PERUGIA, UNIVERSITÀ STRANIERI, BOLDRINI PRESENTE ALL’INAUGURAZIONE

inaugurazione_anno_accademico_unistra-boldrini (1)PERUGIA – Oggi inaugurazione anno accademico dell’Università per Stranieri. L’inaugurazione è stata l’occasione per fare il punto sull’Ateneo ma anche sul capoluogo. Da qui il rilancio dell’idea del Collegio universitario da parte del rettore Giovanni Paciullo subito raccolta dal sindaco Wladimiro Boccali.
In una Aula magna colma e attenta – non solo le autorità istituzionali ma anche una folta rappresentanza del mondo imprenditoriale umbro – la presidente della Camera Laura Boldrini ha parlato della Stranieri “come del luogo in cui la sfida del pluralismo culturale si gioca ogni giorno con coraggio e determinazione. E’ in queste aule che si gioca la vera sfida della globalizzazione e del rispetto dei diritti di accoglienza”.

“La vostra Università – ha esordito Laura Boldrini – ha un ruolo speciale fra tutte le istituzioni di alta formazione italiana. Nacque da una intuizione felice ed estremamente anticipatrice: ottantotto anni fa era una idea da visionari. Fu un atto di coraggio e lungimiranza, una scommessa sulla nostra lingua e sulla cultura. Per questa impostazione è una università che sento vicina. Qui il mondo è davvero tutto riunito, Palazzo Gallenga è veramente la Oxford italiana, coe diceva Montanelli. È una idea di mondo che vorrei si moltiplicasse”.

Poi la presidente della Camera si è rivolta agli studenti parlando del valore degli anni passati in Italia, che, dice, lasceranno un segno indelebile: “A Perugia si diviene cittadini del mondo”. “Il nostro sistema universitario – ha proseguito – deve fare uno sforzo nell’offerta linguistica, il multilinguismo è l’orizzonte della contemporaneità. La conoscenza dell’inglese non è una minaccia del pluralismo linguistico,ma un’opportunità. Il prezioso valore del pluralità culturale dove essere però diffuso a tutti i livelli di formazione, dall’asilo, fin da bambini. È un compito da affrontare con determinazione per dare un futuro ai valori sui quali si basa la nostra democrazia e anche per essere competitivi nel mondo”.

La presidente ha parlato dell’offerta formativa della Stranieri come di un servizio per tutto il Paese e in particolare per Perugia. “E lo dico da studente marchigiana che aveva il mito di Perugia, negli anni Settanta e Ottanta”. ” Io ho deciso di viaggiare per il mondo per conoscere altre culture, mentre qui il crocevia di culture era realtà”. Ha proseguito Laura Boldrini: “La grande novità è che oggi il mondo ce l’abbiamo in casa, quale grettezza sta nella testa di chi vede i fenomeni migratori come un’invasione. Noi siamo più italiani quando ci confrontiamo con gli altri”. “Gli emigrati sono l’avanguardia umana della globalizzazione, di uno stile di vita che presto sarà molto diffuso. Noi da loro dobbiamo guardare, nel futuro le persone saranno sempre meno legate al loro fazzoletto di terra”.

“La Stranieri a Perugia rappresenta un traino per lo sviluppo del territorio”. E ha concluso: la lingua è molto di più di un mero mezzo di comunicazione, le parole esprimono la nostra identità e ci qualificano. Una sola parola può anche umiliare e uccidere e proprio per questo invito a dire no alla violenza verbale. Non rinunciate a indignarvi, ma non venite mai meno a vedere le ragioni dell’altro e all’etica. Solo questo può salvare la società dall’imbarbarimento”.

“La grande bellezza di essere precari”. Diversi striscioni che, come questo, hanno preso in prestito il titolo del film vincitore dell’Oscar sono stati
appesi fuori da palazzo Gallenga, sede dell’Universita’ per stranieri di Perugia, dove oggi la presidente della Camera Laura Boldrini inaugura l’anno accademico. A protestare, appunto, i precari, gli studenti universitari ma anche il cosiddetti Forconi, che hanno esposto uno striscione con disegnata una ghigliottina e la la scritta: “E’ questa la vostra democrazia Boldrini?”. Tutte le proteste si sono mantenute, comunque, in toni civili e sono state tenute lontane dall’ingresso dell’ateneo dalle forze dell’ordine.

DATI UNISTRAPG

Il discorso del rettore

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