PERUGIA, CASA, VINTI “DELUDENTE INCONTRO MINISTRO LUPI E MOVIMENTO DIRITTO CASA”

Assessore Stefano Vinti
Assessore Stefano Vinti
Assessore Stefano Vinti

(umbriajournal.com) PERUGIA – “Dopo il nulla di fatto, prevedibile, nell’incontro di ieri tra i rappresentanti del movimento per il diritto alla casa e il ministro Lupi, l’Anci a partire da domani, si faccia sentire ed esca dalla subordinazione alle politiche di austerità del Governo Letta –Alfano”. Lo afferma l’assessore regionale alle politiche abitative, Stefano Vinti, evidenziando che “il risultato dell’incontro di ieri al Ministero delle Infrastrutture è stato assolutamente deludente”.

“Le richieste dei movimenti sono state nette e chiare e cioè, moratoria degli sfratti e piano nazionale per l’edilizia residenziale pubblica, – afferma l’assessore – ma da parte del ministro, non c’è stata nessuna apertura, se non una presa d’atto delle richieste poste sul tavolo. Una conclusione annunciata, ma il problema dell’emergenza abitativa resta”. “In Italia occorrono 700 mila alloggi popolari – continua Vinti – , tante sono le famiglie che ne hanno diritto, mentre la fascia del disagio abitativo riguarda almeno 4 o 5 milioni di cittadini.

Sono 20 anni che si è dismessa una reale ed incisiva politica nazionale per il diritto alla casa, lasciando alle ‘magnifiche sorti progressive’ del mercato la soluzione di un diritto fondamentale, questione che ovviamente il ‘mercato’ non si pone, ed infatti ha lasciato, che nel tempo, si aggravasse. La cultura dominante – prosegue – ha risposto al bisogno di soddisfacimento del diritto alla casa, con una nuova architettura di ingegneria finanziaria: housing sociale, project financing e altri nomi esotici, per puntare, in realtà, alle risorse della Cassa Depositi e Prestiti e dividersi la torta dei finanziamenti pubblici, facendo scomparire i bisogni sociali reali.

Una fase che oggi va chiusa, essendo fallita clamorosamente”. “Per rispondere ai bisogni di milioni di cittadini occorre, invece, utilizzare l’immenso patrimonio immobiliare pubblico, che va ristrutturato e riutilizzato, questa sì che sarebbe una ‘grande opera pubblica’ utile. Un patrimonio che andrebbe messo a disposizione delle famiglie bisognose che, massacrate dalla crisi economica, non hanno le risorse per accedere al libero mercato della locazione”.

“A Firenze, da domani fino al 26 ottobre, l’Anci nazionale si confronta sul rapporto Stato-Comuni in merito alle risorse e alle emergenze sociali, nuove e vecchie, a cui occorre dare risposte. Anche i Comuni dell’Umbria sanno che l’emergenza abitativa ormai non è più una questione che riguarda altri, ma investe i nostri territori e le nostre città in maniera sempre più pesante”. Per l’assessore Vinti bisogna dire “basta con le politiche d’austerità causa di povertà sempre più estesa e, al contrario, rilanciare i programmi d’investimento pubblici che incontrino e raccolgano le esigenze popolari.

E’ questo che i cittadini chiedono”: quindi, risorse per l’edilizia pubblica e non speculazione edilizia, reddito e lavoro e non precarietà e sfruttamento, valorizzazione dell’ambiente e non consumo dei territori, scuola e sanità e non F35 e sommergibili, trasporti locali e non alta velocità, utilizzo sociale e culturale del patrimonio pubblico e non alienazioni immobiliari, difesa dei beni comuni e non dismissioni della rete di protezione sociale.

“I Comuni non possono limitarsi a chiedere di emendare la legge di stabilità, riservando qualcosa alle città da usare per l’emergenza abitativa – conclude – I sindaci dovrebbero alzare la schiena, alzare la voce, rovesciare i tavoli, pretendere risorse per i loro territori, dovrebbero scuotersi e riappropriarsi della loro funzione di rappresentanti dei cittadini, uscire dalla pigra subalternità in cui si auto-relegano, smarcandosi dagli indirizzi sovraordinati dal Governo e Parlamento, e incominciare a pretendere, riappropriandosi di quell’autorevolezza costituzionale che si chiama ‘autonomia locale’. L’incontro di Firenze è l’occasione giusta per invertire la rotta, chiedendo al Governo la moratoria degli sfratti e grandi investimenti pubblici per l’edilizia sociale e popolare”.

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