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PERUGIA, AREE NATURALI PROTETTE REGIONALI, FIRMATO ACCORDO

Firma Accordo
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(umbriajournal.com) PERUGIA – L’Assessorato all’Agricoltura e Aree protette della Regione Umbria, rappresentato dall’assessore Fernanda Cecchini, e il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università degli studi di Perugia, rappresentato dal direttore Francesco Tei, hanno firmato stamattina a Palazzo Donini un accordo di programma inerente la predisposizione dei Piani di gestione delle sette aree naturali protette regionali.

“Una collaborazione – ha detto l’assessore Cecchini – che aggiunge valore al lavoro portato avanti dalle istituzioni per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile delle aree naturali protette. Una vera ricchezza per l’Umbria, dove ci sono oltre cento siti di interesse comunitario, sette parchi regionali e uno nazionale, ciascuno con le proprie peculiarità e possibilità di fruizione”.

L’accordo riguarda il completamento e l’aggiornamento dei Piani di gestione dei Parchi regionali del Monte Cucco, del fiume Nera, del fiume Tevere, di Colfiorito, del Monte Subasio, del lago Trasimeno e dello Stina (Sistema territoriale di interesse naturalistico e ambientale) del Monte Peglia-Selva di Meana. “Il Piano di gestione – ha rilevato l’assessore – rappresenta uno strumento di pianificazione fondamentale per dare una risposta alle esigenze delle comunità locali, attraverso una programmazione attenta, basata su una valutazione socioeconomica che guardi insieme a sviluppo e ambiente”.

La Regione Umbria, ha ricordato, è direttamente beneficiaria della Misura 323 Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale del Programma di sviluppo rurale 2007-2013, che prevede, relativamente all’Azione a), la predisposizione dei Piani di gestione delle aree naturali protette regionali. “Per la loro redazione – ha detto – abbiamo deciso di avvalerci dell’operato delle istituzioni culturali con cui già è stato attivato da tempo un rapporto di collaborazione, nell’ambito dell’Osservatorio regionale per la biodiversità.

Il Dipartimento di Scienze Agrarie, ambientali e alimentari dell’Università degli Studi di Perugia ci assisterà, pertanto, per lo studio degli aspetti socioeconomici mentre il Dipartimento di Ingegneria civile edile-Architettura ambientale dell’Università dell’Aquila seguirà gli aspetti urbanistici”. “L’Umbria dovrà sempre più caratterizzarsi per la qualità dell’ambiente, delle sue produzioni, per la biodiversità – ha detto ancora – E in questa fase di crisi, è tanto più importante fare sistema. Per questo rafforziamo la collaborazione con le istituzioni culturali che lavorano insieme a noi per lo stesso obiettivo strategico”.

“Facciamo rete per dare nuovo impulso allo sviluppo dell’intero sistema regionale. Accanto alla pianificazione ambientale – ha aggiunto l’assessore Cecchini – abbiamo programmato e programmeremo a valere sulle risorse comunitarie anche interventi per la valorizzazione e la fruizione delle aree naturali protette”. Nel confermare la propria collaborazione, “storicamente importante”, anche a nome del Rettore dell’Università degli studi Franco Moriconi, il direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie Francesco Tei ha sottolineato l’importanza dei Piani di gestione dei Parchi “strumento non solo per la conservazione del patrimonio naturale – ha detto – ma anche per lo sviluppo dei territori, in un’ottica di sostenibilità”.

“La collaborazione tra Università e Regione ha già prodotto importanti risultati – ha detto il professor Antonio Boggia, coordinatore scientifico dell’Osservatorio per la biodiversità – L’Umbria è infatti tra le prime regioni in Europa per la gestione e la conservazione degli habitat e delle specie. I Parchi, oggetto dell’accordo siglato oggi, sono veri contenitori di habitat e specie, di biodiversità, in cui garantire allo stesso tempo salvaguardia, ma anche valorizzazione e fruizione”.

“La sfida che abbiamo davanti – ha detto a sua volta il dirigente del Servizio regionale Sistemi naturalistici Paolo Papa – è quello di dotare i Parchi umbri, istituiti nel 1991, di un Piano di gestione adeguato. Si procederà a una rivisitazione del sistema dei parchi non solo con gli studi e la valutazioni socioeconomiche, ma anche con interventi sul territorio quali la realizzazione di piste ciclabili e il miglioramento della sentieristica, affinché anche i Parchi garantiscano lavoro e sviluppo”. L’accordo con il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali si esplicherà attraverso uno specifico programma di lavoro condiviso.

Il Dipartimento sarà coinvolto relativamente agli aspetti socio-economici dei Piani di gestione delle Aree Naturali Protette regionali e per la progettazione del processo partecipativo legato alla Valutazione Ambientale Strategica (Vas). Gli obiettivi principali del Piano di Sviluppo Socio-economico saranno quelli di avviare concrete politiche di sostenibilità ambientale attraverso la cooperazione fra le comunità locali per l’introduzione di fonti energetiche alternative, la riduzione dei carichi inquinanti incoraggiando lo sviluppo di produzioni, tecnologie e stili di vita (modelli abitativi e di consumo) adeguati.

Inoltre, ci si propone di valorizzare le risorse naturalistiche ambientali e paesaggistiche sia per quanto riguarda il restauro paesaggistico e forestale sia per il miglioramento dei siti naturali, introducendo infrastrutture leggere per la fruizione turistica e l’educazione ambientale, insieme a nuove forme di gestione del patrimonio naturale. Per il secondo aspetto, legato alla Valutazione Ambientale Strategica, la procedura è parte integrante dell’iter di pianificazione e programmazione di tutti quegli strumenti che possono avere qualche tipo di impatto sull’ambiente.

È un processo di valutazione che accompagna la pianificazione e la programmazione in modo da valutare ex ante eventuali interazioni negative, coinvolgendo attivamente e in modo integrato sia l’ente pubblico proponente il piano che tutti i portatori di interesse pubblici e privati. Obiettivo finale è la costruzione di un vero e proprio strumento di aiuto alle decisioni, in grado di rafforzare le istituzioni ed indirizzarle verso il percorso della sostenibilità. L’Osservatorio regionale per la biodiversità metterà a disposizione le banche dati esistenti e finalizzate al monitoraggio degli “habitat” previsti dalle direttive comunitarie di settore.

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