PERUGIA, LUDOPATIA, PROPOSTA DI LEGGE PER CONTRASTARE DIPENDENZE

Ludopatia
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(umbriajournal.com) PERUGIA – A fronte del dilagare della ludopatia come immediata e più evidente conseguenza della eccessiva disponibilità di gioco, anche in ambito regionale risultano necessari interventi rivolti alla promozione dell’accesso consapevole, responsabile e misurato al gioco lecito, a prevenire e contrastare le dipendenze patologiche e ad assicurare la condivisione dei costi sociali con gli esercenti delle sale gioco e dei locali dove le apparecchiature sono istallate.

Parte da questi presupposti la proposta di legge presentata dai consiglieri regionali Franco Zaffini (primo firmatario), Alfredo De Sio, Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d’Italia), Massimo Mantovani, Massimo Monni, Maria Rosi (Nuovo Centrodestra), che mira a contrastare la “malattia sociale” della ludopatia promuovendo invece un approccio consapevole al gioco. L’intervento legislativo affronta la problematica del “gioco compulsivo, che sta diventando una malattia sociale anche in Umbria: secondo un’indagine condotta dal Gruppo Abele Auser nazionale la regione presenta una spesa media pro-capite per le puntate ai giochi popolari (1300 euro nel 2013) superiore alla media nazionale.

Inoltre più del 50 per cento della popolazione anziana gioca quasi regolarmente, mentre il 16 per cento viene ricompreso nell’area a rischio patologico, ovvero oltre 30 mila over 65 giocano in maniera preoccupante”. Una situazione che “impone una serie di interventi finalizzati a promuovere l’accesso consapevole, responsabile e misurato al gioco lecito, a prevenire e contrastare le dipendenze patologiche da gioco, nonché ad assicurare la condivisione dei relativi costi sociali con gli esercenti di sale gioco e di locali in cui sono istallati apparecchi da gioco”.

Tra le misure ipotizzate ci sono: la redazione di un “Piano d’azione per il contrasto alle dipendenze” da parte dell’Esecutivo di Palazzo Donini; la creazione di un marchio regionale ‘No Slot’, rilasciato dai Comuni agli esercenti che scelgono di non installare apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito; il divieto di collocare gli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito entro cinquecento metri da istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture sanitarie, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile; il divieto di pubblicità e promozione dei giochi con vincite in denaro; l’attivazione di misure per bloccare l’accesso dei minori ai giochi; la presa in carico, la cura e il reinserimento sociale della persona affetta da gioco d’azzardo patologico da parte dei dipartimenti dipendenze e i servizi multidisciplinari integrati in raccordo con i consultori familiari.

Inoltre la Regione, nella concessione di finanziamenti, benefici e vantaggi economici, considererà un titolo di preferenza l’assenza di apparecchi da gioco d’azzardo lecito all’interno degli esercizi autorizzati alla pratica del gioco. Mentre per tutto il 2015 gli esercizi nei quali risultino installati apparecchi da gioco saranno soggetti ad una aliquota Irap aumentata dello 0,92 per cento.

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