PERUGIA, BANDA LARGA, VINTI, RITARDO INFRASTRUTTURE IN ITALIA

internet-freedomPERUGIA – “La presentazione del rapporto sullo stato del digitale in Italia, redatto da un gruppo di lavoro costituito dal Commissario per l’agenda digitale Francesco Caio, conferma tutte le nostre preoccupazioni sul ritardo in cui versa il paese nella domanda per le infrastrutture ed i servizi a banda larga”. Stefano Vinti, assessore regionale alle infrastrutture tecnologiche, commenta così il cosiddetto Rapporto Caio ritenendo “almeno positivo il fatto che lo stesso Presidente del Consiglio Letta ha ammesso i ritardi italiani e contemporaneamente la notizia che finalmente l’Agenzia digitale nazionale potrà essere operativa, dopo il via libera della Corte dei Conti allo statuto.

Da tutti è stato riconosciuto che in questo lavoro sarà fondamentale l’apporto delle Regioni che, insieme al Governo nazionale, dovranno lavorare per velocizzare la modernizzazione della rete digitale in Italia. Ad oggi il nostro paese, afferma Vinti, è l’unico fermo aldisotto dei 20 mpbs ed insieme alla Turchia è l’unico paese europeo ad avere un tasso di penetrazione del digitale inferiore al 50 per cento. Molto lontani insomma dagli obiettivi europei per il 2020 e soprattutto molto lontani dai diritti e dalle esigenze di cittadini ed imprese che scontano questi ritardi e che hanno difficoltà a rapportarsi con il resto del mondo e del mercato. L’Umbria è pronta a fare la propria parte, continua Vinti. Da anni la Regione Umbria è impegnata nella realizzazione di interventi di infrastrutturazione a banda larga del territorio, uno sforzo rilevante sia dal punto di vista finanziario che progettuale”.

Il processo di infrastrutturazione è attuato attraverso due azioni: la prima, nel breve periodo, tende ad eliminare ogni forma di digital divide adottando le tecnologie ritenute più idonee per una copertura quanto più estesa possibile e la seconda utile a costruire una rete regionale in fibra ottica di nuova generazione (NGAN) attraverso la realizzazione di dorsali in fibra ottica. Con la prima azione, si è ottenuta una forte riduzione del digital divide, attraverso l’esecuzione sia di una rete wireless, nella quale la presenza di dorsali di trasporto si unisce ad interventi più capillari, sia di una serie di rilegamenti in fibra ottica di centrali telefoniche esistenti, per consentire indirettamente la fornitura di un miglior servizio alle utenze collegate con quelle centrali.

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