Perugia, presentato il progetto di recupero di San Francesco al Prato

presentazione(umbriajournal.com) PERUGIA – Mentre sta per cominciare l’ edizione che festeggia  40 anni di Umbria Jazz, ecco come sarà il nuovo auditorium della città, una volta ultimati il recupero e la ristrutturazione di una delle più storiche e belle chiese perugine. Il progetto di San Francesco al prato è stato illustrato oggi nella Sala dei Notari. Alla manifestazione, che  faceva parte delle  celebrazioni del 20 Giugno, hanno partecipato  il sindaco Boccali e la presidente Marini.
Al tavolo della presidenza anche il direttore regionale per i beni culturali Scoppola, gli assessori ai beni culturali Bracco (Regione) e Tarantini (Comune), il vice presidente della Fondazione CdR di Perugia De Pretis, il direttore artistico della Fondazione PerugiAssisi 2019 Colasanti. Approfondimenti tecnici dell’ Ing. Piergiorgio Monaldi (Comune di Perugia), dell’ Arch. Giovanna Signorini (Studio Signorini), della Prof.ssa Cinzia Buratti (Università di Perugia, Facoltà di Ingegneria)
Si è parlato delle soluzioni architettoniche e funzionali, dello stato dei lavori e dei finanziamenti, dell’importanza di questo grandioso monumento nella storia della città e di quella che potrà avere nello sviluppo culturale di Perugia, una delle capitali della musica, non solo a livello nazionale.

 

presentazione 1IL SINDACO BOCCALI: “San Francesco al prato è una delle operazioni sui beni culturali più importanti degli ultimi decenni. Significa molte cose: recuperare uno degli edifici maggiormente legati alla storia di Perugia; dotare la città di un vero auditorium, di cui un ambiente musicale vivace ha un grande bisogno, ed è significativo che questa manifestazione si svolga alla vigilia dell’ apertura di Umbria Jazz; completare la valorizzazione di Via dei Priori, considerando anche il restauro del complesso degli Sciri, in corso, e quello dell’ Accademia di belle arti, di cui qualche tempo fa ha riaperto il Museo. Sarà un magnifico auditorium, e certamente bisogna rivolgere un pensiero a Bruno Signorini, che ho avuto la fortuna di incontrare proprio per via di San Francesco al prato, ed un ringraziamento al suo studio che ha continuato il suo lavoro.
Più in generale, un altro tassello della “controffensiva” del centro storico che ripensa se stesso in proiezione futura. Qualche giorno fa abbiamo presentato gli Arconi, sede della prossima biblioteca pubblica; oggi con San Francesco al prato, si pensa alla musica. In entrambi i casi è importante il supporto della Regione e della Fondazione Cassa di Risparmio”.

 

presentazione 2LA PRESIDENTE MARINI: ““Il recupero architettonico e funzionale di San Francesco al Prato rappresenta un tassello importante nel  percorso di valorizzazione delle emergenze storico artistiche non solo per la città di  Perugia, ma  per l’intera Umbria
La realizzazione dell’Auditorium permetterà di restituire questo Bene straordinario al godimento  pubblico,  preservandone la bellezza strutturale e architettonica nel pieno rispetto   armonico del sito in cui è ubicato. Con un recupero reso ancora più significativo dalla qualità del progetto architettonico per la sua rifunzionalizzazione, a cui ha lavorato il professore Bruno Signorini e poi il suo Studio. Un progetto che mette a valore le peculiarità del monumento, rendendole parte costitutiva  di un qualificato rilancio culturale e turistico funzionale anche allo stesso  centro storico cittadino. E’ per questi motivi che come Regione Umbria abbiamo impegnato risorse consistenti, per circa 2 milioni e mezzo di euro,  a sostegno degli interventi di messa in sicurezza, recupero e valorizzazione di  San Francesco al Prato. Convinti che la rivitalizzazione  di questo complesso non possa che accrescere la capacità attrattiva di Perugia e dell’Umbria intera, proprio partendo dalle sue eccellenze”.

