Protocollo d’intesa, sottoscritto tra comune, associazioni amministratori di condomini

Protocollo d'intesa, sottoscritto tra comune, associazioni amministratori di condomini

Protocollo d’intesa, sottoscritto tra comune, associazioni amministratori di condomini

Il sindaco di Perugia Andrea Romizi, il presidente dell’Associazione nazionale amministratori condominiali ed immobiliari (Anaci) – sez. di Perugia, Fabrizio Bruno ed il rappresentante dell’associazione liberi amministratori di condominio (ALAC) Fausto Silvestre hanno sottoscritto questa mattina in Sala della Vaccara il protocollo d’intesa tra Comune-Anaci-Alac, alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine e del Comandante dei vigili urbani dott.ssa Caponi.

L’obiettivo del protocollo è di favorire politiche integrate della sicurezza, tramite la sinergia tra soggetti pubblici e privati. In buona sostanza, per l’attuazione delle politiche della sicurezza in ambito residenziale, appare necessario rafforzare le sinergie con i diversi attori, tra cui Anaci e Alac, operanti in tale contesto, così da favorire il coinvolgimento della cittadinanza al fine di dar corso ad una condivisione delle decisioni strategiche, con conseguente valorizzazione, nel caso di specie, del ruolo dei cittadini condomini.

Peraltro il protocollo consentirà agli amministratori di condominio, nell’ambito del loro compito di redazione del registro dei soggetti residenti negli stabili amministrati, di operare in sinergia con gli uffici comunali per la fornitura di dati anagrafici dei soggetti menzionati ove questi non provvedano spontaneamente.

Il protocollo si compone di 8 articoli. Questi i tratti salienti.

All’art. 3 vengono fissati gli obiettivi. Tra questi spiccano: 1) garantire al Comune un interlocutore qualificato con cui rapportarsi al fine di gestire ed affrontare le problematiche rilevate all’interno dei condomini; 2) facilitare il contatto e l’informazione dei cittadini/abitanti in relazione alle proprie prerogative, alle politiche comunali ed alla normativa nei campi urbanistici, ambientali, energetici e della sicurezza; 3) facilitare l’accesso ai servizi comunali da parte degli amministratori di condominio per redigere il registro dei residenti; 4) creare un canale di contatto preferenziale per gli amministratori di condominio al fine di facilitare i rapporti con l’ente comunale in merito all’esposizione e risoluzione delle problematiche condominiali che richiedono l’intervento del Comune, nonché al fine di suggerire strategie e misure collaborative anche con altri enti o strutture; 5) garantire il rispetto di leggi e regolamenti con particolare riguardo a fenomeni criminosi che ingenerano allarme sociale come sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell’immigrazione, presenza di stranieri non segnalati all’autorità, esercizio abusivo di attività, presenza di lavoratori abusivi, spaccio di sostanze stupefacenti, ecc.

Il protocollo (art. 4) prevede la costituzione di un tavolo tecnico permanente di confronto, cui partecipano (art. 5) il sindaco o delegato ed il Presidente dell’Anaci e di Alac o delegato, volto a favorire la gestione condivisa di segnalazioni, esposti, e reclami pervenuti dalla cittadinanza. Si tratta, dunque, di una sorta di “filtro” delle segnalazioni che verranno ordinate per priorità, sì da consentire un’azione delle parti efficiente ed efficace.

Ai sensi dell’art. 6, Anaci e Alac si impegnano a selezionare preventivamente le segnalazioni, gli esposti ed i reclami ad essa pervenuti prima di sottoporli al vaglio del tavolo. Il Comune, a sua volta, si impegna a gestire le segnalazioni, ecc., sottoposti all’esame del tavolo, ai fini della loro risoluzione.

La durata del protocollo è triennale.

L’assessore Dramane Wagué ha segnalato, aprendo l’incontro di oggi, che il lavoro è iniziato qualche mese fa ed oggi giunge alla sua conclusione grazie alla collaborazione tra Associazioni degli amministratori di condomini, forze dell’ordine, vigili urbani, uffici comunali ed Amministrazione.

L’obiettivo dell’iniziativa è di favorire la sinergia tra tutte le parti coinvolte, dando vita a progetti condivisi in tutti i quartieri in sofferenza, primo fra tutti Fontivegge.

“Fontivegge – ha chiarito Wagué – rappresenta per noi una scommessa che vogliamo vincere ad ogni costo, creando le condizioni per rivitalizzare il quartiere grazie alla sinergia tra tutte le parti in causa”. In quest’ottica si inserisce la firma del protocollo, perché il supporto degli amministratori di condominio è fondamentale ai fini dell’aumento del senso di sicurezza delle aree. L’assessore ha espresso soddisfazione per come la situazione si sta evolvendo: ed infatti rispetto all’insediamento della Giunta, oggi, grazie all’azione coordinata, si stanno producendo effetti concreti, confermati dai dati.

Il prossimo passo, ora, è la costituzione di un’anagrafe unificata (entro il 2016) per poter disporre di dati puntuali ed utili da parte di tutti i soggetti competenti.

“Vogliamo, insomma, continuare a lavorare insieme per combattere ogni forma di criminalità e rendere più vivibili i nostri quartieri”.

