Migranti, presidente Porzi, no a politica paure

Mattarella a Perugia, il saluto della presidente Porzi

Migranti, presidente Porzi, no a politica paure
“Quello dell’accoglienza dei profughi è un dovere civile cui l’Umbria non si sottrae, continuando così a dare testimonianza di quegli altissimi valori, civili e religiosi, che sono parte fondante dell’identità della nostra comunità regionale, e per contribuire a rinsaldare e rilanciare i principi a base del patto costitutivo dell’Unione europea che ancora pochi Paesi, e fra questi c’è fortunatamente anche l’Italia, stanno onorando”.

Così la presidente dell’Assemblea legislativa Donatella Porzi interviene su quello che definisce “un autentico dramma epocale che non può lasciarci indifferenti”.

“L’imprescindibile dovere umanitario di accogliere chi è costretto a lasciare il proprio paese – prosegue la presidente Porzi –, per risultare realmente efficace, deve essere attuato secondo criteri di sostenibilità sociale per le comunità ospitanti, di qualità dei servizi offerti, di rigore e controllo degli aventi diritto al fine di garantire la sicurezza di tutti”.

“Le varie istituzioni statali, regionali e locali operanti in Umbria – precisa – stanno attuando questo dovere di accoglienza applicando tali criteri. E le Prefetture, i Comuni, la Chiesa, le associazioni di volontariato stanno sviluppando il proprio impegno seguendo questi indirizzi.

Malgrado ciò, ed è comprensibile, si comincia ad avvertire nelle comunità qualche preoccupazione, alimentata anche da terribili fatti di cronaca avvenuti in altre regioni.

In questo caso – avverte Porzi – dobbiamo tutti noi tenere sempre alta la guardia rispetto alle problematiche della sicurezza e nel contempo informare puntualmente i cittadini sulle modalità di attuazione degli interventi nei singoli territori, perché l’informazione e la conoscenza sono elementi indispensabili nella gestione di ‘emergenze’ di questo rilievo.

Appare meno comprensibile invece l’intervento di ‘quella politica’ che, partendo da una legittima preoccupazione dei cittadini e da una situazione di disagio economico, alimenta paure ed egoismi per fini politicamente molto discutibili”.

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