 
San Francesco al prato piantinaLO STATO DEI LAVORI ED I FINANZIAMENTI
Realizzati il consolidamento murario ed il relativo restauro, le coperture estese anche alla parte absidale, e la grande vetrata strutturale che cinge letteralmente l’intera abside lasciando intatta l’ architettura ruderizzata, per San Francesco al prato si passa alla fase conclusiva: le opere tecnologiche (illuminazione, riscaldamento-condizionamento, gli impianti idrico-sanitari), quelle murarie di finitura interna, i pavimenti lignei, gli infissi, i dispositivi di correzione acustica, le attrezzature e gli arredi.
Il costo complessivo, per completare i lavori, è  stimato in 5 milioni, suddivisi in due distinti stralci funzionali: il primo stralcio vale 3 milioni 150 mila Euro (si conta di dare il via al cantiere all’ inizio del 2014),  ed il secondo, un milione 850 mila Euro.
Il primo stralcio riguarderà le centrali tecnologici, l’impiantistica. Il secondo, le opere di finitura interna, la correzione acustica  e gli arredi.
Al finanziamento del primo stralcio  concorrono diversi soggetti: la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, la Direzione regionale per i beni culturali, la Regione attraverso i Fondi FAS, per un totale di 2 milioni 500 mila Euro, a cui vanno aggiunti ulteriori 650 mila Euro come seconda tranche di finanziamento della Fondazione CdR.
Per il secondo stralcio sono disponibili 650 mila Euro della stessa Fondazione.

 

San Francesco al prato progettoSAN FRANCESCO AL PRATO
Il complesso di S. Francesco al Prato, di cui fa parte anche l’Oratorio di S. Bernardino, sorge nell’area chiamata “campo d’orto”, nel rione di Porta S. Susanna. Il luogo, come dice il nome, era dedicato all’agricoltura e, nelle parti scoscese, alla sepoltura.
La costruzione della chiesa risale alla metà del XIII secolo. San Francesco al prato è stato il secondo insediamento dell’Ordine dei Minori, qui trasferiti intorno al 1256 dal convento di Pastina in porta S. Angelo (S Francesco delle Donne) per essere più vicini alla città e compiere più agevolmente opere sociali in favore della povera “gens nova” inurbata nel borgo di Porta. S. Susanna. La struttura è stata anche sede dal XIV secolo di un importante “Studium Generale” dell’Ordine.
San Francesco al Prato ha pianta a croce latina, con un’unica navata, e come tutte le chiese francescane riprende il modulo della Basilica di Assisi. E’ suddivisa in tre campate, originariamente con volte a crociera ad ogiva in laterizio, poggianti su pilastri con capitelli a cono rovesciato. Eleganti bifore si aprono sulle pareti laterali che si replicavano anche nell’abside pentagonale andata distrutta. La facciata policroma fu ricostruita e completata nel XX secolo come era in origine. E’ delimitata da due contrafforti laterali di stile romanico. Il campanile originario posto sul lato sinistro, era di forme cilindriche con torre campanaria poligonale con cuspide.
L’interno della navata era ricoperto di affreschi (XIII-XIV) come la chiesa-madre di Assisi, e lo confermano anche le tracce di colore segnalate negli anni venti del 1900.
Più volte la chiesa nel corso dei secoli ha avuto problemi di staticità, e ripetutamente si sono succeduti interventi di consolidazione, ristrutturazioni e drenaggio del sottosuolo. I problemi  risalgono sia a movimenti franosi della zona, ricca  di falde acquifere, sia a terremoti

 

I PROGETTI DI RECUPERO
Nel 1982 l’architetto Bruno Signorini presentò il primo progetto per il nuovo auditorium della città che prevedeva la copertura vetrata dell’abside con il mantenimento della scenografia naturale data dal cielo nella stanza absidale. Gli eventi sismici del 1997 hanno inferto nuovi danni a tutto il complesso e l’hanno reso in parte inagibile. Nel 2001 sono ripresi i lavori . La vetrata che secondo il progetto originario doveva coprire le parti a cielo aperto è stata realizzata solo nel catino absidale, mentre la copertura dell’abside e del transetto è stata completata con strutture metalliche. La capienza massima, nella configurazione più allargata, è di oltre 600 posti.
Le scelte progettuali sono caratterizzate dall’uso di strutture mobili necessarie per gli eventi musicali (luci, pannellature acustiche) che invece “spariscono” completamente nel soffitto lasciando del tutto integra la struttura architettonica di San Francesco al prato. In sostanza, un auditorium soltanto in occasione dei concerti, un monumento  per il resto del tempo.

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