dell’esercizio 2012 ammontano a complessivi 3 miliardi di euro, di cui 2,4 miliardi riscossi. Le entrate raggiungono un grado di realizzazioni pari al 97 per cento, che cresce fino al 99 per cento, se si considerano le sole entrate tributarie.

USCITE. Le spese di competenza impegnate alla chiusura dell’esercizio 2012 ammontano a complessivi 3 miliardi di euro, di cui 2, 5 miliardi di pagati e mezzo miliardo rimasto da pagare. Al termine dell’esercizio 2012 la consistenza dei residui passivi provenienti dagli esercizi precedenti ammonta complessivamente a circa 933 milioni 841 mila euro, di cui circa 590 milioni sono conseguenti all’estinzione di anticipazioni per il fabbisogno sanitario per le quali lo Stato non ha ancora disposto le relative sistemazioni contabili. La rilevanza delle anticipazioni per il fabbisogno sanitario, lungi ormai dall’essere una modalità residuale di trasferimento delle risorse, ha un significativo impatto per l’intero importo anticipato sul fabbisogno del settore e più in generale sui saldi di finanza pubblica. Si tratta di un fenomeno rispetto al quale è urgente che si ponga rimedio da parte del Governo nazionale in conformità con quanto previsto a tal proposito agli accordi in sede di Conferenza Stato-Regioni. PATTO DI STABILITA’. La Regione Umbria ha rispettato il Patto di Stabilità interno 2012 e ha applicato il patto verticale a favore degli Enti locali cedendo margini per circa 34 milioni di euro: si tratta di un significativo spazio finanziario ceduto dalla Regione agli Enti locali teso a sopperire alle restrizioni operate a livello nazionale e alla loro capacità di spesa e a garantire maggiori pagamenti a favore delle imprese.

TROPPE RESTRIZIONI PER LE REGIONI. La positività dei dati del rendiconto non può offuscare la necessità di un approccio con il Governo nazionale in grado di esplicitare nella loro interezza le difficoltà con cui è costretta da anni a confrontarsi la nostra Regione al pari delle altre, nel garantire lo svolgimento delle proprie funzioni, la cui centralità nell’ottica di una strategia di contrasto alla crisi e di rilancio produttivo occupazionale basata sull’integrazione e la valorizzazione dei sistemi economici locali non può più essere sacrificata in favore di scelte in materia di finanza pubblica inutilmente restrittive e regressive”. Per il relatore di minoranza, Andrea Lignani Marchesani (Fd’I) “l’approvazione del rendiconto prima della pausa estiva è un positivo parametro sicuramente inserito dall’anno scorso, che però può fare dimenticare le criticità strutturali di un bilancio che cerca, con operazioni contabili, difficili e tardive, di poter far quadrare dei conti. BILANCIO RIGIDO. Ci troviamo di fronte a bilanci estremamente rigidi e con margini di flessibilità sempre inferiori, addirittura con margine di flessibilità pura ridotta all’ordine di decine di milioni di euro, che è ben poca cosa rispetto a quelle che sono esigenze di una Regione che a questo punto si mantiene con fondi obbligatori che devono essere chiaramente onorati con le difficoltà che emergono. L’abbattimento progressivo dei residui, un trend positivo che si evince negli anni, è frutto di uno stato di necessità, nel momento stesso in cui non c’è più la possibilità di giocare su margini di manovra, la necessità di esigere e di onorare diventano sicuramente più stringenti.

CONTROLLI: POSITIVI MA CON SOTTOLINEATURE. Infine, sullo strumento della verifica: quello che è emerso nel giudizio di parifica è stato sì un via libera al rendiconto della Regione, ma sono state fatte delle sottolineature che non possono essere evase. Come quelle che riguardano le consulenze della Giunta, che rappresentano oggi un vulnus presente dal punto di vista politico. Vediamo troppi doppioni, troppi soggetti. Non ultime le questioni inerenti il progetto Brasile Proximo: certamente noi abbiamo la necessità di aiutare Paesi in via di sviluppo, ma chi fa parte dei Brics forse ha meno bisogno, e soprattutto se si vuole continuare con questi progetti di cooperazione, non si capisce perché abbiamo bisogno di consulenti che si curano di rapporti internazionali profumatamente pagati, 76 mila euro l’anno. Abbiamo strutture come Sviluppumbria, che si occupano di queste faccende, con dirigenti e impiegati pagati all’uopo. CONSULENZE. Dobbiamo recuperare questi soldi per le consulenze anche perché questo è un bilancio estremamente rigido, che ormai ha poche decine di milioni di euro da destinare alla libera destinazione di scelte politiche e anche le centinaia di migliaia di euro che possono essere recuperate da queste consulenze possono dare un aiuto alla politica, un aiuto allo sviluppo, un aiuto alle classi deboli che ne hanno sempre più fortemente bisogno in un clima di progressivo impoverimento del ceto medio. Il rendiconto è un documento principalmente tecnico che si arricchisce di valutazioni di natura politica proprio perché necessitati dalla parifica della Corte dei Conti, ma rimane la sostanza di un bilancio su cui avevamo già espresso un giudizio negativo nel giugno 2012”. Fabrizio Bracco (Assessore cultura): L’esame del bilancio 2012 della Regione Umbria evidenzia una buona amministrazione in una situazione di grande difficoltà. Ha ragione il consigliere Lignani Marchesani, ci sono criticità.

CRITICITA’: RIDUZIONE RISORSE. E la principale criticità è il progressivo venir meno di risorse per competenze che sono state riconosciute alle Regioni. Dall’ultima stagione del Governo Berlusconi-Monti, alla stagione del Governo Monti-Monti sono state tagliate al sistema delle Autonomie locali e al sistema delle Regioni consistenti risorse sia come tagli effettivi sia come mancati trasferimenti, azzerando tutti i trasferimenti che erano stati attivati dopo l’approvazione del Titolo V dal 2001, cioè con le nuove competenze che le Regioni andavano assumendo in tante materie specifiche. Per l’Umbria questo ha significato nell’anno 2012 un taglio di circa 470 milioni di euro, per l’anno prossimo ci troveremo in presenza di un taglio complessivo di 535 milioni di euro. Si tratta di un taglio molto consistente che si distribuisce su capitoli importanti che vanno dalla sanità al trasporto, all’ambiente, al fondo sociale, con il fondo per la non autosufficienza, toccano proprio quegli elementi, quelle prestazioni ai cittadini che ricordava prima Lignani.

VENTO ANTIREGIONALISTA. In questo contesto di grande difficoltà, evidenzio la progressiva e drastica riduzione della capacità di governo dell’Ente Regione (c’è un vento antiregionalista che sta soffiando sempre più forte nel nostro Paese, si mettono in difficoltà le Regioni, tagliando le risorse per poi dire le Regioni non fanno quello che dovrebbero fare). Sono d’accordo che dovremo accelerare la discussione sui documenti di bilancio: ci sarà un impegno della Giunta per affrontare la discussione sul Dap, sulla Finanziaria e sul Bilancio per il 2014, permettendo così una discussione più approfondita alla luce del quadro complessivo. COSTI DELLA POLITICA. La nostra Regione hanno tagliato i costi della politica e, come vedremo dal prossimo anno, quando faremo il rendiconto sul 2013, e faremo il bilancio del 2014, ci accorgeremo che in quella direzione noi ci stiamo muovendo, e ci stiamo muovendo con serietà e determinazione”.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*