Anche l’assessore Emanuele Prisco ha confermato che l’iniziativa mira a facilitare la sintonia tra gli organismi pubblici e quelli privati, con riferimento prioritario all’area più “calda”, ossia Fontivegge-Bellocchio. Ciò, ovviamente, non esclude che il progetto si estenda a tutti i quartieri della città, nessuno escluso.

Il protocollo, nel dettaglio, si muove nell’ambito di una facoltà concessa dalla legge di facilitare l’accesso ai dati anagrafici; ciò permetterà, con dovizia di particolari, agli amministratori di condominio di procedere ad una verifica attenta delle presenze all’interno degli immobili, “stanando” le potenziali sacche di illegittimità.

“Questa è una risposta necessaria al degrado riscontrabile in alcune aree di Perugia, favorito, troppo spesso, da presenze inquietanti all’interno delle case. Oggi, in sostanza, la sinergia tra le parti e l’utilizzo di dati incrociati consentirà alle stesse forze dell’ordine, che giornalmente sono impegnate nel contrasto alla criminalità, di poter avere a disposizione strumenti utili ai fini del presidio e del controllo del territorio. Il messaggio che oggi vogliamo inviare alle presenze non gradite deve essere chiaro: nessuno pensi di poter venire a Perugia per delinquere, perché ciò non sarà più consentito”.

I rappresentanti di Alac e Anaci hanno evidenziato che vi è la necessità di dare una svolta alla città di Perugia, perché questo è quanto chiedono i cittadini. L’obiettivo virtuoso potrà certamente essere raggiunto, ma solo tramite la sinergia tra tutte le componenti interessate.

Il protocollo, in particolare, rende sistematico il rapporto tra il Comune ed i cittadini, attraverso il ruolo ricoperto dagli amministratori condominiali.

A tirare le somme del progetto è stato il sindaco Andrea Romizi, il quale, in apertura, ha chiarito che i protocolli sottoscritti hanno un ampio respiro, anche se il pensiero dell’Amministrazione Comunale è rivolto principalmente all’area di Fontivegge che deve essere restituita a condizioni di sicurezza, decoro e vivibilità.

Ovviamente non sarà un percorso breve né semplice; tuttavia vi saranno buone probabilità di raggiungere l’obiettivo solo se vi sarà la capacità di condivisione da parte di tutti i soggetti competenti, partendo dalle forze dell’ordine che, giornalmente, svolgono un’attività decisiva per la città. “I dati – ha precisato Romizi – ci dicono che a Perugia c’è una situazione di sensibile miglioramento in termini di sicurezza, al contrario di ciò che si registra nel resto d’Italia. Per questo è giusto che si dia conto di quanto si sta facendo in città, anche se ognuno di noi deve impegnarsi per fare ancora di più. Ed infatti, se all’opera quotidiana delle forze dell’ordine, non si accompagnano iniziative volte a “riempire” di contenuti sani i quartieri in sofferenza, non si raggiungeranno risultati virtuosi”.

Il sindaco ha ricordato che l’Amministrazione, su Fontivegge e Bellocchio, sta portando avanti molteplici progetti che hanno bisogno di tempo per concretizzarsi: il riferimento è alle palazzine delle ferrovie a fianco del minimetrò che presto saranno sede della Croce rossa e delle famiglie degli appartenenti alle forze dell’ordine, al progetto avviato con l’Inail per il recupero dell’immobile nell’area Bellocchio, all’ubicazione a Fontivegge di uffici della Gesenu, alla ristrutturazione di alcuni parcheggi, troppo spesso in passato vere e proprio “tane” per i delinquenti, oggi restituiti alla fruibilità dei cittadini, fino agli sgravi fiscali in favore delle attività commerciali a Fontivegge (no tax area).

“Tutto questo, però, non basta: noi dobbiamo ridare al quartiere una sua identità, perché non sia solo un luogo di passaggio. Vanno in questa direzione i tentativi che si stanno facendo per animare culturalmente ed economicamente quell’area della città. Non è detto che questi tentativi vadano tutti a buon fine, ma certamente ci aspettiamo di non essere criticati in modo precostituito. Insomma l’area è come un grande puzzle che vogliamo ricostruire pezzo dopo pezzo”.

Tuttavia – ha concluso il sindaco – ciò non sarà possibile senza il supporto di tutti, proprietari, residenti, operatori: “a loro dico: crediamo nel progetto e lavoriamoci insieme perché sono certo che riusciremo a vincere questa sfida grazie ad una visione complessiva condivisa”.

Le facoltà concesse dal protocollo sono state illustrate, a margine dell’incontro, dall’assessore Wagué. Quest’ultimo ha spiegato che gli amministratori di condominio potranno segnalare al Comune tutte le situazioni anomale che verranno rilevate all’interno degli immobili, con particolare riguardo ai cosiddetti affitti in nero. Ciò in conseguenza della cosiddetta “anagrafe condominiale”, prevista ex novo da una legge del 2013, che consente agli amministratori di verificare a quale titolo le persone siano presenti nelle singole unità immobiliari.

In sostanza si va concretizzando un monitoraggio continuo ed una condivisione costante dei dati che faciliterà alle parti lo svolgimento delle rispettive attività.

Protocollo d’intesa

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