Perugia, prima commissione, presentato bilancio di previsione ed emendamenti

Sessione europea 2016, prima commissione approva risoluzione
Palazzo Cesaroni
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PERUGIA – La Prima Commissione dell’Assemblea legislativa ha ripreso l’esame degli atti che compongono la manovra di bilancio regionale per il 2014. Dopo l’illustrazione della legge finanziaria e del collegato (http://goo.gl/N0rPIj [1]), oggi è stata la volta del bilancio di previsione, i cui contorni sono stati delineati dall’assessore alla Programmazione ed organizzazione delle risorse finanziarie. In seguito i consiglieri regionali hanno presentato gli emendamenti alla manovra predisposti dai gruppi in materia di cave, turismo, rifiuti e commercio equo. La discussione finale dei tre atti e degli emendamenti e il relativo voto avverranno nella seduta convocata per lunedì 31 marzo.

LA MANOVRA Le linee fondamentali della manovra, è stato spiegato, sono quelle delineate dal Documento annuale di programmazione (Dap) e dalla risoluzione approvata dall’Assemblea in merito all’emergenza casa, alla non autosufficienza e alla riduzione dell’Irap per le cooperative. Previsti vari interventi per l’esenzione del bollo alle auto ibride, la riduzione dell’aliquota Irap delle cooperative sociali, i fondi per la ricostruzione e la sicurezza stradale, l’interpretazione delle norme sui piani regolatori comunali, lo slittamento dei termini per la redazione dei testi unici e di termini e obiettivi della raccolta differenziata, l’eliminazione della procedura di sospensione dell’attività estrattiva in caso di mancato pagamento del tributo.

Il BILANCIO Le risorse disponibili per il 2014 ammontano a 2 miliardi 569 milioni di euro, al netto delle partite di giro e delle operazioni straordinarie. Oltre alle spese per il personale e per il funzionamento dell’ente (ridotte complessivamente di 14 milioni di euro) le principali voci del bilancio sono la protezione socio-sanitaria (1miliardo 752milioni), economia – industria – turismo – cultura – commercio (170milioni 567mila euro), viabilità – trasporti – infrastrutture (167milioni 191mila euro), edilizia – opere pubbliche – ambiente (89 milioni 291 mila), relazioni istituzionali (24 milioni 168 mila). Tutto questo, ha evidenziato l’esponente della Giunta, in un contesto di tagli e riduzione dei trasferimenti alle Regioni, che hanno contribuito per il 38 percento alla spending review. Le risorse proprie della Regione Umbria, praticamente le uniche realmente disponibili, hanno risentito del calo degli introiti legati al bollo automobilistico, ai canone di sfruttamento delle acque minerali e delle cave, settori che hanno risentito della crisi. Dal prossimo anno il bilancio verrà articolato diversamente, partendo da zero e non dalla spesa storica e assegnando i fondi ai vari capitoli sulla base della effettiva necessità e e capacità di spesa. Per le proprie politiche settoriali la Regione dispone di circa 32 milioni di euro, destinati in gran parte al sociale, all’istruzione, ad ulteriori interventi di assistenza sanitaria, alle infrastrutture, alla cultura e ai danni causati dalla fauna selvatica agli agricoltori e agli automobilisti. Sono state ridotte sensibilmente le spese per l’affitto delle sedi e delle auto di servizio per gli assessori, che ora hanno a disposizione quelle del vecchio autoparco di proprietà regionale, parte delle quali, ormai dismesse, verranno messe all’asta.

EMENDAMENTI A FINANZIARIA E COLLEGATO La Giunta di Palazzo Donini ha presentato proposte di modifica relative al fondo per la non autosufficienza (da assegnare in parte ai Comuni per sostenere la domiciliarità), all’attività del centro estero, alla procedura di elezione della consulta per il commercio equo, all’integrazione dei fondi per gli ammortizzatori sociali in deroga, ai fondi per i Comuni relativamente alla gestione dei poteri sostitutivi legati alle pratiche della ricostruzione. Previsto uno stanziamento per la pesca professionale, per il cofinanziamento della cooperazione internazionale, per il riordino dell’Ict regionale, per lo sportello dei consumatori, per i centri storici, per la convenzione con il Corpo forestale dello Stato. E ancora, riequilibrio dei fondi per le manifestazioni storiche, fondi per l’organismo esterno di valutazione e per il recepimento delle previsioni della “legge di stabilità” in merito al superamento del precariato. Raffaele Nevi (capogruppo di Forza Italia), ha presentato un emendamento affinché il contributo ambientale dovuto dalle aziende del settore estrattivo sia ridotto ai livelli del 2007, mediamente il 35 per cento in meno rispetto a quello che si paga attualmente. Una misura che in termini di mancati introiti ha un costo di circa 350mila euro.

Oliviero Dottorini (capogruppo Idv) ha presentato proposte di modifica relative a: cave, con la soppressione di un articolo del collegato che elimina la procedura di sospensione dell’attività in caso di mancato pagamento del tributo ambientale; turismo, con l’estensione da 24 a 48 ore del limite temporale per viaggi e gite che gruppi e associazioni devono rispettare prima di dover obbligatoriamente rivolgersi ad una agenzia di viaggio; rifiuti, con la cancellazione della sanatoria per i Comuni che non hanno raggiunto i previsti obiettivi nella raccolta differenziata (o in subordine la riduzione del 50 per cento delle sanzioni con un loro raddoppio per le Amministrazioni che mancheranno gli obiettivi al 2015); commercio equo, con il mantenimento del finanziamento previsto per la relativa legge regionale.

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