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PERUGIA, ADISU-SAN BEVIGNATE, DOTTORINI (IDV), EVITARE UN NUOVO SCEMPIO

Oliviero Dottorini
Oliviero Dottorini
Oliviero Dottorini
PERUGIA – “La costruzione di una residenza universitaria in prossimità del Cimitero monumentale di Perugia ed a ridosso della trecentesca chiesa di San Bevignate è uno schiaffo all’ambiente, al buon senso e ad un complesso monumentale di eccezionale importanza a livello internazionale”.

Con queste parole Oliviero Dottorini (capogruppo Italia dei valori), annuncia di aver presentato un’interrogazione urgente alla Giunta regionale per sapere se la Regione Umbria ha co-finanziato il progetto relativo alla realizzazione da parte di Adisu di una residenza per studenti universitari a Perugia, in Via Enrico dal Pozzo, e se non intende “intervenire, anche a seguito della contrarietà dei cittadini, per far sospendere l’esecuzione dei lavori e valutare la possibilità di individuare soluzioni alternative”. “Perugia non ha certo bisogno di un’altra colata di cemento – sottolinea Dottorini che nella nota fa riferimento alla sua carica di presidente di ‘Umbria Migliore’ -. Per giunta appare assolutamente fuori luogo e fuori contesto la realizzazione di un nuovo edificio quando nella zona in questione già sono presenti svariati immobili di proprietà dell’Università e di altri enti pubblici che potrebbero essere recuperati come residenze per studenti.

Anche nel vicino complesso ‘Nuova Monteluce’, i cui lavori sono in corso d’opera, sono previsti alloggi per studenti. La scelta di realizzare questo nuovo edificio è aggravata dal fatto che San Bevignate è una delle più importanti chiese templari d’Europa, ospita affreschi di notevole interesse e la sua particolarità è quella di essere posta in un’area rimasta incontaminata e cirondata dal verde che ne amplifica la bellezza e l’interesse”. “L’amministrazione comunale di Perugia, l’Adisu e la Regione Umbria – rimarca Dottorini – farebbero bene ad ascoltare i cittadini che stanno manifestando un sentimento di netto rifiuto rispetto a questa ulteriore opera altamente impattante. È necessario – conclude Dottorini – che la Regione, che risulta tra l’altro tra i cofinanziatori del progetto, si attivi per trovare modalità di sospensione dei lavori, in modo da poter valutare con maggiore attenzione se esistono soluzioni e siti alternativi. Sarebbe sicuramente un bel segnale per una città che si candida ad essere capitale europea della cultura”.

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