Piano umbria semplice, Andrea Smacchi (relatore Pd), sburocratizza il sistema

ha 5 linee strategiche di intervento efficaci

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Andrea Smacchi (Pd relatore), piano umbria semplice sburocratizza il sistema

Il secondo piano di semplificazione è ambizioso e dalla sua attuazione concreta potrebbe derivare un cambiamento di atteggiamento dei cittadini rispetto alla pubblica amministrazione, ancora oggi vista come ostacolo anziché come servizio a tutela e a garanzia di legittimi diritti. Dobbiamo ripartire da CONCRETEZZA, VELOCITÀ E SPIRITO DI SERVIZIO per riacquistare credibilità e autorevolezza. Da anni la semplificazione è una richiesta costante e continua di una Pa più efficiente, meno burocratica, più moderna e snella. Il tavolo generale della semplificazione evidenzia una gestione ancora troppo verticale ed a compartimenti stagni, poco incline a condividere obiettivi ed azioni.

Il Piano triennale, denominato ‘Umbria semplice’ ha 5 linee strategiche di intervento:

  1. INNOVAZIONE, intesa come cambiamento radicale e culturale dell’azione della Regione che mette al centro le richieste di cittadini e imprese, garantendo una sistematica e diffusa realizzazione di procedure telematiche semplificate e facilmente accessibili esclusivamente on-line, ma anche azioni infrastrutturali come l’implementazione della banda larga;
  2. TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE, perché avere accesso alle informazioni delle pubbliche amministrazioni rappresenta un diritto fondamentale di tutti i cittadini;
  3. ALLEGGERIRE I CITTADINI, restituendo loro il tempo sottratto per oneri ed adempimenti burocratici con il fine di aumentare la qualità della vita e di conseguenza migliorando il rapporto di fiducia nella Pa;
  4. MENO COSTI per la Pa, che riduca l’eccessivo carico burocratico, evitando l’introduzione di nuovi oneri non necessari nell’erogazione dei servizi;
  5. SBLOCCARE LE IMPRESE, superando quella serie di ostacoli legislativi, amministrativi ed organizzativi che rallentano, complicano o bloccano lo svolgimento ordinario delle attività. Si interverrà sulla semplificazione e sulla digitalizzazione delle procedure per l’erogazione di finanziamenti comunitari e sulla semplificazione ed il coordinamento dei controlli sulle imprese.

La Regione Umbria dovrà RIACQUISTARE IL RUOLO DI SERVIZIO recuperando il rapporto di fiducia con la collettività con l’impegno per la realizzazione di un SISTEMA REGIONALE SEMPLICE. Gli stakeholders che ci hanno chiesto più ascolto, trasparenza, cooperazione, risultati tangibili, un sistema di regole chiare e coerenti, tempi certi e meno costi. Già nel corso del 2016 verranno attivate alcune AZIONI che riguarderanno: la SEMPLIFICAZIONE DEI PROCEDIMENTI AMBIENTALI a carico delle imprese con particolare riferimento all’autorizzazione Unica ambientale (AUA); l’avvio del percorso di LIBERALIZZAZIONE DEI PROCEDIMENTI per l’iscrizione ad albi, registri ed elenchi; ulteriore semplificazione delle PROCEDURE DI ACCESSO/GESTIONE/RENDICONTAZIONE dei fondi e dei contributi della programmazione comunitaria 2014-2020; implementazione del COME FARE PER… da pubblicare nella home page del sito Istituzionale; attivazione del CATASTO UNICO REGIONALE DEGLI IMPIANTI TERMICI; rilascio di servizi on-line per le POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO; prenotazioni on line per tutti gli esami specialistici del SSR (con esclusione di quelli di laboratorio); avvio dispiegamento regionale sistema SPID (sistema pubblico d’identità digitale) e PagoPA (piattaforma che consente ai cittadini di pagare in forma elettronica la Pa e a questa di avere riscossioni più veloci); riprogettazione del sistema informativo regionale che consenta l’alimentazione del fascicolo del cittadino e fascicolo di impresa; definizione delle check list per la valutazione preventiva degli atti amministrativi che regolano procedure e discipline per l’eliminazione di oneri

 

1 Commento su Piano umbria semplice, Andrea Smacchi (relatore Pd), sburocratizza il sistema

  1. La “burocrazia” nasce dalla necessità, da parte dell’ente pubblico, di controllare che le disposizioni di legge siano rispettate.
    A mio avviso, non bisogna snellire i procedimenti di controllo dell’Enete pubblico, anzi bisognerebbe aumentarli, che bisogna snellire sono le regole e le procedure astruse imposte da alcune legge che chiedono inutili certificati e documenti che a loro volta richiedono domande e quindi attese.
    Si pongano a carico del richiedente delle dichiarazioni asseverate e se ne controllino il 50%.
    La macchina camminerebbe più spedita e chi dichiarasse il falso pagherebbe!

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