NORCIA: DUE PESI E DUE MISURE. COME SEMPRE

Norcia

norcia-11NORCIA(umbriajournal.com) NORCIA – Due pesi, due misure. Da un lato la mobilitazione dell’associazione ‘Una mostra, un restauro’ per lo spostamento della pala di Jacopo Siculo dall’Auditorium di San Francesco alla basilica di San Benedetto. Dall’altro il silenzio tombale della stessa associazione per l’imminente smantellamento dell’altare e dell’ambone in bronzo dello scultore contemporaneo Giuseppe Ducrot. Eppure anche l’altare e l’ambone del Ducrot sono una pregevole opera d’arte voluta dall’allora arcivescovo di Spoleto-Norcia Riccardo Fontana in occasione dei lavori del Giubileo del 2000, tutto con fondi pubblici. Giuseppe Ducrot, infatti, è tra i più significativi interpreti dell’arte contemporanea.

Viene da chiedersi per quale ragione l’Associazione ‘Una Mostra, un restauro’ usi due pesi e due misure in vicende simili, anzi, nel secondo caso, ancora più grave visto che l’altare e l’ambone di San Benedetto, non troveranno una più idonea collocazione a Norcia ma, a quanto sembra, una volta rimossi dalla basilica saranno installati in una chiesa di Spoleto. Perché questo silenzio? Perché l’associazione ‘Una Mostra, un restauro’ si mobilita e mobilita l’intera città chiedendo al Sindaco di Norcia di non trasferire l’Incoronazione della Vergine di Jacopo Siculo dalla sede dell’Auditorium di S. Francesco benchè la nuova sede sia più idonea e fruibile e non fa altrettanto con i monaci benedettini o l’Arcidiocesi di Spoleto Norcia per opporsi alla rimozione o quanto meno per far restare in loco le opere del Ducrot? È questa la domanda che molti cittadini si stanno ponendo in questi giorni, non appena si è diffusa la notizia della volontà di portare a Spoleto l’altare e l’ambone collocati nel 2000 nella basilica di San Benedetto.

Il motivo di questa decisione, a quanto sembra, è quello legato alla poca funzionalità dell’altare mentre indiscusso rimane il valore artistico anche se in realtà si mormora che il vero motivo sia il fatto che le due opere non piacciano ai monaci benedettini. E allora, se sono opere d’arte, perché portarle a Spoleto? Perché l’associazione che si vanta di tutelare il patrimonio artistico del nursino non interviene? È troppo impegnata a fustigare il Sindaco di Norcia per non accorgersi di quanto sta accadendo? Due pesi, due misure a seconda dell’interlocutore. Questo è, fino a prova contraria, il modo di agire dell’Associazione ‘Una Mostra, un Restauro’ che in alcune circostanze, invece di tutelare il patrimonio artistico nursino, tutela i propri interessi e di una parte di coloro che la rappresentano. Come sempre.

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