Realtà Popolare, la partecipazione attiva: questa sconosciuta!

Realtà Popolare
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da Giampiero Tamburi (Coordinamento Provinciale PG – Realtà Popolare)
La partecipazione attiva: questa sconosciuta! Chi lo sa perché quando ad un nostro amministratore gli parli di coinvolgere i cittadini nelle scelte da farsi per risolvere determinati problemi, come per esempio quelli della sicurezza e della delinquenza che la distrugge, in una parola gli chiedi che la collettività partecipi, ti fanno un bel sorriso, annuiscono si con la testa, ingranano la retromarcia, chiedono scusa e si allontanano!

Ma prima di parlare delle vere intenzioni dei nostri amministratori bisognerebbe essere sicuri e domandarsi se noi stessi cittadini vogliamo, e le Associazioni che ci rappresentano, vogliono veramente che si realizzi la vera partecipazione.

Siamo pronti ad intervenire e dire la nostra su tutto quello che succede anche, mi si consenta dirlo nel senso buono della cosa, su ciò che direttamente non ci compete ma, quando si tratta di stringere su cose concrete, e chiedere di realizzare strumenti adeguati al raggiungimento degli obbiettivi, anche noi sembra che facciamo, come si dice in gergo calcistico, melina.

Dicendo queste cose ci tengo in modo particolare che non mi si fraintenda: queste mie parole vogliono essere uno stimolo per chi è impegnato a rendere Perugia il più vivibile possibile e comunque, sono scevre da qualsiasi polemica o critica politica che non sia veramente costruttiva perché noi di Realtà Popolare stiamo con chi lavora veramente e con chi dimostra la volontà di muoversi per risolvere i problemi della città, a prescindere chi sia e da quale parte politica si esprime. Noi non strumentalizziamo e non vogliamo essere oggetto di strumentalizzazione!

Ai Comitati e Associazioni piace organizzare, piace attirare l’attenzione sul piccolo mondo del rispettivo quartiere, del parco o della via dove sono impegnati. Fanno “porchettate”, mercatini, feste rionali ma, in definitiva, riducono Perugia come le città stato della Grecia antica: ognuno per se fregandocene del resto della nostra città.

È giusto questo atteggiamento? Pensiamo proprio di no e lo dovremmo cambiare!
Per quanto poi riguarda i nostri amministratori, li sentite parlare continuamente di contatti presi con tutti, Regione, Stato e Forze dell’ordine, allo scopo di organizzarsi sulla questione della sicurezza e, contemporaneamente si chiede alla cittadinanza la collaborazione passiva cioè, accettare tutte le decisioni e gli interventi fatti senza la sua partecipazione, su queste iniziative.

Benissimo, la possiamo dare ma la vera collaborazione la dovrebbero chiedere attraverso una scelta condivisa, risultato di una partecipazione, ma questa partecipazione, in effetti, non c’è stata perché nessuno l’ha chiesta e chiedere la partecipazione alla cittadinanza vuol dire discutere insieme le possibili soluzioni con concreti strumenti partecipativi. Quali dovrebbero essere questi strumenti? Noi di Realtà Popolare non ci stancheremo mai di dirlo: una Consulta o un Forum in cui ne facciano parte i rappresentanti dei cittadini, il Comune ed il Prefetto.

Altro modo di partecipazione potrebbe essere un rappresentante della cittadinanza inserito nelle Commissioni Consiliari che discutono questa materia, magari con diritto di parola senza quella di voto e sono altre mille le possibilità di partecipazione; solamente che si abbia veramente la volontà di realizzarle.

Le manifestazioni di quartiere che si organizzano raggiunto il suo scopo? A vedere i risultati no! Ma quanto sarebbe stato più significativo se ad organizzare e a gestire, globalmente in una visione totale delle esigenze dell’intera Perugia ci fosse anche l’apporto concreto della rappresentanza dei Perugini?

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