Migranti, diritti e salute, un percorso antropologico a Villa Umbra

Il seminario conclusivo di mercoledì 2 dicembre rappresenterà l’occasione per tratteggiare un bilancio

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Migranti, diritti e salute, un percorso antropologico a Villa Umbra

A due anni dall’inizio del corso “Migranti, diritti e salute. Un percorso antropologico di approfondimento e sensibilizzazione sul tema delle mutilazioni genitali femminili” – realizzato grazie alla collaborazione tra Regione Umbria, Fondazione Angelo Celli e Scuola di Amministrazione Pubblica – mercoledì 2 dicembre 2015 si terrà, presso Villa Umbra (Pg), la giornata conclusiva di questo lungo e articolato percorso formativo rivolto agli operatori sociali, sanitari ed educativi della regione Umbria.

Il corso, avviato nel gennaio 2014 e organizzato in quattro semestri, ha visto una attiva e pressoché costante partecipazione dei numerosi operatori che vi hanno aderito (in media circa sessanta iscritti a semestre) e, grazie all’ausilio di docenti di livello nazionale e internazionale, sono state approfondite molteplici tematiche sulle più ampie questioni concernenti la presenza di migranti nel territorio e, nello specifico, il loro più o meno agile ricorso ai servizi socio-sanitari.

Professionisti delle scienze sociali, del diritto, dell’economia sanitaria, della medicina, rappresentanti delle principali organizzazioni che lavorano attivamente con i migranti, esponenti delle comunità religiose, uomini e donne che hanno vissuto in prima persona l’esperienza della migrazione hanno di volta in volta offerto un quadro complesso dei temi trattati, permettendo, a partire dalla specifica questione delle mutilazioni genitali femminili, di fornire strumenti di riflessione critica sulle più generali risorse e problematiche connesse all’incontro con l’“Altro”.

Il percorso formativo ha rappresentato altresì un’occasione per coinvolgere i partecipanti interessati nella costituzione di una “Rete di riferimento per le mutilazioni genitali femminili” – composta sia da operatori e servizi territoriali che da esperti di vari settori di livello nazionale e internazionale – che ha l’obiettivo di connettere ed eventualmente “attivare” professionisti e istituzioni per la presa in carico di casi complessi.

Un’attività, questa, che si inserisce nel più ampio quadro operativo del “Centro umbro di riferimento per lo studio e la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili” che, nato nel 2014 a seguito dell’Intesa tra le Regioni e il Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e in attuazione della successiva convenzione tra la Regione Umbria e la Fondazione Angelo Celli, ha sede proprio presso la Fondazione.

Il seminario conclusivo di mercoledì 2 dicembre (ore 9.00-17.00) rappresenterà l’occasione per tratteggiare un bilancio, riflettere sulle prospettive future, confrontarsi con le esperienze svolte da altre regioni italiane in tema di mutilazioni genitali femminili, mettendo soprattutto in evidenza le buone pratiche di formazione, sensibilizzazione e prevenzione realizzate dai vari territori.

A tale proposito, la giornata, che si aprirà con i saluti dei rappresentati regionali umbri, del Direttore della Scuola di Amministrazione Pubblica Villa Umbra, Alberto Naticchioni e del Presidente della Fondazione Angelo Celli, Tullio Seppilli, vedrà l’intervento di Eugenia Gammarota del Dipartimento per le Pari Opportunità, di Sabrina Flamini e Maya Pellicciari della Fondazione Celli e dell’Assessore alla Coesione Sociale e Welfare della Regione Umbria Luca Barberini che presenterà la relazione conclusiva della sessione mattina.

Quella pomeridiana, coordinata da Alessandro Vestrelli, sarà invece dedicata alle esperienze delle regioni Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Abruzzo con gli interventi dei relativi responsabili e coordinatori di progetto.

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