Pensioni, novità per i dipendenti pubblici. Oggi seminario a Villa Umbra

Villa Umbra
Relatore della giornata formativa a Villa Umbra l'esperto Rodolfo Affaticati

Pensioni, novità per i dipendenti pubblici. Oggi seminario a Villa Umbra
PERUGIA – “Il punto di partenza per inquadrare la materia pensionistica nel pubblico impiego è la Legge Fornero, legge abbastanza rigida. Tale norma è stata penalizzante in termini di innalzamento dell’età pensionistica per il settore pubblico, in particolare per il personale femminile. Ha inoltre previsto la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro da parte dell’Amministrazione che può licenziare a certe condizioni, al compimento dei cosiddetti limiti ordinamentali, ossia al compimento dei 65 anni d’età del dipendente”.

Con queste parole Rodolfo Affaticati, esperto in materia contributiva, previdenziale e pensionistica nel settore pubblico, ha aperto stamani, 11 settembre, la giornata di formazione intitolata “Le novità in materia di pensioni per i dipendenti della Pubblica Amministrazione” presso Villa Umbra, sede della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.

Pensioni, novità per la PA

Al centro del seminario la Legge di Bilancio per il 2017, legge 11 dicembre 2016 numero 232, che contiene misure a favore del sistema previdenziale pubblico ed introduce elementi di flessibilità all’impianto pensionistico definito dalla riforma Fornero.

Pensioni e Legge di Bilancio

“Quest’anno, la Legge di Bilancio – ha affermato il docente Affaticati – ha introdotto correttivi alla Legge Fornero, in particolare l’Anticipo pensionistico sociale e l’Anticipo finanziario a garanzia pensionistica volontario. L’Ape sociale è destinata esclusivamente ad alcune categorie di lavoratori ed il costo è completamente a carico dello Stato. L’Ape volontaria, invece, non è un trattamento pensionistico, bensì una rendita che prevede un prestito che si instaura dal godimento del nuovo requisito alla maturazione dei requisiti pensionistici e che il lavoratore dovrà restituire in 20 anni. Il prestito è coperto da assicurazione in caso di premorienza del beneficiario con ulteriori costi per il beneficiario. Di recente, il Presidente del Consiglio ha firmato il decreto ma non sono state ancora stipulate le convenzioni con gli istituti di credito”.

Dal calcolo della pensione al trattamento di fine servizio

Tra gli altri temi approfonditi nel corso del seminario, previsto dalle ore 9 alle 17, anche i sistemi di calcolo della pensione e le relative modifiche, il cumulo dei periodi assicurativi e le modalità di trattamento previste per i lavoratori che hanno carriere discontinue. Il tema del trattamento di fine servizio ha poi completato il quadro normativo in discussione, con l’obiettivo di fornire  conoscenze e strumenti utili ad un approccio operativo a questa complessa materia.

“L’elemento positivo introdotto dalla Legge di Bilancio – ha concluso Affaticati – riguarda il nuovo cumulo dei contributi che permetterà di riunificare tutte le posizioni assicurative a costo zero e che permetterà ai lavoratori di accedere alla pensione anticipata o di vecchiaia senza sopportare i costi di una ricongiunzione”.

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3 Commenti

  1. Buonasera, possibile che non si parli mai dei dipendenti della scuola? È l’unica categoria di lavoratori che può andare in pensione solo il primo settembre di ogni anno. Sarà l’unica categoria, per questo, a non poter usufruire dei benefici dell’APE social prima di settembre del 2018, pur avendo i requisiti all’1/5/2017. Fate qualcosa!!! Grazie.

  2. Visto che l’Ape volontaria ha un costo abbastanza oneroso per coloro che potrebbero beneficiarne, non sarebbe stato più vantaggioso restituire il TFR sottoforma di pensione per gli anni mancanti alla data dell’effettivo pensionamento ? senza essere costretti a pagare “questo mutuo”per 20 anni?

  3. Sono davvero disgustata se penso che chi ha lavorato e ha versato i contributi non possa usufruire dell’ape social,consentita solo ad alcune categorie:ulteriore discriminazione fra le donne!! Tutte le donne hanno diritto ad avere dei riguardi perché tutt’e chiamate a svolgere doppi lavori soprattutto quelle lavoratrici.

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