Provincia Perugia, riorganizzazione uffici e posizioni organizzative

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Provincia Perugia, riorganizzazione uffici e posizioni organizzative. Facendo seguito a quanto disposto con la delibera del 30 luglio riguardante la macro-struttura dell’Ente, in data odierna il Presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti, ha ufficialmente preadottato anche la riorganizzazione degli uffici e delle posizioni organizzative e, contestualmente, la loro articolazione all’interno della struttura provinciale. Come annunciato, inoltre, la stessa macro organizzazione è stata oggetto di alcuni aggiustamenti a seguito della conversione in legge del decreto legge n. 78/2015, con particolare riferimento a quanto previsto per la Polizia provinciale.

Con l’entrata in vigore della nuova normativa, infatti, non sarà più possibile per la Provincia mantenere il Corpo di Polizia provinciale, le cui competenze, pertanto, a partire dal 1° ottobre verranno in parte svolte da un nuovo Servizio di Vigilanza e Controlli Ambientali. Alla trentina di posizioni organizzative previste nella proposta preadottata il 30 luglio, pertanto, dovranno aggiungersi gli uffici ex Polizia provinciale (che sulla base della precedente normativa non dovevano essere computati) nonché quelli relativi alle deleghe regionali e conferiti dalla Regione Umbria in avvalimento, per un totale complessivo di 36 posizioni organizzative (31+1+4).

A livello di macro organizzazione sono confermate le tre grandi Aree di intervento: il Settore Amministrativo Area Vasta, che ricomprenderà il Servizio Amministrativo Opere Pubbliche (3 uffici), il Servizio Sviluppo Risorse Umane (3 uffici), il Servizio Stazione Appaltante e Affari Generali (3 uffici) ed il Servizio Innovazione e Supporto Enti Locali (3 uffici); l’Area Viabilità e Trasporti, che ricomprenderà il Servizio Progettazione Viaria e Trasporti (2 uffici) ed il Servizio Gestione Viabilità provinciale (6 uffici); l’Area Edilizia Ambiente e Territorio, che ricomprenderà il Servizio Patrimonio e Programmazione Rete scolastica (2 uffici), il Servizio Edilizia scolastica (3 uffici), il Servizio Ambiente e Territorio (2 uffici) ed il Servizio Vigilanza e Controlli ambientali (2 uffici).

In posizione di autonomia dalle altre Aree è confermato il Servizio Gestione Finanziaria, che si articolerà in tre uffici: Ufficio Bilancio, Ufficio Entrate e Investimenti e Ufficio Economato e Provveditorato. Ugualmente in posizione di autonomia funzionale sarà posto anche l’Ufficio Avvocatura. Alle dipendenze della Segreteria generale sarà assegnato un ufficio competente in materia di trasparenza, corruzione e pari opportunità, mentre altri due uffici saranno posti alle dipendenze della Direzione generale.

La delibera preadottata, dunque, ridisegna complessivamente l’organizzazione dell’Ente, con un significativo snellimento della macchina amministrativa della Provincia, che viene così a configurarsi sempre più come il nuovo Ente di Area Vasta, che svolgerà la propria attività a servizio dei Comuni e sulle materie fondamentali quali viabilità, trasporti, edilizia scolastica e ambiente: una macchina amministrativa più agile ed efficiente, articolata su una Direzione generale, 3 Aree tematiche, 11 Servizi, 36 uffici (compresi quelli relativi alle deleghe regionali).

Definito dal Presidente anche il crono-programma per far entrare a regime la nuova organizzazione entro il 1° ottobre: a fine agosto verranno assegnati i nuovi incarichi dirigenziali ed entro la prima settimana di settembre verranno pubblicati gli avvisi per la selezione delle posizioni organizzative degli uffici, che dovrà necessariamente completarsi entro la fine dello stesso mese. Come già chiarito, la volontà di avviare delle procedure selettive (unita all’esigenza di non voler creare disservizi ai cittadini) ha portato l’Amministrazione a prorogare fino al 30 settembre l’attuale organizzazione.

Allo stesso tempo va ribadito che le risorse destinate alle posizioni organizzative ed alle indennità accessorie non possono essere in alcun modo utilizzate per la spesa corrente: è, perciò, di pura fantasia l’idea che eventuali risparmi sulle P.O. possano essere spesi per i servizi. Ciò non è giuridicamente possibile e lasciare intendere il contrario è particolarmente grave, specie se si considera la pesante situazione di difficoltà di bilancio in cui versa la Provincia di Perugia.

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