Partecipate, taglio drastico della regione che esce da decine di società

Sarà mantenuta la partecipazione in Umbria Mobilità fino alla conclusione del percorso

Partecipate, taglio drastico della regione che esce da decine di società

Partecipate, taglio drastico della regione che esce da decine di società

PERUGIA – “Un taglio drastico, che riguarderà decine di società soprattutto dove attualmente la Regione è indirettamente presente attraverso Sviluppumbria o Umbria Mobilità; l’uscita, compatibilmente con le regole delle società cooperative,  da cinque cooperative agricole e la trasformazione che porti ad una nuova soluzione organizzativa per due società, Tela Umbra e lo Stabilimento Tipografico Pliniana e che permetta di mantenere antiche attività artigianali che costituiscono indubbiamente un patrimonio storico e culturale della nostra Regione”. L’assessore regionale alle riforme, Antonio Bartolini riassume così il Piano di riassetto delle società partecipate dalla Regione previsto dalla Legge Madia ed approvato dalla Giunta regionale.

“Così come prescritto dalla Legge – ha affermato l’assessore nel corso della conferenza stampa di presentazione del Piano che si è svolta questa mattina, venerdì 6 ottobre, a Palazzo Donini ed alla quale hanno partecipato anche il direttore generale di Sviluppumbria, Mauro Agostini, il presidente di Gepafin, Salvatore Santucci, l’amministratore di Umbria Digitale, Stefano Bigaroni e l’amministratore di Villa Umbra, Alberto Naticchioni – abbiamo provveduto alla ricognizione di tutte le partecipazioni che attualmente impegnano, direttamente o indirettamente, la Regione. L’obiettivo è quello di razionalizzare il settore e dunque ottimizzare costi e ricavi a vantaggio di servizi fondamentali per i cittadini umbri.

Nei prossimi due anni – ha aggiunto Bartolini – contiamo di mettere sul mercato circa due terzi delle partecipazioni azionarie regionali ed il ricavato di queste dismissioni prevediamo di reimpiegarlo per migliorare essenzialmente due settori: quello del sistema idrico e quello dei rifiuti. Sarà un operazione complessa quella che inizia da oggi, ma sicuramente porterà dei benefici all’economia regionale ed ai servizi dedicati ai cittadini”. Per quello che riguarda le partecipazioni dirette – come illustrato dalla dirigente regionale alle società partecipate, Marina Balsamo – la Regione manterrà quelle in Umbria Digitale, Sviluppumbria, Consorzio 3A-Parco tecnologico agroalimentare e Gepafin.

Sarà mantenuta la partecipazione anche in Umbria Mobilità fino alla conclusione del percorso che porterà questa società a diventare l’Agenzia regionale unica per la Mobilità “ed a quel momento – ha aggiunto l’assessore Bartolini – valuteremo se mantenere la partecipazione regionale in questo nuovo organismo che non sarà più di gestione dei trasporti e ma di programmazione dei servizi”.

Continuerà invece il percorso di dismissione per cinque società cooperative agricole (Gruppo Grifo Agroalimentare, Gruppo Agricooper, Gruppo Cooperative agricole di Trevi, Molini Popolari Riuniti di Ellera-Umbertide e Unione Lavoratori Agricoli-ULA. “Qui la Regione – ha sottolineato l’assessore – era subentrata dopo la soppressione dell’Ente di Sviluppo Agricolo ed il percorso è già previsto in precedenti piani di razionalizzazione visto che la partecipazione regionale è stata già valutata come non necessaria al perseguimento delle finalità istituzionali. Anche in questo caso ovviamente la dismissione dovrà tener conto delle regole speciali disposte per le società cooperative”.

Molto più articolato invece il programma per quello che riguarda le partecipazioni indirette della Regione, attraverso Sviluppumbria, Gepafin e Umbria TPL e Mobilità. “Tra le partecipazioni detenute da Sviluppumbria – ha proseguito Bartolini – ci sono attualmente 21 società. Dodici sono già in stato di liquidazione e sulle restanti nove, oltre a Consorzio 3A e Gepafin, manterremo la presenza in Umbria Fiere e nella società di gestione dell’aeroporto Sase, mentre si chiuderà la partecipazione nel Consorzio Flaminia Vetus, in Quadrilatero Umbria-Marche e nell’Interporto Marche.

Non cambia nulla invece per le 38 partecipate da Gepafin in quanto queste società sono sottratte dall’applicazione della legge Madia “e comunque – ha dichiarato Bartolini – una società è già in liquidazione, una, la SICI – Sviluppo Imprese Centro Italia è strategica per reperire risorse finanziarie di carattere privato che possano sostenere le piccole e medie imprese e le altre 36 partecipazioni riguardano misure di ingegneria finanziaria che hanno l’obiettivo di sostenere processi di sviluppo aziendali attraverso il finanziamento in capitali di rischio”.  Saranno invece dismesse le partecipazioni in tutte e quindici le società collegate ad UmbriaTPL e Mobilità.

Per cinque di esse è già in corso il procedimento di liquidazione (Ecoè, Ergin, Genzano Parcheggi, Radtur e Lazio Mobilità) mentre per le restanti dieci è stata decisa la dismissione in quanto ritenute non strategiche e non necessarie per le finalità istituzionali della Regione Umbria. Le procedure di alienazione saranno espletate nel biennio 2018-2019, ovviamente nel rispetto delle leggi e dei diritti di prelazione dei soci.

“Adesso – ha concluso Bartolini – però oltre al piano straordinario di razionalizzazione che abbiamo approvato, occorrerà certamente metter mano ad una legge regionale che imponga il divieto di partecipare a società che svolgono la propria di attività fuori dal territorio regionale (basta con società che se ne vanno al Cairo o a Canicattì…).

In secondo luogo occorrerà procedere, specie nei settore dei rifiuti, ad un accorpamento dei gestori per raggiungere le necessarie economie di scala e la stessa cosa andrebbe fatta per il settore idrico. La Regione Umbria può diventare un punto di riferimento per i Comuni: nel prossimo autunno convocheremo gli Stati generali dell’Umbria sui Servizi pubblici locali e le società partecipate. Verranno invitati a partecipare province e comuni, i gestori, i principali stakeholders, comprese le associazioni degli utenti, a discutere di un settore così vitale dell’economia e della società regionale”.

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